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I due moduli dell'esoscheletro per ginocchio DNSYS Z1, sinistro e destro, con motore e bracci per coscia e polpaccio
I due moduli dell'esoscheletro per ginocchio, con motore da 450 W ciascuno e bracci per coscia e polpaccio

DNSYS Boostsuit Z1 | Esoscheletro per ginocchio 2027

Assistenza motorizzata per salita e discesa, pensata per alleggerire le ginocchia

Sintesi

Un esoscheletro per il ginocchio che lavora dove serve di più: spinge in salita e soprattutto frena in discesa, togliendo lavoro al quadricipite e carico alla rotula. Dopo quattro settimane e oltre 60 km sui sentieri liguri e prealpini, con ginocchia usurate e sebsibili, le discese sono diventate molto più sopportabili. Vestizione laboriosa solo la prima volta, autonomia oltre il dichiarato, app chiara ma ancora povera di dati.

Alfredo Tradati, SS25

Testato da:

Alfredo Tradati

il 18/10/2026 a Finale Ligure outdoor resort | Pubblicato il: 8 Novembre 2026 | Ultima modifica: 8 Novembre 2026

84/100

Risultati

Efficacia dell'assistenza
Praticità d'uso
Autonomia/batteria
Comfort
Indossaggio
Peso
Voto totale 84
Dati test
Data inizio : 18/10/2026 Data fine : 08/11/2026
Campo test : Sentieri sopra Noli (SV); Alpe del Viceré e Capanna Mara (CO)
Descrizione terreno : Sentieri ripidi, gradoni, scalinate, pietraia, tratti sdrucciolevoli
Meteo : Variabile, nuvoloso, soleggiato Temperatura aria : 12-23 °C
Scopri di più sulle nostre recensioni

Scheda tecnica

Peso
680 g per gamba
Potenza
900 W di picco
Livello di supporto
aumento della potenza muscolare fino al 50%
Autonomia dichiarata con assistenza elettrica
fino a 15 km per batteria


Le nostre valutazioni

Contesto e descrizione del prodotto

Ho iniziato questo test del Boostsuit Z1 di DNSYS, in un momento particolare. Una caduta mi aveva lasciato il ginocchio sinistro dolente e per una settimana quasi bloccato. Ero indeciso se rinunciare alle mie camminate del fine settimana, poi mi sono detto che era proprio il momento giusto per provare un esoscheletro per il ginocchio. Da lì sono partite quattro settimane di uscite, due a settimana, tra Noli, sulla costa ligure, e l'Alpe del Viceré con la Capanna Mara, sopra Como, per un totale tra i 50 e i 60 km.

Premessa doverosa: ho le ginocchia danneggiate da anni, peso circa 78 kg e amo fare fatica. In salita me la cavo, è in discesa che pago il conto. Ho voluto prolungare il test su più sedute proprio per capire bene cosa succede usando questo strumento, al di là dell'effetto sorpresa delle prime uscite.

Ogni gamba ha un motore all'altezza del ginocchio e due bracci: uno si appoggia dietro la coscia, sotto il gluteo, l'altro sul polpaccio. Il motore del Boostsuit Z1 genera una coppia di estensione e la scarica su questi due punti, facendo in pratica lo stesso lavoro del quadricipite. Se una parte della spinta la mette il motore, il quadricipite tira meno sul tendine rotuleo e la rotula comprime meno sul femore: è proprio quella compressione la fonte del dolore nelle ginocchia malandate. Il peso del corpo passa comunque dall'articolazione, quindi lo Z1 alleggerisce soprattutto il carico sulla rotula.

Escursionista con l'esoscheletro DNSYS Z1 in discesa su un tratto roccioso sopra Noli
In discesa sulle rocce sopra Noli, il terreno dove lo Z1 si fa sentire di più_Ph Alfredo Tradati

Impressioni in azione

La prima uscita con il Boostsuit Z1 richiede attenzione e qualche prova: posizionare i moduli, trovare la giusta tensione degli strap, collegare i cavi laterali alla cintura, inserire la batteria e fare la calibrazione, che si esegue a gambe leggermente piegate ed è molto intuitiva. Dalla seconda volta è tutto più semplice, soprattutto se si prendono riferimenti visivi su dove chiudere il velcro. Una volta regolato, lo Z1 non scende e non sale, e non ho mai dovuto sistemarlo durante il cammino.

Braccio superiore del DNSYS Z1 con la scala di regolazione della lunghezza
La scala graduata per regolare la lunghezza del braccio sulla coscia
Unità motore del DNSYS Z1 all'altezza del ginocchio con il LED acceso
Il motore al ginocchio: il LED indica la modalità attiva

In salita, sui gradini e sulle scale, l'aiuto è immediato. In modalità Sport si sente la spinta dietro la coscia e sul polpaccio proprio nella fase iniziale del passo, quando il quadricipite dovrebbe fare il massimo sforzo. L'app lo conferma: sui tratti più ripidi l'indicatore di potenza arriva a 9 tacche su 10. Boost e Boost+ spingono di più ma impongono passi corti e frequenti, quasi una corsetta; io preferisco Sport, che lascia il passo lungo e solleva il bacino in modo naturale. Alla fine di uscite di tre o quattro ore mi sono sentito più fresco del solito.

In discesa lo Z1 ha cambiato le mie uscite. Ho provato in Transparent per sentire il carico pieno, poi Eco, con una trattenuta lieve ma percepibile tra polpaccio e coscia, e Sport quando la pendenza diventava importante. Su discese ripide e accidentate, saltando da un sasso all'altro con il ginocchio molto flesso, situazioni che conosco bene e che di solito sono dolorose, ho sofferto molto meno: si sente il motore che trattiene e assorbe parte dell'impatto. Boost e Boost+ in discesa non mi hanno dato benefici in più, Sport copre la gran parte delle situazioni. Un dettaglio: in discesa l'indicatore di potenza dell'app resta a zero, anche se il freno si sente chiaramente.

Con il sostegno dietro la coscia tendo a tenere il busto più eretto. Le gambe lavorano meglio, ma il peso arretra verso il tallone: su ripido con ghiaietto o sassi mobili può diventare un rischio di scivolata, perché la tenuta nasce da un avampiede ben caricato. Su terreno scivoloso conviene tornare a flettere il busto in avanti, anche con l'esoscheletro.

Sono partito con il ginocchio sinistro dolente. Alla fine delle uscite restava un po' di fastidio, ma il ginocchio non si è mai gonfiato e non ho mai dovuto mettere il ghiaccio, cosa che dopo una bella camminata senza esoscheletro mi capita da anni. Non è una prova clinica e lo Z1 non è un dispositivo medico, come precisa anche l'azienda, ma conosco bene il mio ginocchio e per i miei oltre 40 km di test la prova è ampiamente superata.

Ho sopportato molto meglio discese che conosco bene e che di solito sono dolorose.

Si impara presto a dialogare con le modalità, anche per far durare la batteria: Sport o Boost sulle scale e sul ripido in salita, Eco a media pendenza, Transparent in falsopiano, Eco nelle discese uniformi e Sport in quelle ripide. Si cambia con i tasti + e − sui moduli o dall'app.

Attacco del DNSYS Z1 alla cintura con il cavo di alimentazione
L'attacco alla cintura, da cui parte il cavo che collega batteria e motori
Supporto posteriore della coscia del DNSYS Z1 con il tasto meno e gli indicatori di batteria
Il supporto dietro la coscia, dove si scarica la spinta, e il tasto per ridurre l'assistenza

L'azienda dichiara 15 km per batteria, specificando che il valore dipende da terreno e modalità. Con una carica ho coperto due uscite, circa 18-19 km e 400 m di dislivello positivo, usando tutte le modalità. Sul percorso più ripido di Noli, 7 km con 347 m di dislivello, il consumo è salito a circa 60 punti: a quel ritmo una carica vale una dozzina di chilometri. La percentuale cala sotto sforzo e risale quando si riduce l'assistenza, e sotto il 20% la scarica accelera.

Il comfort resta stabile per tutta l'uscita, senza sfregamenti degli strap e con sudore nella norma. Due cose da sapere: le tasche dei pantaloni non sono più utilizzabili, quindi telefono e portafoglio vanno nello zaino, e il rumore dei motori si sente, lo notano i passanti e anche i cani. A me non dà fastidio, ma ridurlo sarebbe un bel passo avanti.

La nuova app BoostSuit, arrivata durante il test, è molto più chiara e intuitiva della precedente: mostra passi, velocità, potenza erogata, batteria e modalità, permette di assistere un solo lato, di avviare una diagnosi con un minuto di camminata e di vedere in tempo reale la flessione di ciascun ginocchio. Chi lo usa per allenarsi o per seguire un recupero troverà però pochi dati: mancano storico delle uscite, forza erogata per lato, salita e discesa separate ed esportazione, e il contapassi registra circa metà dei passi di iPhone e Apple Watch.

Un timore che mi sono posto è che abituarsi all'esoscheletro possa indebolire la muscolatura. La risposta, secondo me, è un uso selettivo: poca assistenza in salita, dove il ginocchio soffre meno e si allenano forza e fiato, assistenza piena in discesa, dove la rotula paga davvero, con qualche giro di controllo senza esoscheletro.

Conclusioni

Per trekking, hiking e fast hiking il giudizio è molto positivo. Il lavoro sul ginocchio si sente in modo evidente, sia in spinta sia in protezione, ed è esattamente la sua funzione. È uno strumento che ho usato a lungo e che continuerò a usare, perché il beneficio è immediato. Il prossimo passo sarà provarlo sugli sci, uno degli usi previsti dall'azienda: sono molto curioso di vedere come si comporta.

Escursionista con il DNSYS Z1 su un sentiero di cresta all'Alpe del Viceré, con le colline sullo sfondo
Sul sentiero di cresta all'Alpe del Viceré, sopra Como_Ph Alfredo Tradati
Salita su placca di roccia con il DNSYS Z1 a Noli Discesa su roccia con bastoncini e DNSYS Z1 Discesa su gradoni di pietra con il DNSYS Z1 Salita su gradoni di pietra con il DNSYS Z1, vista da dietro Salita su gradoni con bastoncini e DNSYS Z1 Escursionista con DNSYS Z1 ripreso dal basso in discesa Escursionista con DNSYS Z1 nel bosco sopra Noli Escursionista con DNSYS Z1 su sentiero tra la macchia Discesa su terreno roccioso tra i pini con il DNSYS Z1 Vista posteriore del DNSYS Z1 in controluce su sentiero di ghiaia Motore del DNSYS Z1 con LED acceso su un pendio di ghiaia Vista posteriore con batteria e attacco Z1 sulla cintura Passo su pietraia con il DNSYS Z1 all'Alpe del Viceré Vista dall'alto dei due supporti delle cosce del DNSYS Z1 Cosciale del DNSYS Z1 con il tasto più Ombra di un escursionista con esoscheletro sul sentiero

Destinazione e consigli d'uso

Lo Z1 è pensato per chi va in montagna e vuole proteggere le ginocchia senza rinunciare alla fatica, soprattutto nelle lunghe discese su sentieri ripidi e accidentati. Lavora sia in salita sia in discesa, e permette di dosare l'aiuto in base alla pendenza.

Ideale per: escursionisti che soffrono le lunghe discese e vogliono continuare a frequentare sentieri ripidi e accidentati.

Consigliato a: escursionisti con dolore femoro-rotuleo o artrosi lieve o moderata, sentito il medico; chi rientra in montagna dopo un periodo di stop; escursionisti esperti che vogliono allungare le uscite.

Non adatto per: chi ha lesioni acute, instabilità legamentosa o è nel post-operatorio senza il via libera del medico; chi cerca solo più velocità in salita; chi vuole un dispositivo silenzioso.

Marca DNSYS
Modello: Boostsuit Z1
Attività: Escursionismo
Anno: 2027
Prezzo: 1164.95 €

Dice l'azienda

Esoscheletro per il ginocchio che assiste la camminata in salita e in discesa, pensato per escursionismo e lunghe camminate. Ogni modulo ha un motore al ginocchio e due bracci che scaricano la forza dietro la coscia e sul polpaccio.

  • Motori ad alta potenza da 900 W
  • Riduzione del 200% della pressione sul ginocchio
  • Aumento della potenza muscolare del 50%
  • 680 g, ultraleggero
  • Supporto intelligente al movimento tramite IA

Testato a:
Finale Ligure outdoor resort

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