Veicoli ricreazionali e turismo attivo alla Fiera di Parma

Dal 15 al 18 febbraio alla Fiera Turismo&Outdoor

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Che il mondo outdoor stia vivendo un periodo d’oro è stato annunciato da più parti. Al di là delle statistiche e delle cifre, la sensazione diffusa è che sempre più persone scelgano la bicicletta, anche per i viaggi, che le gare di trail running siano sempre più gettonate, che lo sci fuoripista sia in aumento e che agli escursionisti si siano aggiunti molti “camminatori” che riscoprono antichi cammini. Tutto questo fermento non può non riguardare anche il settore dei veicoli ricreazionali: caravan e camper, in sostanza, che alla Fiera di Parma Turismo&Outdoor occuperanno infatti un importante spazio.

Optare per una “vacanza attiva” significa preferire l’attività all’aria aperta, la scoperta del territorio e lo sport in natura. Vuole dire anche scegliere un preciso stile di vita che spesso coincide con quello degli amanti del camper e del caravan. Ecco perchè a Parma, dal 15 al 18 febbraio, i veicoli ricreazionali saranno tra i protagonisti.

“Come Fiera Tourismo&Outdoor il nostro scopo è quello di portare al pubblico del camper – ci ha spiegato Gloria Oppici, Brand Manager di Turismo&Outdoor -, in base a quanto ci ha chiesto, suggestioni e nuovi luoghi da scoprire, per riempire le vacanze e i propri weekend. Ci interessa al contempo anche allargare il nostro bacino di interlocutori, arricchendolo con un nuovo pubblico, per esempio di coloro che seguono le competizioni, le gare. Vogliamo far vedere loro le possibilità che offrono i veicoli ricreazionali. Scegliendo una vacanza o un weekend in camper, per esempio, si ha l’opportunità di portare con sé nei propri spostamenti anche la famiglia, unendo così all’occasione della competizione la scoperta del territorio in senso turistico. In questo modo le passioni del singolo possono diventare un momento di vita famigliare, in cui il papà va a fare la sua gara di running, la mamma esplora il territorio con i ragazzi e alla fine si ritrovano tutti in una bella trattoria. Con il veicolo ricreazione questo è possibile ovunque”.

E non solo oltre confine. Se infatti, siete rimasti alla vecchia immagine di un’Italia poco ospitale per i camperisti, sappiate che le cose stanno evolvendo anche a casa nostra.

Veicoli Ricreazionali a Turismo e Outdoor

Veicoli Ricreazionali a Turismo e Outdoor

“Le cose sono molte cambiate rispetto al passato – ha detto infatti Gloria Oppici –. Dal 2010 insieme ad APC (Associazione Produttori Camper) stanziamo un premio per i Comuni più virtuosi a cui consegniamo un premio di 20.000 euro a fondo perduto per la realizzazione di un’area di sosta per camper. Si tratta di una piccola iniziativa nostra, che si affianca a quanto stanno facendo le Regioni. Le più virtuose sono le Marche, il Piemonte, la Lombardia, il Veneto che si stanno attrezzando con una rete di servizi a 5 stelle: non più aree di sosta ai margini della città con un rubinetto dell’acqua e un allaccio elettrico, ma dei veri e propri villaggi che sono esteticamente anche belli, quasi dei giardini botanici, e con dei servizi come le biciclette per arrivare nei centri storici. L’Italia sta crescendo molto in questo senso, non tutte le Regioni sono ugualmente avanzate, certo, però il Paese sta veramente migliorando”.

Non si pensi che si tratti di un turismo povero, di serie B, rispetto a quello che si appoggia ad alberghi e a strutture ricettive tradizionali. Secondo Gloria Oppici le cose non stanno affatto così, perché dati alla mano si tratta di un’attitudine, di uno stile di vita più che di una scelta economica.

“È un tipo di turismo che non è affatto povero – ha concluso infatti la Brand Manager di Turismo&Outdoor -: costa molto il camper, costa molto la benzina e costa molto l’autostrada. Se dovessi tracciare un profilo tipico dei turisti camperisti, direi che sono persone molto generose e ottimiste, con famiglie numerose: viaggiano con tanti figli e nonni in carrozzella, con il gatto e il cane, ballano quando alla sera mettiamo la musica e mettiamo in scena gli spettacoli. Un turismo che si moltiplica e ritorna. Dal 2010 ogni anno commissioniamo al Cise dell’Università Ca’ Foscari di Venezia una ricerca di settore: nel 2016, quando l’abbiamo presentata anche a Montecitorio, è emerso che ogni equipaggio lascia sul territorio 50 € al giorno di prodotti tipici, non per servizi di ristorazione ma acquisti che portano a casa.

 

 

 

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