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Quando si devono pagare i soccorsi in montagna?

Dal 2026 alcuni interventi di soccorso e ricerca sono diventati a pagamento. Cerchiamo di capire quando e perché si dovrà mettere mano al proprio portafoglio quando chiamiamo il 112.

Scritto il
da Luca Tessore

Tranquilli, a meno che non siate “alpinisti in infradito” di fatto, per voi nulla è cambiato. Dovranno pagare un corrispettivo, ovvero una sorta di rimborso spese per l’intervento di soccorso, ricerca o salvataggio, soltanto coloro in cui venga riconosciuto dolo o colpa grave, ma anche in caso di richiesta immotivata o ingiustificata (comma 11 dell’articolo 129 del testo di Legge di Bilancio 2026).

escursionista in sandali
Foto di Toa Heftiba su Unsplash

Ecco quando SI deve pagare

Possono richiedere un corrispettivo i vari corpi nazionali (Guardia di Finanza, Polizia di Stato, Arma dei carabinieri, Vigili del Fuoco, Capitanerie di porto e Guardia Costiera) soltanto nei casi in cui l’intervento derivi da una chiamata ritenuta immotivata o ingiustificata, oppure qualora l’evento sia imputabile a dolo o colpa grave del soggetto, come per esempio:

  • attivazione del soccorso per scherzo o simulazione;
  • richiesta di recupero senza reale necessità;
  • introduzione deliberata in aree interdette nonostante divieti e segnalazioni.

In tali circostanze, le assicurazioni non sono tenute a intervenire in quanto le condotte dolose o gravemente colpose rientrano tra le tipiche cause di esclusione della copertura assicurativa. L’effettiva applicazione del corrispettivo e il relativo ammontare dipenderanno in ogni caso dai Decreti Ministeriali non ancora emanati, e perciò il quadro rimane allo stato attuale non definito.

cartelli di area per alpinisti esperti ed equipaggiati
Praticare escursioni in ambienti alpinistici senza l’attrezzatura ed esperienza adeguate rientrano nella casistica in cui si potrebbe dover pagare un eventuale soccorso_Foto di David Magalhães su Unsplash

E quando NON si deve pagare

In caso di:

  • reale emergenza sanitaria;
  • incidente o malore improvviso in ambiente impervio (es. caduta durante un’escursione, scivolata su roccia o ghiaccio, malore improvviso in quota).

In tali circostanze il soccorso è attivato per una condizione oggettiva di pericolo e la persona non sostiene alcun costo diretto per l’intervento, fatto salvo per quanto già previsto dai Servizi Sanitari Regionali in materia di elisoccorso sanitario. Ove siano previste tariffe, tali costi possono essere in molti casi coperti da polizze assicurative personali, incluse quelle messe a disposizione dal Club Alpino Italiano (CAI) per i propri soci.

Soccorso alpino con elisoccorso
Soccorritori in azione_Foto Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS)

Inoltre, avrete notato che nella Legge di Bilancio 2026 non si parla di Soccorso Alpino (CNSAS). Questo significa che gli interventi effettuati dal CNSAS non saranno a pagamento. Tuttavia, tenete presente che eventuali mezzi utilizzati come elicotteri o motoslitte, sono tendenzialmente di proprietà del servizio sanitario o di altri Corpi. In questo caso, se l’intervento si configura nei casi a pagamento si potrebbe dover pagare.

Elisoccorso con soccorritore a terra manovra di atterraggio
Il servizio di elisoccorso o eventuali altri mezzi impiegati potrebbero dover essere pagati_Ph Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS)

Quanto possono farmi pagare un soccorso?

E’ il caso di dirlo, Regione che vai costi che trovi. Infatti, potrete trovare sul testo di legge di bilancio 2026 alcuni esempi che riportano costi differenti per le varie Regioni italiane in relazione alle varie casistiche. Ecco alcuni esempi estrapolati da www.senato.it (PDF pag.195):

In caso il soggetto risulti incolume
  • Piemonte e Alto Adige: limite massimo fissato a 1.000 euro
  • Lombardia: nell’indicare il limite massimo di compartecipazione alla spesa, fa riferimento alla condotta che può essere prudente (600 euro nel caso di soggetto non residente e 420 euro se residente) o imprudente (780 euro nel caso di soggetto non residente e di 546 euro se residente);
  • Trentino: limite massimo dell’intervento viene fissato a 750 euro.
Chiamata inappropriata
  • Valle d’Aosta: previsione di un costo di 120 euro per minuto di volo fino ad un massimo di 3.500 euro;
Chiamata immotivata in relazione alla necessità dell’intervento
  • intero costo dell’intervento di elisoccorso considerando la tariffa per minuto di volo (Piemonte 120 euro, Valle d’Aosta 120 euro, Trentino 98 o 140 euro a seconda del tipo di elicottero. Il Veneto applica una tariffa di 90/120 euro a minuto di volo).

In conclusione

Come dicevamo, nulla è cambiato per chi in montagna va con una certa consapevolezza e buon senso. Infatti, questa nuova legge di bilancio, vuole essere più che un deterrente a non “disturbare”  la macchina dei soccorsi, un deterrente verso comportamenti irresponsabili e menefreghisti. Con questa nuova norma si vuole portare i fruitori della montagna ad una maggior consapevolezza e rispetto verso chi ogni giorno mette al servizio la propria vita per gli altri.

Disseppellimento di travolto in valanga
Disseppellimento di travolto in valanga_Ph Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS)
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