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I vincitori del Cervino CineMountain 2019

“A thousand girls like me” si aggiudica il Grand Prix des Festival

Il festival del cinema di montagna ai piedi della Gran Becca ha appena chiuso i battenti, rivelando i vincitori del Cervino CineMountain 2019. “A thousand girls like me”, la storia di una ragazza afgana e della sua battaglia contro il sistema giudiziario del suo Paese che non la difende dagli abusi sessuali subiti dal padre, si aggiudica il riconoscimento più importante, il Premio Grand Prix des Festivals.

Dieci giorni e 33 ore di proiezioni, con 24 anteprime, tanti ospiti, e un grande successo di pubblico: si è chiuso l’ 11 agosto, a Valtournenche (AO), il Cervino CineMountain, il festival internazionale del cinema di montagna, giunto alla sua XXII edizione, che ogni anno premia gli “Oscar” del cinema di montagna.

 

I VINCITORI DEL CERVINO CINEMOUNTAIN 2019

A thousand girls like me”, della regista afgana Sahra Mani, conquista l’Oscar dei film di montagna, il Grand Prix des Festivals – Conseil de la Vallée d’Aoste, riservato ai film già premiati nei principali festival di settore provenienti dal circuito dell’International Alliance for Mountain Film. Vincitrice del Grand Prix festival di Kathmandu, Nepal, la pellicola è stata premiata “Per la delicatezza e il coraggio con cui la regista filma la lotta di una giovane donna nei confronti di un sistema legale corrotto in un luogo, l’Afghanistan, dove la giustizia è un miraggio e la paura domina le relazioni familiari e di vicinato, attraverso una narrazione mai sensazionalistica e che valorizza il rapporto umano tra l’autrice e la sua protagonista.

Ancora una regista donna, l’irlandese Katrina Costello, si aggiudica il Premio Montagnes du Monde al miglior film straniero, con “The silver branch”, un film che riflette sui temi universali e drammaticamente attuali della difesa dell’ambiente contro l’indiscriminata trasformazione dei paesaggi e delle comunità rurali.

“La patente”, di Giovanni Gaetani Liseo, vince il Premio Montagne d’Italia, una delicata incursione nella vita rurale di un giovane pastore attraverso il suo sogno di emancipazione.

Il Premio Montagnes Tout Court al miglior cortometraggio va “Brotherhood”, di Meryam Joobeur, che affronta il delicato tema del ritorno a casa di un combattente dell’Isis nella cornice di una Tunisia rurale. Menzione speciale a “Let’s go to Antarctica”, la divertente pellicola dello spagnolo Gonzaga Manso che riflette sugli effetti dell’ingresso di nuove mete “esotiche” nel turismo di massa.

È “Gamba in spalla”, il film di Romuald Desandré presentato al Festival in anteprima mondiale, ad aggiudicarsi il Premio per il miglior film valdostano, “Boy Nomad”, di Nyobe Thompson, vince il Premio SONY per la fotografia e “Theory of happiness” di Rastislav Hatiar conquista la giuria C.A.I. che gli assegna il Premio “al miglior film di alpinismo, esplorazione e arrampicata”. Infine il Premio del Pubblico va a “The Dawn Wall”, che batte “Free Solo”.

 

LEGGI QUI LE MOTIVAZIONI E LE SCHEDE DEI FILM PREMIATI

Nella foto “A thousand girls like me” – crediti Cervino CineMountain

 

 

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