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Sci alpinismo e freeride, l’abc della sciata in neve fresca

Definizioni e differenze tra le due attività in fuori pista

Se un tempo sciare fuori pista era attività per pochi, oggi sono sempre più numerosi gli amanti della neve fresca. Le parole sci alpinismo e freeride sono entrate nel vocabolario comune anche se non a tutti è chiara la distinzione, perché entrambi si praticano fuori dai tracciati battuti. Come possiamo definire sci alpinismo e freeride allora? In che cosa si differenziano le due attività? Sono alla portata di qualsiasi sciatore da pista o richiedono un’ottima capacità tecnica? Lo abbiamo chiesto a Giuliano Bordoni, Guida alpina, istruttore delle Guide del Collegio lombardo e atleta Norrona.

“Lo sci alpinismo consiste nella risalita e nella discesa di un pendio di neve sempre con gli sci ai piedi. Da un certo punto di vista potremmo dire che lo sci alpinismo è il freeride puro: storicamente infatti, sono nati prima gli sci e le pelli di foca degli impianti di risalita e dei gatti delle nevi. Il freeride è in generale tutto quello che è lo scivolare sulla neve fresca, a prescindere dal mezzo con cui lo si faccia. Negli ultimi anni però la parola freeride ha assunto l’accezione specifica dello sci o dello snowboard in neve fresca, utilizzando degli sci con particolari geometrie e una certa larghezza, che offrono una maggiore facilità nella discesa in nevi profonde e ad alte velocità.

Sci alpinismo e freeride condividono la discesa in fuori pista ma non la modalità di risalita. Nello sci alpinismo ti muovi salendo con gli sci dotati di pelli di foca, progredendo con i tuoi ritmi e i tuoi tempi. Lo scopo principale non è la discesa, ma stare in ambiente per più tempo possibile e godere dei panorami, fare la giusta fatica e poi scendere i metri di dislivello che ti sei guadagnato con le tue gambe. Il freeride invece è un’attività ludica che prevede solo la discesa: come si raggiunga la cima della montagna, del colle o del pendio è indifferente. Ci si può arrivare con gli impianti di risalita, con un gatto delle nevi, con una motoslitta, un elicottero o una combinazione di queste cose, per esempio impianti di risalita più pelli o impianti di risalita e gatto delle nevi.

Lo sci fuoripista e le risalite con le pelli di foca sono attività insegnate dalle Guide alpine. Per imparare a fare sci alpinismo non occorre essere un campione di sci alpino, è meglio però aver già acquisito una capacità tecnica media o buona in pista perché le difficoltà nella sciata aumentano fuori dai tracciati battuti, dove la neve può essere crostosa o difficile. Chi non conosce a sufficienza le tecniche fa abbastanza fatica in salita e il doppio della fatica in discesa, impiegando anche più tempo a scendere che a salire. Prima di accostarsi allo sci alpinismo è meglio allora raggiungere una discreta capacità in pista: è sufficiente saper scendere a sci paralleli quasi qualsiasi tipo di tracciato battuto.

Una delle maggiori difficoltà nella salita invece, è quella di imparare a far scivolare gli sci perché per natura siamo abituati quando camminiamo ad alzare i piedi e quindi viene spontaneo trasportare la camminata anche nella progressione con gli sci. Nello sci alpinismo però il movimento deve essere quello dello slittamento senza alzare il piede da terra, anche perché così facendo solleveresti oltre al peso della gamba anche quello dello scarpone, dello sci e della neve, un movimento molto più dispendioso di energie e al contempo meno efficace”.

 

 

Foto: Giuliano Bordoni in una foto Clickalps – Sci alpinismo in Valfurva, val Cedec Gran Zebrù canale Sud Ovest


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