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In Solitaria 2021: la Sicilia che non ti aspetti

A piedi da Trapani ai piedi dell'Etna.

Eccoci tornati con l’ultimo aggiornamento sulle avventure di Elia Origoni, che sta attraversando la penisola a piedi lungo il Sentiero Italia CAI. Elia, dopo aver attraversato il Mar Tirreno in barca a remi, due settimane fa ha ricominciato a camminare in Sicilia, e sicuramente ha dovuto fare i conti con condizioni atmosferiche alquanto inaspettate. Ma vediamo cos’ha combinato.

Non il tempo che ci si aspetterebbe in Sicilia.

Tornare sulla terra ferma non è stato semplice,” dice Elia, “ho passato quasi 5 giorni in mare da solo, con me stesso, i miei pensieri e le mie paure. Sono stati cinque giorni ma è come se fosse stato un mese ed ora necessito di ritrovare un nuovo equilibrio interiore. Mi sono preso qualche giorno per riposare, ho sistemato la barca, ho fatto un po’ il turista, spedito a casa del materiale che ora non mi servirà più e ho ri-organizzato il proseguo del mio viaggio lungo il Sentiero Italia.”

Elia è partito da Trapani e, insieme ai soci del CAI locale, è arrivato ad Erice, “splendido borgo arroccato a 750 metri sul livello del mare composto da un dedalo di viuzze lastricate tra vari saliscendi, dal quale si gode una vista eccezionale sul golfo di Trapani e le isole Egadi. Vi è una antica leggenda che narra che quando ad Erice sale la nebbia e avvolge il Monte, che da queste parti viene chiamata “cappello” o, più romanticamente, come preferiscono gli ericini, “l’abbraccio di Venere”, è la Dea (Venere) che fa ritorno alla sua montagna. Questo monte per secoli fu la montagna dell’amore e della fecondità.

Elia attraversa poi la Riserva del Monte Cofano e la Riserva dello Zingaro fino ad arrivare a Scopello, sotto la pioggia incessante. “I sentieri sembrano fiumi e i fiumi sembrano sentieri. Disorientato mi ritrovo a guadare un torrente in mutande mentre sui miei piedi cominciano a spuntare delle squame. Cerco di tenere asciutto il più possibile il materiale, ma non è semplice far convivere una vita randagia e il maltempo.”

Il Monte Cofano.

Poi Elia si trova a dover fare i conti con un torrente in piena. “Arrivo al primo guado, dove, convinto e carico, mi spoglio completamente tenendo indosso solo la maglietta così da non avere lo zaino che mi sfrega sul corpo. Osservo l’acqua che scorre molto forte e cerco di individuare il punto migliore per passare. Sono circa 15 – 20 metri, non proprio una passeggiata, ma ho attraversato dalla Sardegna alla Sicilia a remi che cosa volete che sia un torrentello! Entro convinto nel fiume, l’acqua è gelida e dopo 3 metri sono già immerso fino al bacino. Sento la forza del torrente che mi spinge e cerco in tutte le maniere di stare in piedi per non farmi portare via. Avanzo piano con molta cautela, perdo un attimo l’equilibrio e un bastoncino mi si sfila dalla mano. Lo vedo allontanarsi, cerco di acciuffarlo ma il movimento repentino mi fa perdere l’equilibrio e mi ritrovo sottosopra immerso nell’acqua. Con un colpo di reni mi raddrizzo velocemente, punto l’altro bastoncino e riesco a ritornare eretto contrastando la forza dell’acqua che in tutte le maniere e cercava di travolgermi. Esco velocemente, le mie ambizioni vengono decisamente ridimensionate: mi è andata bene, meglio non tentare un secondo giro! Controllo lo zaino, per fortuna sono rimasto immerso nel torrente per pochi istanti e l’acqua non è riuscita a trapelare dal tessuto. Ho solo uno scarpone completamente zuppo, ma ormai è così da giorni e poco cambia rispetto alla routine quotidiana. Mi rivesto, apro le cartine e cerco di trovare una soluzione. Individuo un ponte più Nord che mi avrebbe permesso di oltrepassare questo fiume e tornare indietro sull’altra sponda per riprendere il sentiero. Raggiungo il ponte, sorpasso il fiume e, questa volta dando ascolto ai consigli del CAI, abbandono il sentiero previsto e raggiungo Montemaggiore Belsito attraverso una deviazione decisamente più lunga, noiosa, ma sicura.” Per questa volta è andata bene!!

Ma dopo qualche giorno di pioggia, ecco che arriva addirittura la neve! “E’ primavera, sono in Sicilia e nevica, decisamente una situazione bizzarra!” Elia si appresta ad attraversare le Madonie completamente ricoperte di neve, un ultimo colpo di coda dell’inverno. Ma il sole è finalmente tornato a risplendere, ed Elia è riuscito a recuperare un paio di ciaspole, ed è quindi attrezzato per la traversata. “E’ tutto bianco intorno a me, il sole appare e scompare tra le nuvole e le temperature rigide della notte hanno fatto gelare la neve sugli alberi creando un’ambientazione davvero suggestiva che non pensavo di incontrare in questi territori.” Continua poi fino al Bivacco di Valle Giumella, dove si appresta a passare la notte immerso nel silenzio della montagna imbiancata.

Le Madonie ricoperte di neve.

Il percorso continua poi passando per Petralia Sottana, la Riserva dei Sanbughetti, Portella del Contrato e il Parco dei Nebrodi, e un gradito compagno comincia a fare capolino all’orizzonte: l’Etna. La settima settimana di cammino si conclude a Floresta, dove Elia incontra il sindaco e la delegazione del CAI locale che gli danno il benvenuto con quell’accoglienza che contraddistingue i siciliani.

Per la prossima settimana è previsto bel tempo. Domani inizio la salita lungo le pendici dell’Etna. La sua traversata mi occuperà circa 4 giorni, 3 di periplo e 1 una di scialpinismo. Si, avete letto bene, scialpinismo. Dopo tutto questo pestar neve, grazie ad un mio sponsor sono entrato in contatto con Marco Tommasello, una guida locale che il 31 marzo mi porterà a fare una stupenda gita scialpinistica lungo l’Enta. Soddisfatte le mie voglie di neve, proseguirò per Messina lungo i monti Pleoritani sperando che il bel tempo continui a seguirmi.”

L’Etna all’alba.

Speriamo he vada tutto per il meglio! Continueremo a seguire Elia nelle prossime settimane, dall’Etna alla traversata in barca a remi filo alla Calabria!

 

Per seguire Elia: Eliaorigoni.com


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