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Zecche: come prevenire e cosa fare in caso di puntura

Con il Dott. Agazzi scopriamo dove si trovano, che rischi comportano e cosa fare

Sempre più spesso chi frequenta la montagna a basse quote si trova ad avere a che fare con il problema della puntura delle zecche. Dalla primavera all’autunno le troviamo nei boschi e nei prati, soprattutto dove transitano gli animali. Difficili da individuare, soprattutto quando sono piccolissime, inizialmente non le percepiamo neanche eppure loro sono lì, e scavano nella pelle per farsi largo verso l’interno. Non bastano pantaloni lunghi, sebbene aiutino, e quando le individuiamo, dobbiamo sapere come comportarci per eliminarle. Lo abbiamo chiesto al Dottor Gege Agazzi, membro Società Italiana di Medicina di Montagna e della Commissione Centrale Medica CAI, che ci ha spiegato cosa fare.

 

Le zecche sono artropodi, parassiti esterni che hanno dimensioni di pochi millimetri, appartenenti agli Aracnidi, dell’ordine Acarina, divisi in due famiglie : le Ixodidae o zecche dure, le più diffuse in Europa, e le Argasidae, o zecche molli. In Italia le zecche dure comprendono sei generi: Ixodes, Boophilus, Hyalomna, Rhipicephalus, Dermatocentor, Haemaphysalis; le zecche molli sono presenti, invece, nei due generi Argas e Ornitodorus.

Il “pasto di sangue “ della zecca dura di solito da 3 a10 giorni, nel corso del quale il parassita rimane attaccato all’ospite, succhiandone il sangue. La zecca è provvista di una specie di ago che penetra nel circolo sanguigno dell’ospite; alcune ghiandole presenti nel parassita secernono una sostanza anticoagulante. La zecca inietta una neurotossina che agisce sulla trasmissione neuro-muscolare, che può provocare problemi seri all’uomo se non viene rimosso entro 24 ore. Quattro sono le fasi del ciclo vitale della zecca: uovo, larva, ninfa e adulto, che possono avvenire tutte su di uno stesso ospite o su ospiti diversi. Diversi gli animali che possono venire parassitati, tra i quali i cani, i cervi, i caprioli, gli scoiattoli e pure l’uomo.

Zecche (foto James Gathany Wikiepdia-Commons)
Zecche (foto James Gathany Wikiepdia-Commons)

DOVE E QUANDO SI TROVANO LE ZECCHE
Le zecche si trovano di solito dove vivono animali che possono venire parassitati: frequentano i boschi di latifoglie umidi e ombreggiati, i luoghi erbosi, i cespugli ed il sottobosco; vivono pure nei prati incolti o nei pascoli frequentati da pecore, da bovini o dalla fauna selvatica, considerati luoghi elettivi. Le zecche del bosco sono parassiti che si nutrono di sangue umano e di sangue animale (cervi, caprioli, lepri, roditori, uccelli, ecc). La loro presenza dipende dalla presenza sul territorio di animali da parassitare, e il loro habitat preferito sono i luoghi umidi, ricchi di vegetazione erbosa e arbustiva. Le zecche sono diffuse in particolare nel periodo che va da marzo a ottobre, fino a 1300-1400 metri di quota. Nel corso degli ultimi anni è diventato sempre più frequente l’incontro con le zecche da parte dell’uomo. Le zecche non saltano e non volano, ma si posizionano sulle estremità delle piante, aspettando che un animale o l’uomo stesso passino; tali artropodi avvertono la presenza dell’ospite a cause della presenza di anidride carbonica o del calore prodotti dal corpo. Possono vivere oltre un anno senza mangiare. Il parassita può annidarsi tra i capelli o pure in ogni parte del corpo. I mesi primaverili o quelli estivi sono quelli preferiti dal parassita. Di solito la puntura delle zecche non provoca direttamente danni alla salute dell’uomo, ma può essere pericolosa come veicolo di infezioni che vengono trasmesse dagli animali che ne sono i vettori.

COME RIMUOVERE LA ZECCA
La puntura delle zecche non è dolorosa in genere, dal momento che viene inoculata dalla zecca una sostanza anestetica, e non causa prurito nell’uomo, passando spesso inosservata. Di solito la probabilità di trasmissione di malattie è bassa se il parassita rimane attaccato per meno di 36-48 ore; ecco perché la zecca deve venire rimossa nel più breve tempo possibile dal corpo. Una estrazione precoce riduce il rischio di trasmissione di malattie infettive. Non si deve ricorrere a sostanze particolari (etere, cloroformio, ammoniaca, alcool etilico, acetone, creme, ecc) per facilitare il distacco della zecca dalla cute, poiché sembra dimostrato che non servono a nulla a causa di periodi di apnea del parassita stesso ed anche perché possono indurre un riflesso di rigurgito, con aumentato rischio di trasmissione di infezioni. La zecca può essere facilmente rimossa servendosi di una pinzetta a punte sottili, tenendola il più possibile aderente alla cute, tirando delicatamente ed evitando così, che il rostro (apparato buccale) rimanga infisso nella cute. Nel corso della rimozione si deve cercare di non schiacciare il corpo della zecca evitando così un rigurgito che può aumentare la possibilità di trasmissione di agenti patogeni. Qualora la testa rimanga conficcata nella cute si può tentare di rimuoverla servendosi di un ago sterile, come si fa di solito per rimuovere una scheggia di legno.

ACCORTEZZE
E’ opportuno disinfettare con accuratezza la cute prima e subito dopo la rimozione del parassita, evitando sostanze che colorino la pelle. Si deve cercare di non toccare con le mani nude il parassita, utilizzando, invece, dei guanti protettivi evitando in tal modo di infettarsi; le mani vanno, poi, accuratamente lavate. Quando la zecca si stacca rimane un piccolo rigonfiamento di colore rosso, dove, successivamente, si forma una piccola crosta. Una volta rimossa, la zecca va distrutta bruciandola. Dopo la rimozione della zecca si deve prestare attenzione per 30-40 giorni (periodo di osservazione) alla comparsa di eventuali sintomi di malattia. La zecca può, infatti, veicolare virus, batteri o altri agenti patogeni, che possono essere trasmessi all’ospite. E’ bene annotare il luogo e la data in cui si è verificata la puntura della zecca. In caso di comparsa di arrossamento cutaneo, di febbre, di dolori muscolari, di dolori o di infiammazione in corrispondenza delle articolazioni di ingrossamento delle ghiandole linfatiche o di sintomi simili all’influenza, contattare il proprio medico curante. Può essere utile conservare il parassita per poterne permettere il riconoscimento.

Le zecche si trovano dove pascolano gli animali (foto panoramio maury3001)
Le zecche si trovano dove pascolano gli animali (foto panoramio maury3001)

QUALI MALATTIE PORTANO LE ZECCHE?
Le principali malattie che possono essere trasmesse dalla puntura delle zecche sono: rickettsiosi, borreliosi di Lyme, febbre ricorrente da zecche, tularemia, meningoencefalite da zecche ed ehrlichiosi. A partire dagli anni 2000 in Trentino (Valle dei laghi, Val di Non, Valle dell’Adige), per esempio, i casi di malattie trasmesse dalle punture di zecche sono aumentati di numero rispetto al passato. Le zecche sono i più importanti vettori di malattie in Europa.

COME PREVENIRE LA PUNTURA DELLE ZECCHE?
E’ opportuno adottare delle misure di prevenzione nei confronti delle zecche. E’ bene, infatti, camminare in genere nel centro dei sentieri, evitando, in tal modo, di venire in contatto con la vegetazione circostante, soprattutto dove l’erba è alta; si deve evitare di sdraiarsi sull’erba soprattutto nelle zone a rischio. É bene evitare le zone erbose e umide, dal momento che le zecche amano l’umidità e sopravvivono nell’acqua, ma non sui terreni aridi. Si devono indossare calzature alte e ben chiuse, e pantaloni lunghi e camicie a maniche lunghe, possibilmente di colore chiaro per meglio individuare i parassiti, spazzolando gli indumenti prima di entrare in casa. Subito dopo un’escursione in una zona considerata a rischio è utile effettuare un accurato esame visivo e tattile della cute del corpo e degli indumenti, onde rimuovere gli eventuali parassiti presenti, ponendo attenzione alle zone del corpo preferite dalle zecche: testa, collo, parte posteriore delle ginocchia e fianchi, provvedendo all’ immediata rimozione di eventuali zecche presenti. E’ utile impiegare sostanze repellenti (permetrina, DEET, dimetilftalato, benzoato di benzile o aracnicidi in genere), acquistabili in farmacia, che tengano lontani i parassiti. Vanno utilizzati sulle parti scoperte del corpo, ma anche sulle scarpe e sulla parte bassa dei vestiti. Tali prodotti vanno utilizzati con attenzione nei bambini a causa di effetti indesiderati. E’ bene pure ispezionare di frequente gli animali domestici, trattandoli con prodotti acaro-repellenti e controllando periodicamente le cucce e trattandole con insetticidi. E’ bene falciare i prati situati attorno alle abitazioni, evitando che le zecche vi si nascondano. Va ricordato, infatti, che è molto meglio prevenire che curare, applicando misure di profilassi comportamentale fondate sull’educazione sanitaria e sull’informazione.

 

G.C. Agazzi


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