outdoortest.it http://outdoortest.it Web Review & Buyer's Guide Mon, 26 Jun 2017 16:00:25 +0000 it-IT hourly 1 L’Orto Salewa, integrazione e solidarietà http://outdoortest.it/orto-salewa-integrazione-solidarieta/ http://outdoortest.it/orto-salewa-integrazione-solidarieta/#respond Mon, 26 Jun 2017 16:00:25 +0000 http://outdoortest.it/?p=24563 “Non avere niente da fare è una delle cose peggiori, perché toglie alle persone dignità e speranza per il futuro”. Sono parole di Heiner Oberrauch, Presidente del Gruppo Salewa-Oberalp, che dal marzo scorso ha messo in piedi un’iniziativa di solidarietà volta all’integrazione con il territorio di immigrati e rifugiati. È nato così l’Orto Salewa: un … Leggi tutto "L’Orto Salewa, integrazione e solidarietà"

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“Non avere niente da fare è una delle cose peggiori, perché toglie alle persone dignità e speranza per il futuro”. Sono parole di Heiner Oberrauch, Presidente del Gruppo Salewa-Oberalp, che dal marzo scorso ha messo in piedi un’iniziativa di solidarietà volta all’integrazione con il territorio di immigrati e rifugiati. È nato così l’Orto Salewa: un appezzamento di 3.000 metri quadrati dove imparare le tecniche dell’agricoltura biologica e produrre verdure e altri prodotti destinati, fra l’altro, anche a un ristorante stellato dell’area bolzanina.

Se il lavoro nobilita l’uomo e lo avvicina alle altre persone, allora quella è una carta da giocare per affrontare il problema dell’immigrazione e dell’ospitalità dei rifugiati. È questa la filosofia alla base dell’Orto Salewa attorno a cui, nell’arco di circa 3 o 4 mesi, si è costituita una rete di solidarietà tra aziende e volontari che ha coinvolto attivamente 15 persone, provenienti dal Senegal, dal Congo, dal Gambia, dal Kurdistan e dal Mali, e accolti come rifugiati e migranti nei centri di accoglienza di Bolzano.

Insalate, zucchine, pomodori, mais, zucche, barbabietole, fagioli, patate, cipolle, peperoni. Oltre 30 qualità di verdure, erbe aromatiche, mirtilli e lamponi nascono oggi nell’appezzamento di terra situato a Bolzano, davanti al moderno stabilimento Salewa, che conta 600 dipendenti impegnati nella realizzazione di abbigliamento e attrezzature tecniche per le attività in montagna. I prodotti agricoli vengono consegnati, a fronte di una libera donazione, al Ristorante Bad Schörgau, al Bar Ristorante Salewa Bivac e ai dipendenti Salewa. Il ricavato delle donazioni va ai 15 rifugiati e migranti che si sono impegnati attivamente all’interno dell’Orto Salewa.

Il progetto di solidarietà è nato da un’idea di Stephanie Völser, Executive Assistant di Heiner Oberrauch, impegnata nel movimento Binario 1 di assistenza e supporto ai rifugiati e migranti che arrivano a Bolzano. “L’aspetto di apprendimento delle tecniche agricole e quello economico sono ovviamente importanti – ha detto – perché la dignità sociale passa anche attraverso una seppur parziale autonomia economica. Ma il maggior valore del progetto è la possibilità di uscire dalla realtà separata dei centri di accoglienza ed entrare in contatto con la comunità che li circonda. Non ci aspettiamo che questo progetto sia risolutivo ma speriamo che possa dare un contributo positivo alla vita di queste persone e forse anche essere di ispirazione per progetti simili.”

“Io ho provato a proporre alle associazioni e istituzioni locali delle attività destinate ai rifugiati e migranti – ha spiegato anche Oberrauch -, ma non ho avuto successo. Penso che la politica non possa risolvere tutto e che sia dovere civile impegnarsi in prima persona. L’agricoltura è parte integrante della cultura e della vita della nostra comunità, e così è nata l’idea dell’Orto Salewa.”

In realtà nell’arco di poco tempo diverse aziende locali hanno porto la mano aderendo al progetto. Per esempio Gregor Wenter ed Egon Heiss, proprietario e chef stellato del ristorante Bad Schörgau a Sarentino, si sono fatti vivi per chiedere di diventare clienti dei prodotti dell’Orto Salewa. Fertilizzante organico e compost sono stati forniti gratuitamente da Bioenergia Trentino, come gli attrezzi agricoli dati dal Consorzio Agrario di Bolzano e depositati in un container messo a disposizione dalla ditta Niederstätter. Il Gardencenter Biasion ha offerto tutte le piantine per l’orto e infine, la cooperativa sociale OfficineVispa ha consentito di superare alcuni ostacoli di carattere burocratico integrando i rifugiati e migranti come soci della cooperativa.

Un aspetto speciale del progetto è che anche i dipendenti del gruppo Salewa-Oberalp sono diventati sostenitori dell’iniziativa. Secondo quanto racconta l’azienda altoatesina, ogni anno a Natale viene organizzata una lotteria di beneficienza che consente di scegliere tra quattro progetti sociali da finanziare. L’importo raccolto viene poi decuplicato dall’azienda, e in questo modo sono stati raccolti oltre 7.000 euro destinati all’Orto Salewa.

 

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Fissi o telescopici: come scelgo i bastoncini da trekking? http://outdoortest.it/come-scegliere-bastoncini/ http://outdoortest.it/come-scegliere-bastoncini/#respond Fri, 23 Jun 2017 06:11:51 +0000 http://outdoortest.it/?p=20436 Qualche tempo fa abbiamo già visto a cosa servono i bastoncini da trekking e come sia preferibile usarli in tutte le stagioni. Ne esistono però diverse tipologie: telescopici, non regolabili e quindi fissi, oppure pieghevoli. Come scegliere allora il bastoncino che fa per noi? Lo abbiamo chiesto a Letizia Ortalli, testatrice di Outdoortest, Accompagnatore di … Leggi tutto "Fissi o telescopici: come scelgo i bastoncini da trekking?"

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Qualche tempo fa abbiamo già visto a cosa servono i bastoncini da trekking e come sia preferibile usarli in tutte le stagioni. Ne esistono però diverse tipologie: telescopici, non regolabili e quindi fissi, oppure pieghevoli. Come scegliere allora il bastoncino che fa per noi? Lo abbiamo chiesto a Letizia Ortalli, testatrice di Outdoortest, Accompagnatore di Media Montagna e istruttrice di Nordic Walking.

“Ci sono diversi tipi di bastoncini. Partiamo da quelli con un’altezza fissa: sono consigliati a chi sa già a che altezza userà il bastone, sono sicuramente molto più solidi e stabili rispetto agli altri perché non hanno punti di cedimento. Di contro naturalmente non si possono ripiegare per metterli nello zaino.

Poi ci sono quelli pieghevoli. Sono una delle ultime novità del mercato: molto leggeri, componibili, occupano pochissimo spazio, per questo sono molto comodi da mettere nello zaino. Anzi potremmo dire che sono uno strumento “salvavita” di quelli da avere sempre dietro perché in caso di difficoltà può venirci in aiuto senza ingombrare o creare scomodità nel portarli.

Infine ci sono i bastoni telescopici classici, forse i più pesanti nel mercato ma comunque molto validi e adatti a un pubblico che non ha necessità di avere una strumentazione troppo leggera e che al contempo non vuole rinunciare all’aiuto del bastone.

Ricordo infine che i bastoncini si usano sempre in coppia e non singoli, perché avrebbe poco senso e rischieremmo di camminare storti e sbilanciati. I bastoncini fanno bene sia in salita, perché ci aiutano a prendere il ritmo, sia in discesa. Sono particolarmente consigliati a chi soffre di problemi alle articolazioni, come il ginocchio per esempio, perché sono un validissimo aiuto che va ad alleggerire gli arti inferiori.

 

 

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Store spagnolo La Sportiva, il brand trentino sbarca in Europa http://outdoortest.it/store-spagnolo-la-sportiva-sbarca-europa/ http://outdoortest.it/store-spagnolo-la-sportiva-sbarca-europa/#respond Wed, 21 Jun 2017 16:03:51 +0000 http://outdoortest.it/?p=24508 A Rodellar, nel cuore dei Pirenei, apre a giugno il nuovo store spagnolo La Sportiva, il primo situato fuori dai confini italiani. La nota località, paradiso dell’arrampicata su calcare, è infatti stata scelta dal brand trentino come sede del quarto negozio monomarca, dopo quelli di Cavalese, Arco e Ziano di Fiemme. La scelta di Rodellar, … Leggi tutto "Store spagnolo La Sportiva, il brand trentino sbarca in Europa"

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A Rodellar, nel cuore dei Pirenei, apre a giugno il nuovo store spagnolo La Sportiva, il primo situato fuori dai confini italiani. La nota località, paradiso dell’arrampicata su calcare, è infatti stata scelta dal brand trentino come sede del quarto negozio monomarca, dopo quelli di Cavalese, Arco e Ziano di Fiemme.

La scelta di Rodellar, spiega l’azienda trentina, si spiega con la volontà di La Sportiva di essere presente con un proprio punto vendita monomarca nei climbing spot europei più importanti. Ed ecco quindi che apre a giugno un nuovo negozio ai piedi di una delle più famose falesie del Vecchio continente, nella profonda Sierra de Guara.

“Lo store di Rodellar è il nostro primo progetto al di fuori del territorio nazionale e per farlo abbiamo scelto un luogo di culto per gli arrampicatori spagnoli ed europei e l’appoggio strategico del nostro distributore spagnolo Snow Factory, guidato dai fratelli Alejo e Javier Garriga, e del nostro cliente Deportes Guara per una messa in opera ottimale – ha commentato Giulia Delladio, responsabile del progetto Retail globale di La Sportiva -. La scelta di aprire nei climbing spot più importanti d’Europa è perfettamente in linea con quella che è a tutt’oggi l’anima ed il core-business aziendale: l’arrampicata. Il nuovo punto vendita trasmetterà al 100% i nostri valori e la nostra brand experience”.

Il distributore de La Sportiva in Spagna, Snow Factory, ha giocato un ruolo chiave in questa iniziativa come sottolinea Javier Garriga, responsabile commerciale del brand in Spagna, Andorra e Portogallo: “E’ un passaggio strategico per il nostro brand ed allo stesso tempo una grande soddisfazione ma anche una grande responsabilità di trasferire nel mercato spagnolo l’esperienza di marca creata dalla Famiglia Delladio e dal suo staff nel corso degli anni: ci sentiamo parte della famiglia e questo credo sia essenziale per avere successo in questo ambizioso progetto. La decisione di aprire un negozio in una location che conta meno di 100 abitanti è molto particolare ed in linea con la strategia aziendale di dare un servizio perfetto e la massima reperibilità dei nostri prodotti alla climbing community, là dove è più importante esserci, nei punti focali dell’arrampicata in Europa. Ma tutto questo non sarebbe stato possibile senza un partner come Deportes Guara, proprietario dello storico camping Mascun, punto di riferimento storico per gli arrampicatori della zona.”

Il nuovo store spagnolo aggiunge quindi un altro tassello alla lunga storia del brand la Sportiva: nato nel 1928 dal calzolaio di Tesero (TN) Narciso Delladio si appresta l’anno prossimo a spegnere le sue prime 90 candeline.

 

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Estate 2018: anticipazioni “in anticipo” a Friedrichshafen http://outdoortest.it/estate-18-anticipazioni-friedrichshafen/ http://outdoortest.it/estate-18-anticipazioni-friedrichshafen/#respond Sat, 17 Jun 2017 10:44:02 +0000 http://outdoortest.it/?p=24384   Friedrichshafen, 18-21 giugno 2017. Il salone mondiale dell’Outdoor, l’OutDoor Show di Friedrichshafen con le sue anticipazioni, giunge alla sua 24° edizione con un enorme bagaglio di esperienze, stagioni passate all’insegna di crescita forte e costante, e una congiuntura attuale non facile. Il mercato dell’Outdoor non galoppa più, alcune ricerche lo danno come “maturo” (leggi: incapace di … Leggi tutto "Estate 2018: anticipazioni “in anticipo” a Friedrichshafen"

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Friedrichshafen, 18-21 giugno 2017. Il salone mondiale dell’Outdoor, l’OutDoor Show di Friedrichshafen con le sue anticipazioni, giunge alla sua 24° edizione con un enorme bagaglio di esperienze, stagioni passate all’insegna di crescita forte e costante, e una congiuntura attuale non facile.

Il mercato dell’Outdoor non galoppa più, alcune ricerche lo danno come “maturo” (leggi: incapace di crescere ancora). I mercati asiatici importanti non fanno più da locomotiva, gli Usa progrediscono senza infamia ne’ lode, la vecchia Europa vivacchia cercando di non passare in territorio negativo.

Se il mercato non è del tutto in salute, le fiere, con il loro vetusto modello, stanno ben peggio. Costi elevatissimi per le aziende, novità di prodotto sovente già svelate prima del via, scarsi scambi commerciali portati a termine…

I grandi protagonisti, i Gruppi leader, fanno i conti e scoprono che stanno diventando insostenibili, ingiustificati. Le fiere “bla-bla”, o “shaking hands” come dir si vogliano, dove si incontra un mare di gente e si chiacchiera, solo per darsi appuntamento successivamente, non hanno più futuro.

Il Gruppo Oberalp-Salewa ha gettato il sasso nello stagno, non partecipando a questa edizione di OutDoor Show (e nemmeno saranno a Ispo 2108). Un gesto dimostrativo, dicono, per smuovere le acque e costringere le Fiere ad affrontare seriamente la crisi del modello espositivo, e studiare soluzioni moderne e efficaci, in collaborazione con il mercato di riferimento.

Sarà interessante osservare le reazioni degli altri players, grandi, medi e piccoli, per farsi un’idea dello scenario futuro. Intanto incassiamo questo anticipo di due settimane (il salone si è sempre svolto a metà luglio circa), decisione che sembra dettata dalle grandi catene distributive tedesche (Globetrotter, Intersport), ma che non ha mancato di suscitare dissenso tra le aziende.

Anticipazioni SS18

Ma veniamo al contenuto della Fiera, a ciò che sta più vicino al cuore degli Outdoor enthusiasts, dei praticanti di ogni attività sportiva in ambiente: i nuovi prodotti per escursionismo, trekking, trail running, arrampicata, alpinismo, viaggio, campeggio.

Come al solito le novità sono davvero tante e i marchi italiani, da sempre leader nel settore, sono in procinto di rilasciare sul marcato prodotti che promettono innovazione, efficacia, capacità di “risolvere i problemi” dell’outdoor, in qualsiasi segmento si intenda attivarsi.

Nel nostro speciale trovate una selezione di questi prodotti, un’avanguardia che successivamente diventerà oggetto delle nostre analisi e dei nostri test. A seguire, dopo la chiusura del salone, troverete le video interviste dei protagonisti che di persona illustreranno le caratteristiche e le prestazioni di ciascun prodotto.

Non resta che auguravi “buona navigazione”!

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Siti d’arrampicata e Ferrate, Linee Guida delle Guide alpine http://outdoortest.it/arrampicata-linee-guida-guide-alpine/ http://outdoortest.it/arrampicata-linee-guida-guide-alpine/#respond Fri, 16 Jun 2017 07:53:34 +0000 http://outdoortest.it/?p=24258 Siete amanti dell’arrampicata o dell’escursionismo più “avventuroso”? Frequentate falesie o vie ferrate, fate escursioni su sentieri attrezzati? Sono sempre più numerosi gli appassionati in Italia che frequentano e vivono questi luoghi, ma chi si occupa di allestirli e di tenerli in buone condizioni? Quali professionisti sono chiamati a intervenire nella loro progettazione e realizzazione? Sono … Leggi tutto "Siti d’arrampicata e Ferrate, Linee Guida delle Guide alpine"

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Siete amanti dell’arrampicata o dell’escursionismo più “avventuroso”? Frequentate falesie o vie ferrate, fate escursioni su sentieri attrezzati? Sono sempre più numerosi gli appassionati in Italia che frequentano e vivono questi luoghi, ma chi si occupa di allestirli e di tenerli in buone condizioni? Quali professionisti sono chiamati a intervenire nella loro progettazione e realizzazione? Sono domande che interessano direttamente le Amministrazioni pubbliche ma anche i privati, sul cui territorio si trovano talvolta falesie e vie ferrate. Si tratta di una materia complessa a cui per la prima volta il Collegio Nazionale Guide Alpine Italiane ha dato ordine attraverso la redazione delle “Linee Guida per l’attrezzatura di siti naturali per l’arrampicata e percorsi attrezzati”.

Le Linee Guida sono uno strumento di libero accesso, messo a disposizione dei professionisti e delle Amministrazioni allo scopo di fungere da riferimento per i lavori di apertura di nuovi siti o di restauro di siti già esistenti. Gli appassionati di arrampicata, gli escursionisti di sentieri attrezzati e di vie ferrate sanno bene, infatti, che per godere dell’attività in ambiente è necessario fare affidamento sull’attrezzatura in loco, che deve essere quindi mantenuta in buone condizioni. Non si tratta solo della bellezza in sé degli itinerari, ma anche della validità dell’attrezzatura che li rende praticabili e della cura del contesto in cui si trovano. Così un nuovo sito di arrampicata può costituire una golosa nuova sfida per un arrampicatore, a patto che nel realizzarlo siano stati tenuti presenti gli aspetti etici, ambientali e paesaggistici del caso. Un mix di competenze e sensibilità che fa sì che non basti saper arrampicare bene o studiare un “manuale” per chiodare una parete.

Le Linee Guida consentono infatti a chi avesse intenzione di effettuare interventi di manutenzione, allestimento, controllo, eliminazione di siti di arrampicata e loro strutture connesse di disporre di uno strumento ufficiale, redatto da un soggetto pubblico e con gli orientamenti necessari ad organizzare le fasi di progettazione, realizzazione, gestione, manutenzione e sorveglianza. Un riferimento per orientarsi, non un vincolo, non un modo per uniformare una prassi, quella della chiodatura, che rimane aperta alla creatività e alla sensibilità del singolo.

L’arrampicata su roccia, in falesia come in montagna, è attività che compete in via professionale esclusivamente alle Guide alpine, unici professionisti abilitati dalla legge ad accompagnare e ad insegnare le attività dell’alpinismo. Arrampicare su roccia significa scalare una parete verticale utilizzando per la progressione appigli e appoggi naturali: il movimento segue modelli motori specifici, implica conoscenza e competenza nell’uso di attrezzature alpinistiche, capacità di valutare la qualità degli appigli e degli appoggi e la conoscenza dei pericoli ambientali, mai del tutto eliminabili e quindi in una certa misura sempre possibili. Per questo la Guida Alpina è una figura tecnica di consulenza per le Amministrazioni Pubbliche sulla tematica.

Le Linee Guida sull’Attrezzatura dei Siti di Arrampicata sono state predisposte a seguito di un lungo lavoro di approfondimento tecnico-operativo. Tale strumento entrerà in un processo di revisione ed aggiornamento continuo, sulla base delle esperienze operative, del lavoro dei Professionisti e delle acquisizioni tecnico-scientifiche allo scopo di costituire un costante punto di riferimento per la collettività.

 

 

Le “Linee guida per l’attrezzatura dei siti naturali per l’arrampicata e dei percorsi attrezzati” si possono trovate a questo link insieme a un glossario sulle attrezzature e tecniche 

 

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Granito e calcare, ogni roccia ha le sue scarpette da arrampicata http://outdoortest.it/granito-calcare-scarpette-da-arrampicata/ http://outdoortest.it/granito-calcare-scarpette-da-arrampicata/#respond Mon, 12 Jun 2017 06:14:41 +0000 http://outdoortest.it/?p=24162 “Calcaristi” e “granitisti” sono arrampicatori dal profilo diverso, perché differenti sono i tipi di arrampicate che si praticano su calcare e granito. Le caratteristiche della roccia infatti, comportano uno stile di scalata specifico, che incide anche sul tipo di scarpetta da preferire sull’uno o sull’altro terreno. Ne abbiamo parlato con Pietro Dal Prà, fortissimo scalatore, … Leggi tutto "Granito e calcare, ogni roccia ha le sue scarpette da arrampicata"

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“Calcaristi” e “granitisti” sono arrampicatori dal profilo diverso, perché differenti sono i tipi di arrampicate che si praticano su calcare e granito. Le caratteristiche della roccia infatti, comportano uno stile di scalata specifico, che incide anche sul tipo di scarpetta da preferire sull’uno o sull’altro terreno. Ne abbiamo parlato con Pietro Dal Prà, fortissimo scalatore, Guida alpina e ambassador La Sportiva: con lui abbiamo ripassato i tanti fattori da tenersi in considerazione nella scelta delle scarpette da arrampicata.

Diversi tipi di roccia implicano diversi stili di arrampicata: è così?
Il calcare è una roccia generalmente più lavorata dall’acqua che l’ha modificata in modo assolutamente caotico. La disposizione e le forme degli appoggi e degli appigli sono infinite. Il granito invece è un tipo di roccia con forme più geometriche che seguono generalmente fessure o spigoli, e in mezzo si ha una roccia liscia su cui non si sale. L’arrampicata su calcare per me è più fantasiosa, un po’ più complessa e interessante dal punto di vista tecnico. Quella su granito è più geometrica, a volte più fisica che tecnica anche se anche qui non dobbiamo dimenticarci che la cosa più importante nell’arrampicata non è mai la condizione fisica ma sempre l’aspetto tecnico.

Rispetto alle scarpette da arrampicata, la roccia fa qualche differenza?
Certamente. Il terreno strapiombante generalmente è proprio del calcare, dell’arrampicata sportiva e anche del bouldering. In questi casi prediligiamo delle scarpette morbide. Sul granito solitamente, se non parliamo di difficoltà altissime, l’arrampicata è meno strapiombante e gli appoggi sono più netti, più definiti, di forme geometriche. Allora qui diventa importante una scarpetta che ci aiuti a sostenere il nostro peso e quindi più rigida.

Al di là del tipo di roccia, come scegliamo le scarpette da arrampicata?
La scelta delle scarpette da arrampicata dipende da molti altri fattori. Intanto dal tipo di arrampicata che si va a fare: se affrontiamo una via di 400 metri in montagna su terreno facile e appoggiato si prediligerà il comfort e quindi una scarpetta più rigida. Su un itinerario di arrampicata sportiva più breve e strapiombante preferiremo una scarpetta morbida. Una scarpetta rigida può essere calzata di una taglia anche relativamente comoda: per esempio se io ho il numero 43, di una scarpetta rigida posso usare il 43 o il 42 e ½. Una scarpetta morbida invece, per essere efficiente ed efficace deve essere vestita molto piccola, un guanto molto aderente al piede. Questo è il motivo anche per cui può andare bene per l’arrampicata sportiva (vie più brevi), dove so che vestirò la scarpetta per 10 minuti o un quarto d’ora. Mentre se sono in montagna e arrampico tutto il giorno ho bisogno di una scarpetta più comoda e quindi più rigida.

Oltre al tipo di arrampicata, quali altri fattori si considerano scegliendo una scarpetta?
Nei fattori importanti da considerare nella scelta delle scarpette da arrampicata ci sta anche il peso dell’arrampicatore e la taglia. Se a un ragazzino che comincia ad arrampicare o a una persona che pesa 50 kg posso permettermi di dare una scarpetta morbida, a un’altra che ne pesa 80 e che fa itinerari un po’ meno strapiombanti e verticali consiglierò una scarpetta più rigida. Sono molti i fattori che intervengono nella scelta, anche perché è l’unico attrezzo sportivo veramente determinante che abbiamo addosso quando arrampichiamo. Il terreno di arrampicata, il tipo di utilizzo, il peso e la capacità di sopportazione dell’arrampicatore. Teniamo presente che il piede dentro alla scarpetta è un po’ come il sedere del ciclista sulla sella: ci si abitua a un certo dolore e il piede fa una sorta di callo per resistere a scarpette molto piccole. Io che scalo da 30 anni riesco a portare scarpette di 3 numeri più piccole o anche 4 e anche per una giornata intera, cosa inconcepibile per una persona che ha appena iniziato ad arrampicare. Lo dico sempre: è importante prediligere il comfort rispetto alla prestazione all’inizio. Poi col tempo si può cominciare a pensare di più alla prestazione. Ma all’inizio la raccomandazione che faccio a tutti è non abbiate male ai piedi, perché il dolore è invalidante anche dal punto di vista psicologico.

 

 

Nelle foto alcune delle scarpette da arrampicata La Sportiva

 

 

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Trail running e skyrunning, quali differenze? http://outdoortest.it/trail-running-e-skyrunning-quali-differenze/ http://outdoortest.it/trail-running-e-skyrunning-quali-differenze/#respond Wed, 07 Jun 2017 06:03:14 +0000 http://outdoortest.it/?p=24083 Quando si parla di corsa in montagna si pensa principalmente a due tipi di gare: trail running e skyrunning. Si tratta di due discipline molto diverse fra loro, che richiedono approcci, equipaggiamenti e resistenze differenti. Ne abbiamo parlato con Nicola Giovanelli, atleta del team La Sportiva, che ha iniziato la sua carriera di corridore come … Leggi tutto "Trail running e skyrunning, quali differenze?"

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Quando si parla di corsa in montagna si pensa principalmente a due tipi di gare: trail running e skyrunning. Si tratta di due discipline molto diverse fra loro, che richiedono approcci, equipaggiamenti e resistenze differenti. Ne abbiamo parlato con Nicola Giovanelli, atleta del team La Sportiva, che ha iniziato la sua carriera di corridore come sky runner approdando negli ultimi anni anche al trail running.

Trail running e Skyrunning e, che differenza c’è?
Lo skyrunning si corre su percorsi più tecnici, che sono quelli che preferisco e che possono prevedere tratti quasi di arrampicata. Così per esempio nella World Series, che ho fatto l’anno scorso. Il trail invece si svolge su sentieri battuti e non tecnici, solitamente prevede percorsi più veloci e più lunghi almeno nelle competizioni più importanti, e quindi c’è una gestione differente della gara. Lo skyrunning può essere più estremo e richiede una grande conoscenza della montagna e la capacità di muoversi in alta quota, mentre il trail è adatto anche a chi è abituato a camminare o magari corre in piano, in città e vuole avvicinarsi alla corsa in montagna.

Che tipi di corridore bisogna essere per fare gare di trail running e skyrunning?
Bisogna essere fisicamente in forma, con una buona forza muscolare per essere in grado di gestire salite e discese libere, e saper quindi controllare la stabilità del ginocchio e della caviglia. Anche nel trail è fondamentale la forma muscolare come in tutte le discipline di endurance, ma forse è meno importante che nello sky perché difficilmente hai salite che possono avvicinarsi al vertical. A livello di urto e di impatto è meno incisivo. Dal punto di vista dell’allenamento non ci sono grandi differenze, dipende magari di più dalla distanza e dal terreno. Se voglio fare gare molto tecniche di skyrunning dovrò andare ad allenarmi su terreni tecnici, mentre se voglio fare una gara di trail posso allenarmi su qualsiasi sentiero ben battuto.

Dal punto di vista dell’attrezzatura, usi scarpe diverse per le due discipline?
La scelta della calzatura è molto soggettiva. Per gare di skyrunning uso scarpe più leggere magari con più protezione se so che il percorso passerà da ghiaioni e su sassi, per esempio le Mutant. Nel trail uso scarpe più pesanti come l’Akasha, per avere una calzatura comoda che è importante in gare lunghe. Una scarpa più prestante ma meno comoda può andare bene per una gara di 2 ore ma non di 20. Nelle corse lunghe servono scarpe che puoi tenere ai piedi a lungo senza che ti diano vesciche o dolori, soprattutto se non hai la possibilità di cambiarle durante la gara.

Come cambia l’abbigliamento nelle gare di trail running e skyrunning?
Nello sky materiale obbligatorio non ce n’è se non un antivento, quindi una mantellina leggera che peraltro, se è previsto bel tempo stabile, gli organizzatori possono anche non richiedere. Essendoci anche tanti ristori di solito abbastanza comodi non hai neanche necessità di portarti acqua o viveri, se non qualche sale o barretta di integrazione. Nei trail invece il materiale obbligatorio c’è sempre: mantellina antivento, pantaloni, guanti, berretto, acqua perché tante volte si corrono in autosufficienza alimentare, e quindi serve un bel po’ di materiale al seguito, dipende dal regolamento della gara. In termini amatoriali direi che l’equipaggiamento si decide in base alle previsioni meteo e dalle condizioni della montagna. È importante informarsi prima per sapere se sul percorso troveremo acqua, neve, se ci sono passaggi tecnici con catena ecc. Sicuramente è sempre consigliabile avere dietro una giacca, magari d’estate più leggera mentre più pesante in autunno e in primavera, un berretto o una fascetta. I pantaloni lunghi sono meno rilevanti perché le gambe sono la parte in cui si soffre meno il freddo, però è importante avere da coprirsi nel momento in cui ci si ferma, quindi possono essere più utili in una corsa di trail running, più lunga, di 6 o 8 ore, soprattutto alla fine quando hai finito l’apporto energetico e magari sei anche più lento rispetto all’inizio. E poi l’acqua: prima di partire bisogna cercare di capire se sul percorso troveremo acqua oppure no, perché in molte zone proprio non ce n’è, e infine l’alimentazione. Non servono 10 panini nello zaino, ma integratori o barrette o gel sì, che ci danno parecchie calorie con un peso leggero.

Il trail running si corre non solo in montagna, ma dappertutto, anche nel deserto per esempio. Tu hai mai fatto gare di questo tipo?
Due anni fa sono stato a Boulder in Colorado per 6 mesi, per uno stage del dottorato e lì ho fatto una gara di 50 km, che è la distanza che mi piace di più, quindi in 4, 5 ore di gara nel deserto dello Utah. Non è proprio deserto classico, ma è un deserto di sabbia e roccia. I dislivelli sono inferiori a quelli in montagna, ma sei in una situazione differente in cui devi gestire meglio il caldo, il sole che picchia. È stata un’esperienza particolare, anche se la mia passione rimane la montagna, mi attrae molto di più correre in quota.

 

Leggi la biografia di Nicola Giovanelli

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Alimentazione in montagna, la parola all’esperto http://outdoortest.it/alimentazione-in-montagna/ http://outdoortest.it/alimentazione-in-montagna/#respond Mon, 05 Jun 2017 07:00:24 +0000 http://outdoortest.it/?p=22651 Un’alimentazione equilibrata, quando si fa sport in montagna, è la base per affrontare in sicurezza e tranquillità attività di escursionismo, che si tratti di trekking, running, mountainbike o alpinismo. Dare consigli e suggerimenti non è facile, poiché sono molti i fattori che influenzano la scelta dei giusti alimenti, come i gusti personali, il tipo di gita, … Leggi tutto "Alimentazione in montagna, la parola all’esperto"

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Un’alimentazione equilibrata, quando si fa sport in montagna, è la base per affrontare in sicurezza e tranquillità attività di escursionismo, che si tratti di trekking, running, mountainbike o alpinismo. Dare consigli e suggerimenti non è facile, poiché sono molti i fattori che influenzano la scelta dei giusti alimenti, come i gusti personali, il tipo di gita, la durata e il tempo, ma non impossibile. Affidarsi all’esperienza e alle conoscenze di un esperto in integrazione sportiva e nutrizione è la strada vincente per capire come muoversi in maniera corretta nel mondo dell’alimentazione in montagna. Per questo, ci affidiamo alla Dottoressa Elena Casiraghi, dell’Equipe Enervit.

Elena Casiraghi è Responsabile dell’Enervit Nutrition Center for Sport&Wellness a Milano, centro di consulenza gratuita per l’alimentazione, lo sport ed il benessere. Atleta ex azzurra nel canottaggio e triatleta, è esperta in nutrizione. Lo sport e l’alimentazione sono per lei principi fondamentali: hanno segnato il suo percorso di vita diventando nel tempo, oltre che una passione, anche un lavoro. Prima raggiunge come atleta buoni risultati a livello nazionale in diverse discipline sportive e poi come specialista di alimentazione e integrazione nello sport. Una Laurea Magistrale in “Scienza dello Sport” presso la Facoltà di Scienze Motorie dell’Università degli Studi di Milano e un Dottorato di Ricerca in “Attività Fisica, Nutrizione e Benessere” completano il suo percorso.

Alimentazione in montagna, intervista a Elena Casiraghi. Ph Tiziano Ballabio

Alimentazione in montagna, intervista a Elena Casiraghi. Ph Tiziano Ballabio

Il tema dell’intervista sarà l’alimentazione in montagna alle nostre latitudini, per un’attività sportiva di escursionismo a piedi, in bici, di trail running intensa ma non estrema, anche di più giorni.

Entriamo subito nel cuore dell’argomento e lasciamo la parola a Elena.

Come scegliere le scorte alimentari

“Scegliere le scorte alimentari per giornate di escursionismo è molto importante. Prima di tutto bisogna sapere quello di cui si ha bisogno e poi pensare all’organizzazione vera e propria. Tutti gli sportivi sono molto attenti alla valutazione dell’equipaggiamento, dell’abbigliamento, del peso dell’attrezzatura mentre spesso viene trascurata l’alimentazione. È invece responsabile organizzare le scorte alimentari pensando al tipo di attività e alla sua durata, informandosi sui punti acqua, bar e rifugi presenti sul percorso, visionando l’itinerario che si andrà a compiere.”

Barrette o cibi freschi

“Quando ci si interroga sulla scelta di quali alimenti bisogna portare con sé, per una corretta alimentazione in montagna, è giusto domandarsi: quanto peso posso portarmi dietro? Le barrette, per esempio, rispetto ai cibi freschi, offrono i nutrienti essenziali in poco spazio e non corrono il rischio di deteriorarsi. Ma non si può affermare che siano meglio gli uni rispetto agli altri, perchè… dipende. Si può decidere di mettere insieme i benefici di uno e dell’altro, valutando praticità ed efficacia. Facciamo un esempio. In montagna spesso gli escursionisti portano nello zaino tavolette di cioccolato. Il cioccolato però, anche se fondente, infiamma e causa problemi (di cui parleremo in seguito, nda). Al posto del cioccolato consiglio una barretta, per esempio Enervit Outdoor Bar. Quando si acquista una barretta è importante, inoltre, fare ricerca sull’azienda e sugli ingredienti. Alcune producono in Italia, dove i controlli qualità sono attenti e scrupolosi. Sui prodotti importati, invece, non sempre si conoscono i protocolli presenti nei paesi d’origine. Consiglio inoltre di scegliere barrette con una lista ingredienti corta: la semplicità è sempre vantaggiosa. ”

La quantità

“In qualsiasi situazione l’organismo umano riesce ad assumente 125 ml d’acqua all’ora o poco più. Bisogna, quindi, bere con regolarità un sorso ogni 15/20 minuti al fine di favorirne un reale assorbimento. Per quanto riguarda l’aspetto energetico, bisogna introdurre 60-75 grammi di carboidrati all’ora. È inutile digiunare per ore e poi mangiare 3 barrette o un piatto polenta, meglio nutrirsi costantemente durante l’impegno fisico ogni 60 minuti circa.”

I nutrienti

“Una giusta alimentazione deve essere bilanciata rispetto al proprio fabbisogno. Culturalmente siamo portati a mangiare troppi carboidrati. Un buon pasto, durante una gita in montagna, potrebbe prevedere un piatto unico diviso in tre parti, con riso o pane integrale, verdura e proteine, e poi magari una macedonia. Ideale è ridurre i grassi, che durante un’escursione non servono, per diversi motivi. Primo, rallentano lo svuotamento dello stomaco e di conseguenza rallentano la disponibilità di energia. Poi, i grassi nel nostro corpo sono presenti già in quantità elevata. Anche l’atleta più magro, avrà circa 3 kg di massa grassa sottocutanea che corrispondono a circa 27.000 kcal. Inoltre, non vengono trasformati subito in energia. Importante è scegliere cosa mangiare anche in base alla durata dell’escursione. Per esempio se la gita prevederà due ore di cammino, i carboidrati possono essere vantaggiosi per aumentare la disponibilità di “energia” già presente nel nostro organismo. Attenzione al rischio di andare in “crisi energetica“, situazione pericolosissima in montagna. Una donna ha una riserva di circa 1.500-1.800 kcal e un uomo circa 1.800-2.000, e se si termina il glicogeno, il “calo di zuccheri” può causare una crisi anche cognitiva e un calo della concentrazione. È bene non aspettare troppo tempo tra uno spuntino e l’altro.”

La colazione

“La colazione deve essere normale, equilibrata, abituale, è inutile mangiare troppo: tutto ciò che viene assunto in eccesso si trasforma in riserva di grassi. Il rischio in questo caso è di partire con la glicemia sotto i tacchi e soprattutto di avere subito una crisi energetica. Enervit, ha creato il Carbo Flow, integratore che contiene carboidrati a lentissimo rilascio. L’isomaltulosio, fonte di glucosio e fruttosio, garantisce tanta energia con un rilascio lentissimo di zuccheri nel sangue, come se fossero dosati con il contagocce. Inoltre contiene flavanoli. Attraverso studi scientifici è emerso che i flavanoli del cacao aiutano a mantenere l’elesticità dei vasi sanguigni, aumentando il flusso di sangue ai muscoli e al cervello, con conseguente maggiore ossigenazione, più nutrienti e un’elevata eliminazione di sostanze di scarto.”

Acqua e sali minerali

“Consiglio l’utilizzo di sali minerali da aggiungere all’acqua soprattutto quando si suda molto e in quota. L’acqua in montagna è più povera e quindi si dimostra utile una buona integrazione. Inoltre la sola acqua impiega più tempo, rispetto all’acqua con l’aggiunta di sali, a svuotare lo stomaco.”

In rifugio

“In rifugio è buona cosa evitare cibi troppo ricchi di grassi perchè rallentano lo svuotamento dello stomaco e causano pesantezza. La sensazione di “pugno nello stomaco” tipica di quando si ha mangiato pesante si traduce in termini scientifici in un maggiore afflusso di sangue, che il nostro organismo porta allo stomaco, per consentire lo svuotamento. Ciò causa debolezza, che in montagna può rivelarsi pericolosa. Inoltre è bene evitare troppi zuccheri, come il classico piattone di pasta, perchè più alto sarà il picco glicemico maggiore sarà il conseguente calo glicemico successivo.”

Il pranzo al sacco

“Per il pranzo al sacco suggerisco cibi salati, secchi e fonte in proteine. Toast o panini con pane integrale, con affettati magri e sgrassati dal grasso evidente, come speck, prosciutto crudo e cotto, bresaola, tacchino, vanno benissimo, anche per combattere il mal di montagna. Ottima anche la frutta fresca e magari un pezzettino di cioccolato fondente.”

Abitudini sbagliate

Consiglio di evitare il consumo di alcool durante escursioni in montagna per motivi di sicurezza. Sconsiglio marmellata e miele perchè, come dicevamo, gli zuccheri causano prima il picco e poi il calo glicemico. L’abitudine di bere una birra a fine giro per integrare i sali minerali persi è un falso mito: esistono metodi di recupero più adatti. In ogni caso, nel caso capitasse la situazione di bere una birra in compagnia, è bene accompagnarla con uno spuntino proteico, come affettati, e preferirla chiara e a bassa gradazione alcolica, meglio se bevuta entro mezzora dalla fine del giro”.

Spuntini

“Ottimi sono i formaggi magri, come la ricotta, il grana e l’emmental, per uno spuntino, ma sono da evitare durante i pasti principali. Per un dessert salutare consiglio ricotta, miele e noci.”

Consigli

“Seguire la stagionalità della natura, mangiando frutta e verdura di stagione, è certamente una scelta vincente.

Infine ricordo che bisogna curare l’alimentazione in tutte le fasi di un’escursione in montagna, dalla colazione fino a casa. Soprattutto per ragioni di sicurezza.”

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Tecnologie Laspokid: studiate per i bambini http://outdoortest.it/tecnologie-laspokid-studiate-bambini/ http://outdoortest.it/tecnologie-laspokid-studiate-bambini/#respond Wed, 31 May 2017 07:00:26 +0000 http://outdoortest.it/?p=24039 Una scarpa da bimbo non può essere semplicemente di taglia più piccola rispetto a quella degli adulti. La Sportiva è partita da questo assunto per sviluppare il progetto Laspokid che presenta infatti tecnologie appositamente progettate per il piede dei bambini. Attualmente i modelli Laspokid sono tre: la prima ad essere uscita sul mercato è stata … Leggi tutto "Tecnologie Laspokid: studiate per i bambini"

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Una scarpa da bimbo non può essere semplicemente di taglia più piccola rispetto a quella degli adulti. La Sportiva è partita da questo assunto per sviluppare il progetto Laspokid che presenta infatti tecnologie appositamente progettate per il piede dei bambini.

Attualmente i modelli Laspokid sono tre: la prima ad essere uscita sul mercato è stata “Gripit”, una colorata scarpetta da arrampicata in versione giallo limone e azzurro, o giallo ocra, arancio e azzurro. Poi ci sono “Flash”, una calzatura da corsa, e “Scout” per il trekkin, entrambe nei colori rosso, azzurro, giallo e viola e giallo e arancio. Tutti e tre presentano le tecnologie Laspokid.

“Con Laspokid siamo partiti studiando la morfologia del piede del bambino arrivando a realizzare un prodotto unico che non ha un corrispettivo da adulto – ci ha spiegato Luca Mich, Marketing & Communication Coordinator dell’azienda della Val di Fiemme -. Abbiamo lavorato su una suola che permette di migliorare la propriocezione e quindi di sentire le asperità del terreno, in modo che il bambino impari dagli appoggi come camminare. Pensando anche alle zone che normalmente costringono e limitano il piede nella crescita, queste sono state liberate da elementi costruttivi”.

Ma come si raggiungono questi risultati? Quali sono le tecnologie Laspokid sviluppate da La Sportiva per questa collezione così particolare?

Le principali sono 3: Zero Press, Sensor Max Concept e battistrada in mescola Frixion. Nella pagina “Tecnologia Laspokid” troverete i dettagli tecnici che le caratterizzano.

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Alpinismo: C.A.M.P. sponsor dei Ragni di Lecco http://outdoortest.it/camp-sponsor-dei-ragni-di-lecco/ http://outdoortest.it/camp-sponsor-dei-ragni-di-lecco/#respond Mon, 29 May 2017 15:53:53 +0000 http://outdoortest.it/?p=24026 C.A.M.P. sponsor dei Ragni di Lecco. L’azienda di Premana di attrezzatura da montagna con una storia ultracentenaria, si lega in cordata con il celebre gruppo alpinistico dei Ragni di Lecco. La nuova partnership è stata siglata pochi giorni fa: “una collaborazione – scrivono – tra due realtà storiche che guardano al futuro, accomunate dalla medesima … Leggi tutto "Alpinismo: C.A.M.P. sponsor dei Ragni di Lecco"

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C.A.M.P. sponsor dei Ragni di Lecco. L’azienda di Premana di attrezzatura da montagna con una storia ultracentenaria, si lega in cordata con il celebre gruppo alpinistico dei Ragni di Lecco. La nuova partnership è stata siglata pochi giorni fa: “una collaborazione – scrivono – tra due realtà storiche che guardano al futuro, accomunate dalla medesima passione e dalla voglia di andare oltre, innovando l’attrezzatura e tracciando vie sulle pareti del mondo”.

Del resto a pensarci bene non poteva che finire così. Non solo per tradizione e per territorio, essendo entrambi tra i simboli dell’alpinismo lecchese, ma anche perché oggi CAMP comprende il marchio Cassin.

Proprio al grande Riccardo Cassin fanno riferimento infatti, i due partner nell’annunciare la nuova cordata: ricordano quella spedizione del 1961 sullo sperone sud del McKinley, oggi tornato a chiamarsi Denali, che vide Riccardo Cassin, Luigino Airoldi, Gigi Alippi, Jack Canali, Romano Perego e Annibale Zucchi in vetta al colosso americano, con una discesa che fu lotta per la sopravvivenza.

La stessa montagna è ancora nel mirino dei Ragni: David Bacci infatti, e il compagno di cordata Luca Moroni si preparano a tentare di salirla in stile alpino dalla Diretta Slovacca.

“I Ragni rappresentano per noi un partner naturale – ha sottolineato il presidente di C.A.M.P Eddy Codega -, mosso dalla nostra stessa passione. Negli ultimi anni, coinvolgendo numerosi giovani che stanno già facendo parlare di sé, il gruppo ha saputo raccogliere l’eredità di personaggi come Riccardo Cassin, Carlo Mauri e Casimiro Ferrari, riuscendo anche ad allargare la sua attività dall’alpinismo tout court all’arrampicata sportiva ai massimi livelli. Siamo quindi estremamente contenti di questa importante partnership, che regalerà ad entrambi grandi soddisfazioni”.

Gli fa eco il presidente dei Ragni di Lecco Fabio Palma, che ha detto: “C.A.M.P. è espressione di vero talento, perché ci vogliono doti non comuni per diventare un riferimento mondiale partendo da un piccolo paese di montagna come Premana. Questo è un primo tratto comune coi Ragni, che nati ai piedi della Grignetta hanno saputo affermarsi in tutti i continenti. Da entrambe le parti c’è poi un’attenzione esasperata verso la qualità degli obiettivi, non accontentandosi di ripetere il già fatto. Per cui non possiamo che continuare a guardare in alto, orgogliosi di collaborare con C.A.M.P. in questa nuova grande cordata”.

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