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5 itinerari gravel a Roma per pedalare tra storia e natura

Scritto il
da Martina Tremolada

La città eterna tanto caotica quanto suggestiva è capace di offrire fantastici itinerari gravel. A Roma, infatti, possiamo pedalare tra una moltitudine di monumenti, parchi e luoghi incantati. Abbiamo cerato una Raccolta apposita sul nostro profilo komoot, corri a scoprirla!

Facendo attenzione alle buche e agli immancabili sampietrini, ci tuffiamo allora per le strade della capitale esplorandone i numerosi punti verdi e percorrendo alcuni sterrati davvero divertenti.

Tutti gli itinerari gravel a Roma che proponiamo partono da una stazione e risultano, quindi, facilmente raggiungibili. In ogni caso, puoi facilmente adattarli inserendo il punto di partenza che preferisci. Abbiamo parlato di come usare al meglio komoot in questo articolo.

I due percorsi che rimangono vicini al centro cittadino e quello che si dirige verso Ostia Antica hanno un dislivello ridotto e sono davvero adatti a tutti. Il tracciato verso il Parco Regionale di Veio e quello che ti conduce al lago di Albano, presentano un dislivello meno trascurabile e richiedono un minimo di allenamento e abitudine alle pedalate.

Non ci resta che saltare in sella e partire!

Il GRAB: Grande Raccordo Anulare in Bici

Nato dalla voglia di convertire l’emergenza COVID-19 in un’opportunità per rivedere stili e filosofie di vita, il progetto GRAB (Grande Anello Anulare in Bici) è il primo esempio di ciclovia romana e la nostra prima proposta tra i 5 itinerari gravel a Roma.

Pedalando lungo il percorso è facile accorgersi della capacità di adattamento della ciclovia all’interno di contesti urbani molto diversi. Il primo dei nostri itinerari gravel a Roma è lungo 55 chilometri e si snoda per le vie e i parchi romani percorrendo per solo poco più del 30% strade asfaltate.

Il nostro tracciato parte dalla stazione di Termini per dirigersi subito verso il Colosseo e poi tuffarsi nel parco della Caffarella. Quest’area verde è davvero sorprendente per la quantità di divertenti sterrati che sfiorano le falde e le sorgenti che bagnano la valle alluvionale della Caffarella.

Itinerari gravel a Roma: il Colosseo. Foto di icomei da flickr
Il Colosseo. Foto di icomei da flickr

Prosegui poi verso nord lambendo villa De Sanctis e villa Giordani per approdare nel parco Valle dell’Aniene. Qui costeggi il fiume percorrendo un tratto di sterrato compatto che attraversa gran parte della riserva naturale protetta.

Lasciato il corso dell’Aniene e superato il suggestivo parco di Villa Ada, affronti una breve salita per raggiungere Villa Borghese da cui ti puoi godere una meravigliosa vista della città.

Da qui, basta seguire il corso del Tevere per rientrare al punto di partenza.

Il GRAB unisce le due anime di Roma: da un lato regala un viaggio davvero entusiasmante a chi vuole scoprire la città da turista, dall’altro è pensato quale parte integrante della mobilità dolce e vuole provare ad essere un’infrastruttura che costruisce relazioni attive innescando ed attirando processi di valorizzazione di ambiti marginali, di riqualificazione e recupero di ambienti degradati e di potenziamento ecologico.

Pedalata tra monumenti e parchi romani

Il punto di partenza per questa seconda proposta tra gli itinerari gravel a Roma è la stazione Termini e prevede un giro di circa 40 chilometri per esplorare le bellezze della capitale.

Comici a pedalare in direzione del Palazzo del Quirinale. Lo storico edificio si trova sull’omonimo colle e si affaccia sull’omonima piazza. Rappresenta uno dei simboli dello Stato italiano perché è stato dal 1870 la residenza ufficiale del Re d’Italia ed è dal 1946 del Presidente della Repubblica Italiana.

Dopo la piacevole discesa ti dirigi verso il Colosseo che necessita davvero di poche presentazioni. Basti dire che è il più grande anfiteatro al mondo. La sua costruzione è stata iniziata da Vespasiano nel 70 d.C. e conclusa da Tito, che lo inaugurò il 21 Aprile nell’80 d.C. Dal 1980 è inserito nei patrimoni dell’Umanità dell’Unesco e dal 2007 nella lista delle Nuove Sette Meraviglie del Mondo.

Itinerari gravel a Roma. Il giardino degli Aranci. Foto di Stijn Nieuwendijk da flickr
Il giardino degli Aranci. Foto di Stijn Nieuwendijk da flickr

Una volta superato il Circo Massimo, giungi al Giardino degli Aranci. Questo, un tempo era l’orto dei frati Domenicani, oggi è un luogo nascosto e davvero suggestivo, perfetto per ammirare la città eterna.

Prosegui poi verso il Monte dei Cocci o Monte Testaccio. Oggi si presenta come una collina artificiale, ma nell’antica Roma era considerata una vera e propria discarica. Qui infatti venivano accatastati milioni di testae (cocci, appunto) che in prevalenza erano frammenti di anfore usate per il trasporto delle merci scaricate nel vicino porto fluviale sul Tevere.

Attraversato il Tevere, ti catapulti nello splendido giardino segreto adiacente a Villa Pamphili. Dopo aver dato qualche pedalata sull’asfalto, entri nel Parco Regionale Urbano del Pineto con i suoi sentieri.

Il Foro Italico. Foto di 0000ff da wimedia
Il Foro Italico. Foto di 0000ff da wimedia

Appena prima di approdare sulle sponde del Tevere, passi dal Foro Italico. Progettato nel 1927 e inaugurato nel 1932 con il nome di Foro Mussolini, è uno dei complessi sportivi più importanti e suggestivi di tutta Italia.
L’impianto è contornato da statue di prestanti atleti che simboleggiano le diverse attività sportive. Tutt’oggi il Foro Italico ospita manifestazioni di rilievo internazionale.

Attraversato il Tevere percorrendo Ponte Milvio, ti immergi nuovamente in mezzo al verde. Ti ritrovi, infatti, a Villa Ada: il quarto più grande parco pubblico di Roma. Al suo interno sorgono svariati edifici, tra cui Villa Reale: acquistata dai Savoia, è poi diventata demanio pubblico nel 1957 e oggi è la sede dell’Ambasciata e del Consolato della Repubblica Araba d’Egitto. Inoltre, durante l’estate all’interno del parco sono ospitati spettacoli musicali e altre manifestazioni.

Il giro si conclude rientrando al punto di partenza, dopo aver pedalato attraverso Piazza della Repubblica.

Da piazza San Pietro al lago di Albano lungo la Francigena         

Il terzo degli itinerari gravel a Roma prevede una pedalata di circa 80 chilometri con un dislivello di 810 metri.

Parti dalla stazione di transito Roma San Pietro e attraversi subito il Tevere per tuffarti nelle vie del centro cittadino. Dopo pochi colpi di pedale, giungi al Colle del Campidoglio, uno dei sette colli di Roma.
Da qui puoi avere una bellissima vista sull’Urbe e ammirare i resti di numerosi edifici databili tra il I e il II secolo d.C. a carattere commerciale e abitativo.

Pedalando su una sicura pista ciclabile, costeggi il circo massimo per arrivare alla porta di San Sebastiano, la più grande delle porte nella cinta difensiva delle Mura Aureliane di Roma. Non lontano, si trova una copia della prima colonna miliaria della Via Appia Antica. Proprio in questi giorni si sta valutando di la prima e la più importante delle grandi strade costruite dagli antichi romani nel Patrimonio mondiale dell’Umanità per Unesco.

La Via Appia Antica. Foto di Giampaolo MacorigItinerari gravel a Roma
La Via Appia Antica. Foto di Giampaolo Macorig

Percorrere la Via Appia Antica in bicicletta è un’emozione: le ruote in alcuni tratti percorrono ancora quelle pietre della costruzione originaria su cui passavano i carri. Certo, in questi tratti occorre un po’ più di attenzione per non scivolare, ma il Parco Naturale Regionale Appia Antica, è davvero suggestivo.

Proprio poco dopo l’uscita del parco, giugni sulle sponde del lago di Albano. Questo, anche detto lago di Castel Gandolfo, è un bacino di origine vulcanica situato in provincia di Roma nell’area dei Castelli Romani, sui Colli Albani. Sulle sponde del lago puoi goderti una meritata pausa.

Il lago di Albano. Foto di Leonardo Sagnotti da flickr
Il lago di Albano. Foto di Leonardo Sagnotti da flickr

Una volta riposate le gambe è ora di tornare in sella per affrontare il rientro. Pedalando su dolci saliscendi arrivi alla Abbazia Greca di San Nilo, chiamata anche Abbazia territoriale di Santa Maria di Grottaferrata. Qesta abbazia – di rito bizantino – è stata fondata nell’anno 1004 d.C ed è dedicata a San Nilo da Rossano.

Dopo qualche chilometro nel su asfalto e dopo un passaggio nei dintorni di Ciampino, ti tuffi nuovamente in un luogo magico. Al parco degli Acquedotti puoi godere di un’atmosfera sospesa nel tempo. Pedali tra sentieri e vegetazione al cospetto delle imponenti arcate dell’acquedotto Claudio e dell’acquedotto Felice.

Rientrando al punto di partenza, attraversi nuovamente il centro di Roma passando per Via dei Fori Imperiali e l’immancabile Piazza San Pietro.

Da Città del Vaticano a Fiumicino passando per Ostia Antica

La quarta delle nostre proposte di itinerari gravel a Roma parte dalla stazione di Città del Vaticano, la città-stato al centro della città eterna e il cuore pulsante della chiesa cattolica.

L’itinerario si snoda per 80 chilometri con un dislivello di 400 metri dalla capitale al mare.

Appena pedalati i primi chilometri, arriviamo a Villa Pamphili, dove possiamo esplorare il giardino segreto. Uno spettacolare spazio verde molto curato con numerose siepi tagliate in modo tale da comporre forme diverse. Tra queste vi è anche il giglio, stemma della famiglia Pamphili.

Raggiungiamo presto le sponde del Tevere che ci conducono fuori città su rilassanti tratti gravel.

Fiumicino, foto di Ra Boe da wikimedia. Itinerari gravel a Roma
Fiumicino, foto di Ra Boe da wikimedia

Percorsa metà del tracciato, raggiungiamo il porto di Fiumicino dove possiamo goderci una meritata pausa e un pranzo a base di pesce in uno dei baretti che si affacciano sulle acque del Mar Tirreno.

Una volta ricaricate le energie, proseguiamo il nostro itinerario che ci porta nel cuore di Ostia Antica passando per il castello. La costruzione del Castello di Ostia Antica cominciò nel 1483 per volere del cardinale Giuliano della Rovere (futuro Papa Giulio II, 1503-1513) e venne affidata all’architetto fiorentino Baccio Pontelli. Il castello rappresenta ancora oggi un virtuoso esempio di architettura militare rinascimentale ed è visitabile.

Il Castello di Ostia Antica. Foto di Mister No da wikimedia
Il Castello di Ostia Antica. Foto di Mister No da wikimedia

Da qui comincia il ritorno al punto di partenza: pedaliamo principalmente sull’asfalto delle strade secondarie ad eccezione di un breve tratto su Viale Marconi in cui è bene prestare attenzione.

Ritroviamo così, le sponde del Tevere che ci conducono alla Basilica di Sant’Andrea della Valle la cui cupola è la terza più grande di Roma dopo San Pietro e il Pantheon.

Infine, non può mancare un passaggio dalla suggestiva Piazza San Pietro, vicinissima al punto di partenza dove termina l’itinerario.

Da Monte Mario al Parco Regionale di Veio

L’ultimo itinerario Gravel a Roma che proponiamo in questa Raccolta ci porta ad esplorare i dintorni nord-occidentali della capitale.

Partiamo dalla stazione di Roma Monte Mario per un tracciato di poco più di 75 chilometri e 1000 metri di dislivello.

Entriamo subito nella Riserva Naturale dell’Insugherata: un’area naturale protetta con moltissimi alberi da sughero (da qui il nome). Ci perdiamo nei suoi sentieri strettati immersi tra flora e fauna. Può capitare, infatti, di incontrare diversi mammiferi tra cui volpi, istrici, tassi, cinghiali, oltre a tante specie di uccelli come il gruccione, l’upupa, il gheppio, il picchio rosso maggiore ed il cuculo.

Panorama su Sacrofano. Foto di die kleine Hexe da komoot.Itinerari gravel a Roma
Panorama su Sacrofano. Foto di die kleine Hexe da komoot.

Proseguiamo con la bussola che punta a Nord e dopo qualche dolce saliscendi affrontiamo la salita più irta di giornata. La prima parte prende quota dolcemente, per poi diventare leggermente più ripida sul finale.

La fatica è ben ripagata dalla magnifica vista su Sacrofano. La cittadina sorge sulle pendici del Monte Musino sulla cinta della caldera di un antico vulcano, attivo circa 330 000 anni fa.

Ci tuffiamo in discesa tra gli sterrati dei monti romani percorrendo la valle del Sorbo. Qui possiamo anche incontrare una meravigliosa scultura di marmo di Davide Dormino e le cascate della Mola di Formello, nelle cui adiacenze si trovano ancora le rovine dell’edificio della Mola.

La valle del Sorbo. Foto di Aurelio Candido da Flickr.
La valle del Sorbo. Foto di Aurelio Candido da Flickr.

Da qui affrontiamo un breve tratto in salita che ci regala una discesa dolce per rientrare poi, in falso piano, al punto di partenza. Per affrontare questo itinerario è bene avere dei copertoni gravel per affrontare al meglio e divertirsi anche sui sentieri sterrati dei parchi.


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