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Meccanica di Emergenza per la bici gravel

Guasti e inconvenienti tecnici possono infatti sopraggiungere quando stiamo affrontando un viaggio con la nostra gravel bike; ecco i consigli dei nostri gravel bikers Gaia e Simone

AlpineBike - Gaia e Simone Scritto il
da AlpineBike - Gaia e Simone

Nel nostro precedente articolo abbiamo dato qualche consiglio su ciò che ogni buon ciclista dovrebbe saper fare quando si tratta di mettere mano alla propria bici per piccoli interventi di manutenzione.

Ora la faccenda si complica, dato che vogliamo parlare di operazioni di emergenza in condizioni non ottimali, ovvero lontano dalla propria comoda officina di casa.

Guasti e inconvenienti tecnici possono infatti sopraggiungere quando stiamo affrontando un viaggio, magari di più giorni, in cui non è possibile avvalersi del supporto esterno per poter continuare a pedalare.

Camere d’aria di scorta esaurite

 

Meccanica d'emergenza
Meccanica di emergenza Gravel Bike – 01

 

È sempre opportuno andare in giro con due camere d’aria di scorta ma, a volte, nemmeno questa accortezza ci può salvare da giornate particolarmente sfortunate in cui il fato è contro di noi!

Ebbene, quando rimaniamo a corto di camere d’aria di scorta e ci troviamo in un luogo talmente isolato che la speranza di incontrare un ciclista per chiedere una camera d’aria è vana, ecco cosa consigliamo di fare.

La prima opzione è quella di avere con sé le apposite pezze da incollare sulla camera d’aria in corrispondenza della foratura.

Questo rimedio è molto semplice e facile da applicare, ma non tutti hanno con sé queste pezze oppure capita che esse siano inutilizzabili se le abbiamo con noi da molto tempo e la loro capacità di incollaggio venga a mancare.

In questo caso possiamo prendere la camera d’aria bucata e creare un nodo proprio in corrispondenza della zona bucata.

 

Meccanica d'emergenza Gravel Bike
Meccanica di emergenza Gravel Bike – 02

 

È opportuno poi stringere con forza il nodo fatto e gonfiare leggermente la camera d’aria per saggiarne la tenuta. Se questa dovesse mancare, l’unica cosa che possiamo fare è stringere ancora di più il nodo fino a poter gonfiare la camera d’aria quel tanto che basta per poterci pedalare sopra.

Il vantaggio delle bici gravel è che, usando copertoni piuttosto larghi (dai 32 ai 40 mm) è sufficiente una pressione di gonfiaggio bassa, tipicamente dai 2 ai 5 bar. In ogni caso, dopo una riparazione di fortuna del genere, è bene procedere con cautela soprattutto se ci aspettano discese.

 

Meccanica d'emergenza Gravel Bike
Meccanica di emergenza Gravel Bike – 03

 

Se proprio poi non sapete più a che santi votarvi, abbiamo sentito qualcuno che, in mancanza di camere d’aria, addirittura ha provato a riempire il copertone di erba! Non vi garantiamo, in questo caso, il buon esito dell’operazione e men che meno di riuscire a tornare a casa…

 

Copertoncino tagliato

 

Meccanica d'emergenza Gravel Bike
Meccanica di emergenza Gravel Bike – 04

 

Nelle giornate peggiori ci può capitare di tagliare il copertoncino in modo così grave che il liquido sigillante delle nostre ruote tubeless non è in grado di rimediare al danno e se provassimo ad inserire una camera d’aria questa verrebbe estrusa nella zona del taglio una volta gonfiata.

Anche qui abbiamo due rimedi. Il primo è quello di avere a disposizione un kit di riparazione tubeless, i cosiddetti vermicelli. Questo consiste in un inserto che viene inserito con forza nel taglio in modo da riempire la zona danneggiata e permettere al liquido sigillante di fare tenuta. Se non abbiamo a disposizione il kit, oppure se non utilizziamo i tubeless sulla nostra gravel, esiste anche un’altra alternativa.

Possiamo prendere l’involucro di un gel o di una barretta energetica (a patto che sia resistente e non della semplice carta) e posizionarlo all’interno del copertone in corrispondenza del taglio.

 

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Meccanica di emergenza Gravel Bike – 05

 

A questo punto rimontiamo la camera d’aria, in modo tale che il copertone, quando andremo a gonfiare la camera d’aria, trovi il supporto dell’involucro che abbiamo inserito al suo interno e non vada ad estrudersi. Anche in questo caso è opportuna la massima prudenza quando riprendiamo a pedalare.

 

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Meccanica di emergenza Gravel Bike – 06

 

Rottura del deragliatore posteriore

 

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Meccanica di emergenza Gravel Bike -07

 

La rottura del deragliatore posteriore è un evento non così remoto nel mondo gravel, specie se si affrontano percorsi molto accidentati. Sassi, rami e cespugli possono andare ad impattare su di esso causandone la rottura, oppure una caduta può causare seri danni sul deragliatore.

In altri casi può avvenire il cedimento strutturale di alcune parti, specie se la sua manutenzione non viene eseguita periodicamente.

 

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Meccanica di emergenza Gravel Bike – 08

 

Il rimedio che possiamo attuare è quello di trasformare la nostra trasmissione in una single-speed. Per fare ciò, è necessario aprire la catena tramite l’apposito multi-tool (che dovremmo sempre avere con noi) o aprire la falsamaglia se la nostra catena ne è dotata.

A questo punto rimuoviamo quel che rimane del deragliatore posteriore svitando la vite di fissaggio in corrispondenza del forcellino. Ora aggiustiamo la lunghezza della catena posizionandola su un rapporto intermedio della cassetta e sulla corona più piccola della guarnitura (nel caso in cui abbiamo una trasmissione 2x).

Non ci rimane che richiudere la catena con una falsamaglia di scorta (altro componente che dovremmo sempre portare con noi) e riprendere a pedalare, avendo però un unico rapporto a disposizione per affrontare il resto del percorso.

Sarà di fondamentale importanza non cambiare con il deragliatore anteriore, altrimenti strapperemmo la catena, dato che la sua lunghezza permetterebbe l’utilizzo solo sul rapporto scelto.

Rottura del filo del deragliatore posteriore

 

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Un altro guaio che può capitare è la rottura del filo del cambio del deragliatore posteriore. Anche in questo caso le cause possono essere esterne (ostacoli che vanno a strappare il filo) oppure una cambiata sotto sforzo particolarmente violenta.

Quando ciò accade, la catena va a posizionarsi sul rapporto più piccolo, dato che il deragliatore posteriore perde la tensione applicata dal filo.

La prima e più scontata possibilità che abbiamo è quella di tornare a casa utilizzando questo rapporto ma, se dobbiamo affrontare qualche salita, ciò diventa problematico.

Possiamo allora agire sulla vite di regolazione del limite inferiore del cambio (indicata dalla lettera H) andandola ad avvitare per forzare il cambio a salire di qualche rapporto. Anche avvitandola a fondo, difficilmente riusciremo a salire oltre al terzo o quarto pignone: ancora troppo duro per affrontare eventuali salite.

L’ultima possibilità è quella di sfruttare il cavo rotto. Per fare ciò, dobbiamo prima posizionare la leva di comando sul rapporto più duro, poi sfiliamo dalla leva di comando il cavo spezzato. L’estremità dove è avvenuta la rottura risulterà sfilacciata: cerchiamo quindi di “pettinarla” prendendola tra le dita e torcendo le spire che compongono il cavo.

Ora infiliamo l’estremità che abbiamo pettinato nel registro di tensione del cambio e tiriamo il filo fino a che il cilindretto posto all’altra estremità del cavo (che consente normalmente il fissaggio alla leva di comando) va in battuta all’interno del registro.

Ora spingiamo con le mani il cambio posizionando la catena su un rapporto piuttosto agile e fissiamo il cavo con la vite posta sul cambio. Se la posizione della catena non dovesse risultare ottimale, potremmo anche agire sul registro per ottenere una regolazione grossolana del cambio. Avvolgiamo, infine, il cavo restante su se stesso, magari fascettandolo al telaio in modo che non vada ad interferire con la ruota, con la catena o con i raggi.

 

Rottura di un raggio

 

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Meccanica di emergenza Gravel Bike – 10

 

Altro incidente poco piacevole è la rottura di un raggio, magari dovuta anche in questo caso ad una banale caduta o ad un ostacolo troppo pronunciato del terreno.

Se ciò dovesse accadere, quello che potremmo fare sarebbe legare il raggio rotto ad uno di quelli adiacenti utilizzando del nastro adesivo o delle fascette in plastica (ricambi che dovremmo avere con noi, specie durante lunghi viaggi).

La ruota, in presenza di un raggio rotto, risulterà storta. In particolare, essa si sposterà dal lato opposto a quello in cui è avvenuta la rottura del raggio.

Nel caso di ruote tradizionali in cui i nippli per la regolazione della tensione del raggio si trovano all’esterno del cerchio, possiamo agire su di essi per cercare di raddrizzare un po’ la ruota.

Dovremo, quindi, aumentare la tensione dei due raggi adiacenti al raggio rotto sullo stesso lato e diminuire la tensione dei raggi sul lato opposto. Questa operazione è possibile solo se avremo con noi l’apposita chiave che permette di ruotare i nippli.

Ora possiamo riprendere a pedalare, avendo l’accortezza di evitare il più possibile tratti dissestati, brusche frenate e repentini cambi di ritmo o scatti in piedi sui pedali.

 

Meccanica d'emergenza Gravel Bike
Meccanica di emergenza Gravel Bike -10

 

Questa è  la nostra “ultima puntata” sulla meccanica per i gravel bikers; ma stay tuned perché torneremo con altre utili informazioni sul mondo gravel! Buon viaggio!

 


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