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Vie ferrate, che attrezzatura mi serve?

L'intervista a Franco "Franz" Nicolini per capire qualcosa di più sull'attrezzatura

Le vie ferrate sono un modo affascinante e adrenalinico di vivere la montagna, ve ne abbiamo già parlato in un paio di articoli che potete trovare QUI, e oggi vogliamo approfondire l’argomento: vie ferrate e attrezzatura.

Le vie ferrate sono dei percorsi artificiali attrezzati su pareti più o meno rocciose per facilitarne la salita. Necessitano di attrezzatura progettata ad hoc per poter superare i vari passaggi in sicurezza.

Abbiamo avuto l’occasione di intervistare la Guida Alpina Franco “Franz” Nicolini, di casa nelle Dolomiti di Brenta dove gestisce il rifugio Pedrotti. Franco è testimonial C.A.M.P. e come alpinista ha all’attivo vie nuove, prime invernali e concatenamenti in Dolomiti. Ha compiuto scalate in Patagonia, sugli Ottomila e nel 2008 ha salito tutti gli 82 Quattromila delle Alpi spostandosi da una montagna all’altra a piedi, con gli sci e in bicicletta. Con lui abbiamo voluto approfondire il tema: vie ferrate e attrezzatura.

Cosa ci serve per fare una via ferrata?

“Per fare una via ferrata, abbiamo bisogno dei dispositivi di protezione individuali. Possiamo elencarli partendo dal basso: gli scarponi, l’imbracatura, il set da ferrata ed il casco che sono attrezzature indispensabili. Inoltre, è sempre meglio avere con sé uno zaino e dei guanti appositi che ci possono aiutare nella progressione.”

Partiamo dalla parte fondamentale: il set da ferrata. A cosa serve e come è fatto?

“Le ferrate sono vie di salita artificiali costituite da dei cavi d’acciaio ancorati nella roccia tramite chiodi, oppure da scale inserite nella roccia. Il set da ferrata è lo strumento fondamentale per poterle salire, questo ha il compito di connettere l’escursionista alla parete. Inoltre, ha un’altra funzione importantissima che è quella di limitare la forza di impatto in caso di caduta attraverso il dissipatore di energia di cui è dotato.

E’ composto da un’asola in fettuccia che va collegata all’anello centrale dell’imbrago, è piuttosto lunga per permettere di effettuare agevolmente i movimenti. Al di sopra della fettuccia troviamo il dissipatore d’energia a lacerazione, il vero ingranaggio che fa funzionare il set e che limita la forza di impatto in caso di caduta.

Al dissipatore è collegato un sistema chiamato Gyro (nel caso di quello che utilizzo io, il CAMP Kynetic Gyro Rewind Pro) che evita l’attorcigliamento dei due rami del set, mantenendoli sempre autonomi. Questo sistema evita la scocciatura di doversi fermare e rimettere i bracci in posizione corretta.

A questo sistema si agganciano due bracci in fettuccia elasticizzata che vanno in massima estensione allungando gli arti superiori, mentre ritirando il gomito i bracci si accorciano, questa soluzione è molto pratica perché non va ad intralciare il movimento degli arti inferiori.

In cima ai due bracci ci sono due moschettoni a chiusura automatica e dotati di un sistema di sicurezza che ne previene l’apertura accidentale. Questi moschettoni sono estremamente robusti e fatti per poter essere facilmente manovrati con una sola mano.”

CAMP Kinetic Gyro Rewind Pro

 

Come si usa?

“Come abbiamo detto prima, le vie ferrate sono costituite da cavi metallici fissati alla parete tramite ancoraggi. Il set da ferrata è pensato a due braccia, proprio per poter sempre essere collegati al cavo d’acciaio nel momento in cui bisogna passare da un lato all’altro di un ancoraggio. Stesso principio vale quando saliamo le scale, l’attenzione deve sempre essere alta ad avere almeno un punto assicurato alla ferrata.”

Come scegliere il set da ferrata?

“Il set va scelto in base alle proprie capacità tecniche e prospettive. Ovviamente i modelli più costosi offrono delle particolarità che rendono la vita un po’ più facile, i modelli base talvolta sono un po’ più macchinosi nel loro utilizzo.”

Di quale altro materiale abbiamo bisogno?

“Il casco è sicuramente un elemento fondamentale, in ferrata può capitare di prendersi qualche sasso in testa o urtare la parete durante la progressione o in caso di caduta, quindi è bene proteggersi!

Visto che dobbiamo averlo indosso per diverso tempo, il casco deve essere innanzitutto leggero per non affaticare ulteriormente i muscoli del collo che già sono impegnati nella salita.

Deve essere areato, quindi permettere un buon circolo d’aria per avere il giusto comfort durante l’escursione.

Deve assolutamente essere certificato per uso alpinistico: il casco da bici o per qualsiasi altro sport non garantisce la stessa protezione di un casco progettato ad hoc per questo tipo di urti.

 

CAMP Armour
CAMP Armour

 

L’imbrago ha la funzione di collegare il nostro corpo al set da ferrata e quindi alla parete. Solitamente è basso con un anello centrale di servizio, al quale verrà poi collegato il set da ferrata. Può avere cosciali fissi o regolabili in base alle preferenze dell’utilizzatore.

CAMP Energy CR 3
CAMP Energy CR 3

 

I guanti sono una parte altamente consigliata; hanno una funzione protettiva in quanto durante le ferrate spesso ci troviamo a far scorrere le mani sui fili di acciaio che talvolta potrebbero essere danneggiati. Solitamente sono in pelle e hanno la punta delle dita tagliata per maneggiare al meglio l’attrezzatura. Ad ogni modo se si pensa di andare in giornate più fredde esistono anche con le dita intere. Alcuni hanno solo pollice e indice liberi. Ci tengo a ricordare che i guanti da ferrata hanno l’esclusiva funzione protettiva, non sono termici.

Le calzature sono importantissime e la loro scelta spesso viene sottovalutata. Nel lavoro di Guida mi capita spesso di vedere clienti che arrivano con calzature con la caviglia bassa, comode e leggere che permettono grande movimento, ma non sono adatte a piedi poco allenati. Le vie ferrate si svolgono su terreno tecnico!

Per questo il mio consiglio, soprattutto a chi non va spesso in montagna, è quello di prendere degli scarponcini con la caviglia alta, magari leggeri, ma ben strutturati, che permettano una buona protezione della caviglia e maggiore supporto del piede.

E come ultima cosa, ci tengo a ricordare di controllare periodicamente la propria attrezzatura. I dispositivi di protezione individuale hanno una durata di vita limitata ed è bene cambiarli una volta finito il proprio ciclo di vita, seguendo le indicazioni per la loro manutenzione e stoccaggio segnalate sul manuale d’uso fornito dal fabbricante con ogni singolo prodotto.”

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