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Scarpa da approach: a cosa serve e com’è fatta

La calzatura da approach sotto i raggi X, la parola a Garmont

Come ben sappiamo, sul mercato sono presenti prodotti capaci di soddisfare le molteplici esigenze degli appassionati di sport outdoor. Le scarpe non fanno eccezioni. Anzi. Sono strumenti fondamentali, affascinanti, tecnici e indispensabili per garantire comfort, sicurezza e prestazioni. Esistono scarpe specifiche da trekking, running, trail running, alpinismo, climbing, speed hiking, approach.

In questo approfondito articolo abbiamo svelato tutti i segreti delle calzature da approach: a cosa servono, cosa sono, come sono fatte, e molto altro. Ce lo ha raccontato la storica azienda Garmont che insieme a Michelin Soles ha lanciato sul mercato la scarpa Dragontail Tech GTX.

Dragontail Tech GTX: di cosa si tratta

Con il lancio della Dragontail Tech GTX, Garmont e Michelin vogliono offrire a tutti gli appassionati di approach, una scarpa estremamente performante e innovativa grazie alle tecnologie utilizzate per la sua creazione, a partire dalla suola Michelin progettata appositamente per la nuova nata in casa Garmont.

Gli appassionati di approach, sono attenti alla tecnicità e alle prestazioni del proprio equipaggiamento, sempre alla ricerca di nuove soluzioni in grado di soddisfare e innalzare le loro performance. É pensando a queste esigenze che Garmont e Michelin hanno co-progettato la nuova Dragontail Tech GTX, una scarpa versatile, leggera, ma allo stesso tempo in grado di offrire un elevato comfort per affrontare lunghi trekking.

La suola Michelin dona alla scarpa massima flessibilità e leggerezza. Dotata di un double compound specifico per l’approach nella punta e di sculture con sipings studiate per garantire maggior adattabilità e aderenza su tutti i terreni ma la sua tecnicità viene esaltata su ghiaia, rocce a vista, percorsi misti.

Intervista

A cosa serve la scarpa da approach e quali caratteristiche tecniche deve avere?

“Per calzature “Approach” o “Avvicinamento” si intendono quelle scarpe che devono essere indossate nel percorso, a volte impervio, che precede la roccia e la scalata/ferrata. Una volta arrivati a destinazione, la calzatura dovrebbe essere tolta e sostituita con una specifica da parete.

Anche se il significato di questa categoria sta subendo una notevole evoluzione esistono 4 caratteristiche che la identificano:

  • Suola con buon grip (in particolare su roccia), chiodatura poco profonda (3/4mm circa), climbing zone in punta.
  • Taglio basso ma anche mid-cut.
  • Buona rigidità.
  • Allacciatura precisa ed allungata fino in punta”.
Photo by Courtney Corlew

Quali sono le differenze con le calzature da trekking e da trail running?

“Rispetto ad una calzatura da trekking, l’altezza dei tappi (i tasselli del battistrada, ndr) dell’approach è solitamente inferiore, così come il peso e la rigidità (nel trekking il maggiore peso della scarpa e la struttura rigida sono funzionali a mantenere salda la caviglia che, a causa del carico pesante sulle spalle, e alla tipologia di terreno scosceso/alpino/ tecnico/ offroad, tende ad essere meno stabile, e per questo richiede un maggiore sostegno).

Le scarpe da trekking, rispetto a quelle approach, tendono ad avere un taglio mid o presentare una protezione maggiore nella zona del collarino.

Rispetto alle calzature da trail, le differenze sono maggiori, motivo per cui è anche un po’ azzardato metterle a confronto. Se le scarpe da approach sono nate per affrontare terreni tecnici e misti, le scarpe da trail running solitamente nascono per correre su sentieri o strade bianche, con possibili tratti di asfalto o lievemente tecnici.

Questo comporta differenze a livello di suola, se per l’approach il grip è la condizione necessaria, per il trail invece è il livello di ammortizzazione ed una geometria che faciliti la rullata del piede in fase di appoggio. Per queste ultime la tipologia di tappi tuttavia varia molto a seconda della tipologia di terreno e dell’intensità di utilizzo, intensità che può essere misurata sia a livello di tempo che di distanza. Si troveranno scarpe da trail con diversi spessori e chiodature, livelli di ammortizzazione molto elevati o basici, drop pronunciati o meno… in generale: più basse per terreni poco tecnici o più alte se su terreni difficili e sdrucciolevoli; sostegno e cushion alto per lunghe distanze, leggerezza e reattività per corse brevi ma veloci.

A livello di tomaia le scarpe da trail tendono ad essere in tessuto leggero e traspirante, quindi prevalenza di mesh sintetico, mentre nell’approach vi è una maggiore offerta di prodotti in pelle.

La calzata è contenitiva, quindi più comparabile a quella tipica dell’approach, per scarpe da “short-speed” trail, mentre è più comoda e larga per quelle da “long distance trail”.

La presenza di membrana idrorepellente tende ad essere una costante per le scarpe da approach a differenza di quelle da trail, dove non sempre viene apprezzata (no traspirabilità del piede).

In termini di peso la scarpa da trail, risulta essere molto più leggera (regola generale: non superiore ai 300gr ma non inferiore ai 200gr).La tipologia di allacciatura infine, se nell’approach è classica e allungata sul trail esistono numerose versioni che prediligono la velocità e praticità come lo speed lace o il boa system”.

Photo by Jake Ingle on Unsplash

Com’è fatta la tomaia di una calzatura da approach?

“La tomaia di una calzatura da approach solitamente è costituita di materiale resistente, come la pelle suede e prevede rinforzi di gomma o materiale anti- abrasione sulle zone della punta, tallone e corpo laterale. Le zone dei malleoli sono sagomate per offrire maggiore comfort e sensazione di protezione.

La lingua della scarpa è collegata alla tomaia grazie ai soffietti laterali, che fungono da schermo per i detriti. Solitamente presentano membrane idro o trattamenti anti-umidità per proteggere il piede dal bagnato”.

Com’è fatta la suola?

“La suola (midsole + battistrada) è medio rigida, realizzata con differenti tipologie di materiali e può essere bimescola. Il battistrada presenta sempre una zona in punta detta climbing zone che finge da base per l’appoggio del piede sulla roccia. I tappi sono di circa ¾ mm per garantire un buon grip ma non limitare troppo l’agilità della camminata. Negli ultimi anni la tendenza è quella di rendere le suole sempre più leggere in termini di peso per aumentarne la poliedricità di utilizzo, senza però venir meno a caratteristiche tecniche fondamentali”.

Photo by Diogo Tavares on Unsplash

Quando scegliere una calzatura da approach rispetto a una calzatura da trekking?

“La calzatura da approach nasce per affrontare il percorso, a volte impervio, che precede la roccia e la scalata/ferrata, con carichi leggeri; anche se negli ultimi anni si stanno inserendo calzature da approach decisamente più polivalenti.

Le scarpe da trekking invece nascono per essere indossate con carichi più pesanti, su terreni alpini e più tecnici, che richiedono maggiore protezione e comfort del piede. Nascono inoltre per essere indossate per più giorni (Backpaking)”.

Focus prodotto: Garmont Dragontail Tech

Differenze e migliorie rispetto al precedente modello

“Design più moderno, calzata più comoda e meno stretta, maggiore ammortizzazione, suola bimescola Michelin con specifiche zone a grip aumentato, sistema Heel lock alleggerito nel design e nell’utilizzo di materiai innovativi più resistenti e minimali (non più fascia bicolore ma quarter cord snello), come anche per il fascione in materiale ultra tecnico, leggero (efoam) e resistente, non semplice gomma. Il nuovo modello è inoltre arricchito nei dettagli, come per esempio nel disegno studiato appositamente e per la tramatura sulla suola che richiama quello del webbing della scarpa”.

Su quali terreni dà il meglio di sè?

“Il modello TECH è la punta di diamante della collezione Garmont dell’approach più puro, tecnico, adatto a terreni tecnici, scoscesi, con facili passaggi su roccia e via ferrata. Mantiene un buon livello di rigidità ma risponde bene anche ai nuovi trend del mercato, che richiedono modelli più flessibili e meno compressivi”

Caratteristiche tecniche della suola

OUTSOLE: Suola con Bi-mescola per un maggiore grip in fase di appoggio. Il disegno dei tappi di 5mm sulla zona del tallone e 4mm sulla parte anteriore, segue una geometria triangolare, appositamente studiato per garantire un aggrappaggio del piede multidirezionale, soprattutto in fase di discesa con una conseguente maggiore stabilità in fase di rotazione del piede”.

MIDSOLE: Doppia. Realizzata in EVA. Lo strato superiore presenta una durezza (in shore) maggiore rispetto a quello inferiore, quindi più rigido e stabile nella parte superiore, più vicino alla pianta del piede dove è richiesta una protezione ed un sostegno maggiore; mentre più flessibile e modulabile nella parte inferiore in modo tale da adattarsi facilmente alle disarmonie del terreno sul quale poggia”.

Com’è fatto il compound?

“Compound composito e completo, che unisce caratteristiche di morbidezza e flessibilità ma anche reattività e durabilità”.

Com’è fatto il disegno del battistrada?

“La suola è disegnata per offrire leggerezza, flessibilità e trazione”.

Com’è fatto il sottopiede?

“Il sottopiede di montaggio è realizzato in polipropilene con un grado di rigidità media che garantisce sostegno ma allo stresso tempo un buon livello torsionale del piede”.

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