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Zaino Air Bag: il peso della sicurezza!

Pronto per tirare la cordicella della consapevolezza? Lo zaino Air Bag ci aiuta a uscire dai guai, ma quanto pesa sulle nostre scelte in termini di sicurezza?

Scritto il
da Luca Tessore

Premettendo che il miglior dispositivo per la sicurezza è la consapevolezza di cosa si sta facendo, negli anni si sono evoluti diversi sistemi capaci di dare qualche chance in più in caso di incidente da valanga.

Qui vedremo quello che negli ultimi anni ha fatto più parlare di sé: lo zaino air bag. Non parleremo di un modello o di una marca nello specifico, in quanto il principio di funzionamento è universale, ma del perché ha fatto e sta facendo così discutere i forum di tutto il mondo.

Partiamo dall’inizio: il sistema risale agli anni ’70 quando una guardia forestale tedesca si salvò da una valanga grazie ad un ungulato (forse un camoscio) che portava a spalle, questo trasformò il travolto in una particella più grande permettendo il “galleggiamento”: proprio come fanno oggi i nostri zaini ABS con i palloni.

 

Ph Alfredo Croce, Pillow Lab – Archivio Ferrino

La dinamica di funzionamento

Il principio che sta alla base degli zaini air bag è quello della segregazione inversa, secondo il quale i volumi maggiori vengono “spintiin superficie. Vedremo tra poco la dinamica nel dettaglio. Come effetto secondario alcuni modelli sono concepiti per dare anche una protezione da traumi grazie al pallone che avvolge il travolto.

In generale la dinamica che permette al travolto di essere “sputato” fuori prevede:

  • presa coscienza del distacco;
  • azionamento dell’Air Bag e cattura;
  • seppellimento;
  • e quando c’è il lieto fine… “espulsione” del travolto completa o parziale.
Dinamica della traiettoria di un escursionista travolto da una valanga con e senza zaino Air Bag_Luca Tessore ©

Cosa dicono le statistiche

In generale le aziende dichiarano un buon successo di espulsione (punto5) ma tutto dipende da quanto si è pronti ad utilizzare il proprio sistema di gonfiaggio (nel caso in cui non sia automatico).

Secondo uno studio della SFISAR (Davos), dal febbraio 1991 al febbraio 2000, si sono riusciti a documentare e quindi analizzare 26 incidenti da valanga in tutto il Mondo dove i travolti avevano lo zaino ABS. In totale da questi incidenti sono state coinvolte 40 persone, con i seguenti risultati:

  • 32 sono riuscite a tirare il pallone con successo;
  • 6 NON sono riuscite ad azionarlo;
  • 2 casi il pallone non si è attivato a causa di un malfunzionamento (consideriamo che sono passati 26 anni dall’ultimo evento analizzato e le cose sono cambiate anche molto).

Delle 32 persone che sono riuscite ad attivare il pallone con successo, 5 sono state completamente sepolte di cui 4 il pallone è rimasto visibile permettendo una rapida individuazione e salvataggio.

Senza soffermarci su grafici e percentuali a riguardo ci sono anche altri studi che ne parlano, il punto è: lo zaino ABS fa la differenza in caso d’incidente da valanga?

Ad oggi la risposta resta ancora “dipende“. Sì, perchè se è vero che esistono ancora incidenti mortali nonostante il corretto gonfiaggio dell’airbag, esistono a controparte molte casistiche in cui lo zaino airbag è stato risolutivo nell’estrarre vivi i compagni.

Il rischio zero non esiste e nessun dispositivo di sicurezza potrà mai darci il 100% di garanzia di sopravvivenza.

Come in ogni dispositivo di sicurezza, anche lo zaino airbag non ci potrà mai proteggere completamente da ogni incidente da valanga. Per questo è importante prima di tutto capirne il funzionamento per valutare correttamente a quale rischio mi sto esponendo ad ogni mia uscita in relazione alla tipologia di manto nevoso e alla morfologia del terreno su cui mi muovo.

Come funziona lo zaino airbag e cosa può non funzionare

Partendo dalla situazione che il pallone è stato azionato correttamente, il travolto viene prima catturato dal flusso di neve per poi risalire in superficie. Questo è il primo punto importante: prima ho parlato di “galleggiamento” termine che viene spesso utilizzato quando si parla di zaini ABS, ma dà una falsa visione di quanto accade.

L’airbag non ti fa galleggiare: sfatiamo questo mito

Sempre secondo lo studio della SFISAR (Davos) un travolto con ABS attivo ha mediamente una massa volumica di 400 kg/m3 contro una media di 300 kg/m3 di una valanga, quindi non c’è una spinta idrostatica, di conseguenza lo zaino ABS non si basa su questo principio, ma sull’ormai noto della “segregazione inversa”.

Le particelle più voluminose rimangono in superficie e quelle più piccole vanno in fondo

Affinché il processo termini con l’espulsione del travolto si deve avere:
  • cattura
  • risalita

Cosa può andare storto (nonostante corretto gonfiaggio airbag)

  • il pallone viene rotto da corpi estranei o dalla pressione esercitata dalla valanga stessa (oggi gli air bag di ultima generazione sono molto più resistenti rispetto al passato);
  • il flusso della valanga ci trascina contro ostacoli o ci fa precipitare da salti di roccia;
  • la zona di accumulo si trova in un avvallamento e si viene sepolti dal restante materiale che proviene dall’alto;
  • il flusso della valanga è troppo breve compromettendo la fase di risalita;
  • ci troviamo in una zona pianeggiante o di accumulo e il materiale della valanga ci ricopre senza permettere allo zaino air bag di agire;
  • si può rimanere parzialmente sepolti, il capo rimane fuori dalla valanga ma siamo impossibilitati a disseppellirci, se anche i nostri compagni sono impossibilitati a soccorrerci non resta che sperare nei soccorsi organizzati allertati dai famigliari o amici rimasti a casa che non ci hanno visto rientrare. In questo caso il problema maggiore sarà dato dall’ipotermia (ne abbiamo parlato QUI).
Gruppo di escursionisti in prossimità della zona di accumulo. Nel caso in cui ci troviamo nella zona di arresto della valanga, lo zaino air bag non può funzionare correttamente in quanto i travolti verrebbero sepolti senza dare la possibilità al pallone di farci risalire. Foto di Hans Braxmeier da Pixabay.

Sicurezza e percezione del rischio

Sebbene le ditte produttrici siano chiare nel dichiarare che lo zaino ABS non è garanzia di sopravvivenza, ma è determinante nell’aumentarne le possibilità è comunemente diffusa la sensazione che chi indossa lo zaino ABS sia particolarmente ottimista in caso di incidente ed è predisposto ad accettare qualche rischio in più.

Per fare un paragone, è un pò come se una volta allacciate le cinture di sicurezza ci sentissimo al sicuro a guidare ai 200 km/h in tangenziale (questo atteggiamento si chiama “compensazione del rischio” ne abbiamo parlato QUI).

In conclusione lo zaino airbag serve o no?

Sì, come serve il kit APS, l’avalung e una buona consapevolezza di cosa si sta facendo.

Il punto sta nel fare le proprie scelte sentendosi nudi dai dispositivi di sicurezza pur avendoli, in questo modo si eviteranno scelte azzardate.

Molti nel settore hanno visto morire compagni e amici nonostante avessero utilizzato i dispositivi correttamente, questi esempi non devono essere né scartati né sponsorizzati ma piuttosto utilizzati per ricordare che non esisterà mai un dispositivo che azzeri il rischio anche se alcuni dispositivi fanno della loro bandiera l’alta percentuale di esiti positivi in caso d’incidente.

Quando vi scatta in mente di rischiarla affidandovi ai vostri kit salvavita ricordatevi la legge di Murphy:

Se qualcosa può andar male, andrà male”.

Forse così le scelte saranno più prudenti e l’effetto “compensazione del rischio” mitigato.

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