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Michele Boscacci e La Sportiva, quando lo skialp è Light & Fast

La seconda parte dell'intervista al campione del mondo di sci alpinismo


Michele Boscacci con lo scarpone La Sportiva Stratos Hi Cube (foto Matteo Pavana) La Sportiva Raceborg La Sportiva Racetron

Michele Boscacci e La Sportiva sono un matrimonio che funziona. “Light & Fast”, il motto dell’azienda di Ziano di Fiemme, si sposa bene infatti con Michele Boscacci, che oggi è l’atleta italiano più forte al mondo nello sci alpinismo. L’anno scorso è stato inarrestabile: primo al Mountain Attack, al Campionato Italiano Vertical, alla Pierra Menta, al Tour du Rutor, all’Epic Ski Tour, e primo nella Coppa del Mondo Overall e nel circuito La Grande Course. Secondo posto nel campionato italiano individuale, nella Coppa del Mondo Individuale, nella Coppa del Mondo Vertical e nel Campionato Europeo Individuale e infine terzo assoluto ad Altitoy. Risultati incredibili raggiunti con passione, preparazione e la giusta attrezzatura, come ci spiega in questa seconda parte della sua intervista.

“Michele ci ha permesso di crescere molto nelle gare skialp – ha detto Alessandro Tedoldi, responsabile atleti ed eventi La Sportiva –, ed ha sempre la serie Stratos ed il nostro brand sui gradini più alti del podio nelle competizioni internazionali. L’impegno dell’azienda è sempre stato quello di fornirgli i migliori materiali possibili per competere ad alti livelli, vedasi ad esempio la partnership con SkiTrab per la fornitura degli sci da gara”.

Da questo impegno nasce l’idea di declinare il binomio Michele Boscacci e La Sportiva – rinnovato recentemente per i prossimi 5 anni – anche all’interno delle mura del nuovissimo Innovation Center di Ziano di Fiemme, dove il team di Ricerca e Sviluppo del marchio trentino collaborerà con il campione valtellinese.

 

Michele Boscacci e La Sportiva, da quest’anno sei impegnato anche sullo sviluppo dell’attrezzatura. Ti interessa questa parte del lavoro?
Mi piace poter avere le anteprime e poter lavorare al loro sviluppo in base alle esigenze degli atleti. Disporre di una squadra come quella dei ragazzi La Sportiva, che operano in questo campo da decenni, che mi ascolta e si confronta con me, talvolta facendomi anche cambiare idea, è molto bello. Per esempio sugli scarponi hanno raggiunto dei pesi incredibili e un’efficacia altissima. Mi piace vedere che da parte di La Sportiva ci sia questo grande entusiasmo nel lanciare nuovi prodotti: praticamente stanno realizzando uno scarpone nuovo ogni due anni, e non è affatto da tutti!

La Sportiva Stratos Hi Cube
La Sportiva Stratos Hi Cube

Che scarponi usi nelle gare?
Lo scarpone che ho utilizzato l’anno scorso è lo Stratos Hi-Cube. È una monoscocca in carbonio, con la chiusura brevettata da La Sportiva. Le prime gare dell’anno che arriva le farò sicuramente con lo stesso scarpone, poi se i test sul nuovo prototipo continueranno a rispondere bene come stanno facendo finora, è possibile che nel corso della stagione io cambi scarpone almeno in alcune gare. Rispetto al vecchio modello, lo Stratos Hi-Cube è molto più preciso e sensibile alla neve, soprattutto in discesa permette di sentire molto bene lo sci sotto ai piedi. È uno scarpone molto resistente ma al contempo leggerissimo, aspetto importantissimo per lo sci alpinismo.

La Sportiva Racetron e Raceborg, che scarponi sono?
Sono due scarponi perfetti per le gare dei non professionisti, un ottimo compromesso per gli appassionati che li usano nelle competizioni ma anche negli allenamenti. Ho usato entrambi e sono due prodotti molto validi, ma diversi dallo Stratos Hi-Cube: del resto un paragone non si può fare, sarebbe come paragonare una macchina da Formula 1 a una macchina sportiva venduta in una concessionaria.

Un consiglio per i giovani che entrano nel mondo delle gare?
Lo sci alpinismo è una disciplina fantastica, ma è importante per chi si avvicina al mondo delle gare lasciarsi appassionare e divertirsi. Io esco dagli allenamenti entusiasta, mi piace quello che faccio e quindi riesco a farlo per questo, non li sento come una forzatura o un obbligo. Chiaro che quando crescono le aspettative del pubblico e delle aziende tutto si prende più seriamente, ma per i ragazzi deve essere un divertimento soprattutto.

Un avvertimento per i tuoi avversari?
Ma no, i miei avversari li conosco tutti, ci conosciamo tutti bene. Posso dire di avere un rapporto di amicizia non solo con i miei compagni di squadra, ma almeno con i 20 top atleti al mondo. In gara ci diamo battaglia, e dopo finita la competizione ci ritroviamo tutti al bar a bere una birra, a ridere e scherzare. È anche questa una motivazione in più che mi rende felici di praticare questo sport.

 

 

Leggi la prima parte dell’intervista

 

Foto Matteo Pavana

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