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FoMO e sport outdoor | Cos’è e come migliorare la qualità del proprio tempo

Paura di non vivere il momento, di perdere l’occasione giusta per fare nuove esperienze o di non allenarti abbastanza nel tuo sport preferito? Fermati un istante e scopri come affrontare la FoMO e riconquistare la libertà

Scritto il
da Luca Tessore

La FoMO (Fear Of MIssing Out) non è niente altro che la paura di perdersi qualcosa. I social e le piattaforme come STRAVA hanno contribuito ad alimentare questa forma di ansia sociale generando in molti di noi una pressione continua. Senza accorgercene abbiamo iniziato a vivere lo sport e le attività all’aria aperta con ansia da prestazione e competitività negativa.

Per riconoscere questa forma d’ansia e affrontarla abbiamo fatto qualche domanda al Dott. Alberto Dionigi Psicologo Psicoterapeuta e al Dott. Leonardo Gottardo Psicologo Psicoterapeuta specializzato in Ipnoterapia.

Come riconoscere se soffriamo di FOMO

Il termine Fear of Missing Out (FoMO) è stato introdotto nel 2004 e ha iniziato a diffondersi ampiamente a partire dal 2010 (Morford et al., 2010), soprattutto in relazione alla crescente diffusione dei social network.

Dionigi: “I principali segnali della FoMO sono il bisogno di controllare frequentemente social, notifiche e messaggi e la difficoltà a disconnettersi per paura di perdersi qualcosa di importante. A questo si aggiunge il continuo confronto con gli altri, che può far apparire la loro vita più interessante e soddisfacente della nostra. La FoMO può inoltre rendere difficile vivere pienamente il presente, perché l’attenzione rimane rivolta a ciò che stanno facendo gli altri.”

Altri segnali possibili suggeriti da Gottardo sono:

  • provare ansia o irritazione quando non si è aggiornati o non si è stati invitati ad un evento;
  • la difficoltà a scegliere per paura di perdere alternative migliori;
  • avere difficoltà a godersi il momento presente perché si pensa a ciò che si potrebbe stare perdendo altrove;
  • accettare impegni più per paura di restare esclusi che per autentico desiderio;
  • ansia nel cercare costantemente compagnia;
  • la tendenza a sacrificare persino il sonno pur di rimanere connessi;

Tutto ciò scatena ansia, invidia, tristezza del non esserci.

FoMO voler essere ovunque
Compiere delle scelte a volte è difficile. Voler essere ovunque è un tipico segnale di chi soffre di FoMO_Ph generata con AI

Quale ruolo hanno i social e le piattaforme sportive nell’alimentare quest’ansia

Gottardo: “I social network tendono ad amplificare questi vissuti, proponendo immagini di una realtà spesso selezionata, filtrata e idealizzata. L’esposizione continua ai successi e ai momenti migliori degli altri può riattivare sentimenti di esclusione, inadeguatezza e confronto costante. E proprio il confronto continuo con gli altri rischia di alimentare una progressiva svalutazione di sé, rafforzando il circolo vizioso della FOMO.”

Dionigi: “Tuttavia, superare la FoMO non significa necessariamente rinunciare ai social, ma imparare a utilizzarli in modo più consapevole, interrompendo quel circolo che ci porta a controllare continuamente cosa stanno facendo gli altri. Può essere utile:

  • ridurre le notifiche;
  • stabilire momenti della giornata senza smartphone;
  • riportare l’attenzione sull’esperienza che stiamo vivendo.

Le attività outdoor possono rappresentare un’ottima occasione per allenarsi a stare nel presente: concentrarsi sul paesaggio, sulle sensazioni del corpo, sulle persone che sono con noi e sul piacere dell’esperienza, senza sentire il bisogno di documentarla o confrontarla con quella degli altri.”

Gottardo concorda, e suggerisce di allenare la presenza mentale durante le attività all’aperto per sviluppare una maggiore consapevolezza del momento presente con alcuni semplici esercizi:

  • osservare cinque elementi che si vedono;
  • quattro suoni che si sentono;
  • tre sensazioni tattili;
  • due odori e un sapore.

Questo semplice esercizio aiuta a riportare l’attenzione dal flusso dei pensieri all’esperienza sensoriale concreta del momento presente.

Continua DionigiL’obiettivo non è quindi “spariredai social, ma recuperare un maggiore controllo sul loro utilizzo: scegliere quando connettersi, anziché sentirsi costretti a farlo. In questo modo possiamo tornare a vivere un’escursione, una giornata in montagna o una semplice passeggiata per ciò che ci offre, e non per ciò che potremmo perderci altrove.

FoMO colpisce anche sportivi e atleti
La FoMO colpisce anche sportivi e atleti con conseguenze su infortuni e benessere mentale_Ph generata con AI

Oggi i social sono la principale causa della FoMO (soprattutto tra i giovani): quali esercizi di mindfulness funzionano per evitare di controllare il telefono?

Dionigi: “La mindfulness può aiutarci a riconoscere l’impulso di prendere il telefono senza assecondarlo immediatamente. Un primo semplice esercizio consiste nel fermarsi qualche secondo quando sentiamo il bisogno di controllarlo e chiederci:

“Perché lo sto prendendo? Ne ho davvero bisogno o lo sto facendo automaticamente?”.

  • poi fare tre respiri lenti, osservando l’impulso senza cercare di eliminarlo e aspettando qualche istante prima di decidere cosa fare;
  • durante un’attività outdoor possiamo utilizzare i cinque sensi per riportarci al presente: osservare ciò che abbiamo intorno, ascoltare i suoni, percepire il contatto dei piedi con il terreno, la temperatura dell’aria e le sensazioni del corpo;
  • ogni volta che nasce il desiderio di controllare il telefono, possiamo semplicemente accorgercene e riportare gentilmente l’attenzione sull’esperienza.

Gottardo propone “momenti offline intenzionali, durante una passeggiata, un pranzo o un’escursione, lasciando il telefono nello zaino invece che in tasca. Non si tratta di una rinuncia, ma di un piccolo allenamento alla capacità di restare in relazione con il presente”.

Fomo gruppo di escursionisti distratti dallo smartphone
Le attività all’aria aperta, soprattutto quando in compagnia, sono un’ottima occasione per i “momenti off line intenzionali”_Ph generata con AI

Ultimamente si sta parlando di JOMO come possiamo applicarla durante le nostre uscite all’aria aperta?

Dionigi: “La JOMO (Joy of Missing Out) può essere considerata, in un certo senso, l’opposto della FOMO: è il piacere di non dover essere sempre presenti, aggiornati o connessi, scegliendo consapevolmente di dedicare attenzione a ciò che stiamo vivendo (Chan et al., 2022).

L’attività outdoor può diventare un ottimo allenamento alla JOMO. L’idea è semplice: non preoccuparsi di ciò che stiamo perdendo altrove, ma recuperare ciò che rischiamo di perdere mentre siamo lì.

Gottardo ci suggerisce di  “tenere un piccolo diario in cui annotare emozioni, sensazioni corporee e pensieri emersi durante l’esperienza.

Una pratica di mindfulness molto semplice consiste nel sincronizzare il respiro con il passo: inspirare per tre passi ed espirare per tre passi, lasciando che l’attenzione rimanga sul ritmo del cammino. Questo favorisce uno stato di calma e permette di vivere l’esperienza con maggiore pienezza.

In fondo, la JOMO è la capacità di riconoscere che il valore di un’esperienza non dipende dal fatto che venga mostrata agli altri, ma da quanto riusciamo a viverla pienamente.

 

JOMO connettersi al presente e godersi il momento
Una coppia sta vivendo il presente praticando esercizi di mindfulness durante un’escursione_Ph generata con AI

Supera la FOMO per migliorare la tua qualità di vita

Gli esercizi proposti possono favorire una maggiore consapevolezza e aiutare a gestire il rapporto con i social e con la FOMO, ma non sostituiscono un percorso psicoterapeutico. Se la paura di essere esclusi diventa intensa, persistente e condiziona significativamente la vita quotidiana, le relazioni, il lavoro o il benessere personale, è essenziale rivolgersi a uno psicoterapeuta per una valutazione approfondita e un intervento mirato; soltanto così potrai vivere le tue esperienze outdoor e la vita in generale con più serenità e piacere.

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