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Il mio primo 4000, come mi preparo?

I suggerimenti e le dritte della Guida alpina Matteo Giglio

Quasi tutti gli amanti della montagna sognano un giorno di poter toccare la cima di una di quelle più alte, almeno sulle Alpi: i 4000, ovvero le montagne superiori a 4000 metri, che sull’arco alpino sono 82. Quota, difficoltà e resistenza sono fattori da non sottovalutare per la riuscita dell’impresa. Come ci si prepara allora ad affrontare il primo 4000? Ci ha dato qualche consiglio Matteo Giglio, Guida alpina valdostana, Istruttore Guida alpina e atleta C.A.M.P.

Per chi è abituato a camminare in montagna, quale può essere la preparazione adatta a fare il “salto di qualità” e raggiungere la cima del primo 4000?
Direi nulla di più di quello che ha già fatto. Non resta che provare a salire di quota, scegliendo un obiettivo adatto alle proprie capacità e in compagnia di un amico esperto o, meglio ancora, di un professionista.

Resistenza e fiato si possono migliorare, come faccio con la quota?
Resistenza e fiato si allenano molto semplicemente facendo attività aerobiche come corsa o camminate sui sentieri. Per la quota, l’unico allenamento è andarci. La reazione del fisico in quota purtroppo è soggettiva, dipende da caso a caso. Non è detto che un fisico molto allenato in pianura si comporti allo stesso modo in montagna. A volte succede anche il contrario! L’unica accortezza che si può avere è quella di non forzare mai l’andatura e imparare a sentire i piccoli segnali del proprio corpo. È normale essere più affaticati che a basse quote ma mal di testa e nausea vanno sicuramente tenuti sotto controllo: fare gli eroi non serve a nulla, anzi può essere controproducente.

Se arrivato al rifugio in alta quota soffro di vomito o forte mal di testa (ho insomma i sintomi del mal di montagna), cosa posso fare?
Purtroppo in questi casi la soluzione più efficace è scendere. Perdendo immediatamente quota si avranno immediatamente riscontri positivi.

Quali sono i 4000 più facili a cui puntare la prima volta?
Il pensiero comune individua nei 4000 serviti dagli impianti di risalita quelli più accessibili: vero solo in parte. Le funivie catapultano velocemente in quota gli alpinisti; per chi non possiede un adeguato acclimamento, questo può essere controproducente. Di sicuro un approccio più graduale e con le proprie gambe risulta più “corretto”. Si tratta di un semplice consiglio personale… poi ognuno è libero di agire come meglio crede.
Il primo esempio che mi viene in mente è il Gran Paradiso. Pochi metri sopra i 4000, salibile in due giorni con pernottamento in rifugio. Difficoltà tecniche contenute.

 

Photo credit Matteo Giglio – Gran Paradiso

 

 

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