OutDoor 2016, in crisi il modello, non il settore

Calano le presenze, ma l'interesse per le novità resta invariato

Il Foyer Est alla fiera di Friedrichshafen
Tecnologie e innovazione a OutDoor 2016 Attrezzature per arrampicata in mostra alla fiera di Friedrichshafen Un'immagine dell'OutDoor Party 2015 Le T-shirt dell'OutDoor Party raccontano la storia della fiera

16/7/2016. La 23° edizione della fiera OutDoor di Friedrichshafen (Germania), salone delle novità e anticipazioni 2017, si è appena conclusa con una battuta d’arresto. Non occorre attendere le cifre ufficiali per affermare che nei quattro giorni di show il traffico nei padiglioni si è ridotto rispetto al passato, e in modo sensibile.

Ad accorgersene sono stati soprattutto i giornalisti, impegnati a tutto campo sull’intero sviluppo del salone, che hanno avuto la possibilità di visitare numerosi stand di marchi di ogni dimensione e importanza, osservando i flussi e ponendo domande dirette agli interlocutori aziendali.

Ma hanno avvertito il calo anche gli operatori degli stand meno “di tendenza”, dislocati in modo più defilato rispetto ai “big”. Qui non sono mancate le visite già programmate, ma sono venute meno quelle occasionali che solitamente, completano il quadro dei contatti fieristici.

Alti e bassi giornalieri che hanno consegnato l’immagine di un OutDoor in stallo, come da tempo non avveniva. La visione, però, si presta a una doppia lettura. I marchi leader tengono, così come affermano La Sportiva, SCARPA, Mammut, Leki, Vaude, Columbia, The North Face. Qui le presenze sono state indicate stabili sui numeri della passata edizione. Diversamente in molti altri casi il calo è stato stimato anche vicino al 15% di defezioni.

A questo punto urge una riflessione. La crisi globale, come ovvio, non ha risparmiato il settore che, in virtù della sua specificità, ha saputo reagire e “tenere” in questo ultimi anni e forse ora, comincia ad accusare un lieve cedimento. Niente di strutturale, probabilmente si tratta di assestamenti fisiologici comuni a molti mercati.

Quello che invece è palesemente in crisi, e non da ora, è il sistema fiera. Il modello del salone espositivo classico è diventato di scarsa utilità per la maggior parte dei marchi, sia per la tipologia dell’offerta, sia per le tempistiche.

Su queste ultime, la fiera di Friedrichshafen non si può dire che non provi a reagire: quest’anno le giornate sono state spostate al centro della settimana (anziché l’inizio), e il prossimo anno ci sarà un anticipo di tre settimane (18-21 giugno 2017, con partenza di nuovo alla domenica). Resta da capire, nei diversi segmenti merceologici, se il compromesso risulterà soddisfacente, o se invece poco influirà sulle logiche temporali di presentazione delle nuove collezioni ai dealer.

Per ciò che riguarda il modello, invece, il panorama è nebuloso. La frammentazione nazionale è evidente, calano le visite da Italia, Spagna, Francia, Austria, dai paesi del Nord Europa, da Nord America e Asia. La Germania tiene, ma così il salone rischia di diventare un fatto locale.

Il tramonto del format espositivo attuale appare ineluttabile, solo una questione di tempo. Saranno sufficienti le giornate di test sul campo, gli eventi correlati, le competizioni e i contest a convincere i player a continuare a spendere le cospicue cifre fin qui esborsate? Oppure assisteremo all’inizio di una diaspora con successivo “effetto domino”, così come è capitato al MotorShow di Bologna, giudicato intoccabile, ma scomparso nel giro di tre anni?

 


14/7/2016.OutDoor Friedrichshafen, partenza lenta

Poco traffico in arrivo al quartiere fieristico, parcheggio disponibile, spazio nei corridoi e poca gente negli stand. A fine mattinata del primo giorno della fiera OutDoor di Friedrichshafen, il bilancio non sembra volgere al positivo.

Dopo oltre 18 anni di presenza assidua e avendo assistito a una continua crescita dell’evento, resto stupito nel notare una così sensibile battuta d’arresto. Ma so che è presto per trarre conclusioni. E in effetti a partire dal primo pomeriggio la tendenza si inverte, la folla invade i padiglioni e in pochi minuti tutto torna a regime.

I volti degli operatori, dapprima preoccupati, mutano al sorriso e la magia di questa kermesse sul Lago di Costanza sembra tornare a mostrarsi, come sempre. La forza del movimento outdoor riprende il sopravvento e non resta che imputare questa falsa partenza al cambio di calendario operato dalla fiera, con l’avvio a metà settimana anziché alla domenica.

La seconda giornata scorre liscia, tra incontri, presentazioni, show e party serali. E’ tempo di interrogare gli espositori e sebbene ridimensionata, la sensazione di un calo di presenze è diffusa. Niente di drammatico, i clienti agli stand si sono fatti vedere, ma è venuta finora a mancare quella tensione, quel fermento che ha sempre contraddistinto il settore, fin dalla nascita di OutDoor, 23 anni or sono.

E’ presto e fuori luogo parlare di crisi, mancano ancora due giornate piene di lavoro. Una volta conosciuti i numeri reali, sarà tempo di bilanci, ma la sensazione è che, alla fine, sarà stata un’edizione della fiera in stallo, senza crescita.

E sarà stato comunque un successo, data la crisi economica e politica in cui l’intera Europa si dibatte, e dalla quale, visti anche i recenti accadimenti (Brexit!) non sembra verosimile una rapida uscita.


13/7/2016. E tu, quale OutDoor vuoi?

L’appuntamento con l’OutDoor si rinnova per la 23° volta sul lago di Costanza. Dal 13 al 16 luglio il mondo professionale dedicato agli sport open air si ritrova nei padiglioni della Neue Messe di Friedrichshafen per presentare, conoscere, analizzare le migliori proposte che animeranno il mercato estivo del 2017.

Le calzature sono sempre protagoniste, scarpe per trail running, viaggi e tempo libero, scarponi da trekking, hiking, alpinismo, scarpette da arrampicata  e con loro, a rendere frizzante il panorama, l’irrompere sulla scena in via ufficiale del nuovo big player delle suole, Michelin. Con quattro partner di prestigio acquisiti (Aku, Millet, Garmont, Salewa), il marchio di Clermont-Ferrand sfida apertamente e letteralmente sul suo terreno il mitico Vibram che, dal canto suo, risponde con nuove soluzioni, nuove mescole e sofisticato design.

Tra le tendenze in forte crescita, sotto la spinta aggressiva del marketing delle grandi aziende, è il segmento del training, dell’allenamento fine a sé stesso. Non importa se non hai obiettivi agonistici, se non hai intenzione di compiere “l’impresa” della tua vita. Esci e corri, sali, salta, tieni duro, suda, recupera e riparti. Lo chiamavamo fitness, il modo moderno di stare in forma e lo limitavamo in palestra. Adesso che i confini sono stati abbattuti e si è finalmente scoperto che fare attività outdoor è più sano e più bello, occorreva cambiare il nome, l’etichetta, e rubandolo al mondo dello sport professionistico, eccoci al training come disciplina codificata.

Sul fronte dell’abbigliamento tecnico non mancano le innovazioni. I gusci idrorepellenti e traspiranti sono sempre in cima agli indici di gradimento del pubblico e la battaglia in atto tra i grandi produttori degli ingredienti primari di questi prodotti (le membrane), Gore-Tex, Polartec, Columbia OutDry, è senza esclusione di colpi. Seguendo una tendenza in atto da qualche stagione, il focus si è spostato sugli aspetti di sostenibilità dei prodotti e del loro ciclo produttivo. La guerra ai PFC (perfluorocarburi) è totale e ogni brand presenta la propria soluzione innovativa. Il nemico, anche se non dichiarato, è il colosso Gore-Tex, ideatore del concetto stesso di membrana, per lungo tempo pressoché monopolista del settore, e ora attaccato duramente proprio sul terreno della eco-compatibilità del suo prodotto di punta contenente PTFE (politetrafluoroetilene) e, pertanto, inquinante.

Le attrezzature proprie da montagna, destinate all‘alpinismo e al trekking, sono tra le più ricercate dai visitatori e in effetti rappresentano l’interesse maggiore anche del pubblico degli appassionati. Gli zaini hanno raggiunto un livello di tecnologia, comfort, praticità sorprendenti, e con loro i sistemi di idratazione. Imbraghi, corde, piccozze, strumenti per arrampicata sono spinti da un’accesa competizione tra i produttori che, ogni anno, riescono a sfornare novità che spostano un po’ più su l’asticella della sicurezza.

Il mondo degli accessori outdoor è senza dubbio effervescente e sempre molto propositivo. Va detto però che spesso grandi e piccoli marchi, più che innovare ritoccano i prodotti vincenti. Il fatto di per sé è ineccepibile ma per il visitatore di OutDoor diventa difficile districarsi tra le mille sfavillanti “nuove” proposte, e individuare ciò che sicuramente contiene elementi di sviluppo tali da meritare un approfondimento. In fiera troviamo caschi multi-sportivi, occhiali declinati in migliaia di varianti, complementi di abbigliamento, bastoni, borracce, tecnologia in una sorta di grande bazaar, non sempre facile da decifrare.

Outdoortest è sul campo per offrire la sua lettura dell’evento e, sopratutto, dei contenuti. In questa pagina si andranno ad assommare le news, le video-interviste, gli approfondimenti e una carrellata dei prodotti novità Spring/Summer 2017. Vistatela costantemente per aggiornarvi sulle nuove tendenze.

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