Una scarpetta che punta a trovare un equilibrio tra comfort, sensibilità e precisione. La tomaia morbida, la forma poco aggressiva e il puntale relativamente spazioso la rendono accessibile e versatile. Se sulla roccia si è comportata bene in situazioni molto diverse tra loro, è soprattutto nel boulder indoor che ho trovato il suo ambiente ideale.
Testato da:
il 12/05/2026 | Pubblicato il: 9 Luglio 2026 | Ultima modifica: 9 Luglio 2026
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Misure
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37 a 48 (con ½ taglie) |
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Tomaia
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microfibra non foderata a tre strati |
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Soletta
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SkinLike™ |
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Intersuola
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LaspoFlex da 0,8 mm |
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Tecnologie
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sistema P3® (per massima rigidità di torsione) |
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Suola
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FriXion® Black |
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Caratteristiche
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Vegane |
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Allacciatura
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facile (derivazione dalla Skwama) |
Il primo incontro con La Sportiva Skwama Lite è avvenuto in Sardegna, durante una settimana di arrampicata primaverile che ci ha permesso di provarla in contesti molto diversi tra loro.
Durante il test abbiamo utilizzato sia la versione uomo sia quella donna. Le differenze non riguardano la forma generale della scarpetta, che rimane sostanzialmente identica, ma soprattutto la costruzione. La versione femminile risulta leggermente più morbida e flessibile, mentre quella maschile offre una sensazione di sostegno maggiore. In entrambi i casi abbiamo apprezzato il comfort generale e il puntale relativamente spazioso, coerenti con la filosofia del modello, pensata per accompagnare la progressione tecnica senza risultare eccessivamente “aggressiva” (la forma è infatti moderatamente arcuata).

La prima tappa è stata la falesia di Buchi Arta, sopra Cala Gonone. Qui la parete emerge dalla macchia mediterranea. Il calcare è di ottima qualità, lavorato a gocce, buchi e concrezioni. È una falesia che offre un’ampia scelta di itinerari di media difficoltà e che permette di valutare bene precisione e comfort durante una giornata intera di arrampicata.
Il secondo banco di prova è stato il granito della falesia Lucertole al sole nella zona di Santa Maria Navarrese (prima foto). Un ambiente completamente diverso: tacche, fessure svasate e movimenti che richiedono una buona capacità di incastro del piede. Passare da una roccia all’altra è stato un ottimo modo per capire se e quanto questa scarpetta fosse realmente versatile.
Una volta rientrati in Trentino abbiamo continuato a utilizzare La Sportiva Skwama Lite nella palestra di boulder di Arco di Trento, dove abbiamo accumulato la maggior parte delle ore di utilizzo.
La prima caratteristica che ho percepito indossando la scarpetta La Sportiva Skwama Lite è stata la sensazione di avvolgimento del piede.
La Sportiva ha sviluppato questo modello pensando ai climber che stanno progredendo verso scarpe più performanti. Alcuni accorgimenti facilitano questa transizione: Abbiamo notato che la forma è meno aggressiva rispetto alla Skwama tradizionale (curvatura moderata che lascia il piede in una posizione più naturale) e il puntale è leggermente più spazioso. Una scelta che durante il test si è tradotta in un comfort immediato che si è mantenuto fino a fine giornata.
Una delle prime cose che abbiamo notato è stata la facilità di calzata. Questa infatti è resa particolarmente semplice dalla presenza dei due passanti posteriori e del piccolo anello integrato nella parte elastica superiore della tomaia, quella a contatto col collo del piede. Sono dettagli ormai diffusi su molti modelli, ma che continuano a rivelarsi molto pratici: permettono di inserire rapidamente il piede, aiutano a posizionare correttamente la linguetta elastica e rendono più agevoli le operazioni di indossaggio.
Chi ha una pianta medio-larga o leggermente larga probabilmente apprezzerà particolarmente la caratteristica del puntale spazioso: il piede viene contenuto senza essere compresso. La tomaia in microfibra non foderata, abbinata alla soletta SkinLike™ a tre strati altamente traspirante, offre una sensazione molto piacevole a contatto con la pelle. La consistenza del materiale ricorda quasi il velluto.
Anche il sistema di chiusura, derivato dalla Skwama, si è dimostrato pratico e intuitivo. Lo strap si regola facilmente. Molto apprezzato il piccolo fermo integrato nello strap (dentino), che evita la fuoriuscita dalla fibbia e permette di mantenere la regolazione impostata anche dopo aver tolto la scarpetta.
Sui tiri verticali di Buchi Arta abbiamo apprezzato soprattutto la sensibilità dell’avampiede. La scarpetta permette di percepire bene gli appoggi e offre una buona precisione nei movimenti tecnici.
L’ampia copertura in gomma che riveste l’avampiede protegge la tomaia nelle zone più soggette a usura e abrasione e migliora il contatto quando la punta viene utilizzata per agganciare la roccia o i volumi o per appoggi non frontali.
La parte inferiore del puntale è caratterizzata da una superficie in gomma ampia e uniforme spessa 4 mm, pensata per garantire precisione sugli appoggi e una buona sensibilità nella fase di spinta.
La vista laterale e posteriore della foto qui in basso a sinistra mette in evidenza, oltre alla generosa copertura in gomma dell’avampiede di cui abbiamo appena parlato, anche la fascia di tensionamento del tallone, parte del sistema P3™, che contribuisce a mantenere la forma e il sostegno della scarpetta nel tempo.
Ottimaèù
pola capacità della scarpetta di conformarsi alle irregolarità della roccia (foto di destra). La costruzione morbida le permette di seguire meglio la forma dell’appoggio. Anziché scaricare il peso su un unico punto, l’appoggio risulta più uniforme e restituisce una sensazione di maggiore stabilità.
Sul granito arancio dell’Ogliastra — che al tramonto assume una colorazione bellissima — il comportamento è stato leggermente diverso. Negli incastri non raggiunge il comfort di modelli più rigidi e specifici per le fessure, ma si difende comunque bene grazie alla forma relativamente poco aggressiva, alla tomaia morbida e all’ampia gomma che protegge l’avampiede.
La mescola utilizzata offre un buon livello di aderenza, ma durante il test su questo tipo di granito mi è sembrata leggermente meno “appiccicosa” rispetto alle gomme Vibram XS Grip che utilizzo abitualmente su altri modelli e che sono pensate per la massima performance. La differenza emerge soprattutto sugli appoggi più delicati di microtacche o spalmi e nelle situazioni in cui si cerca il massimo attrito possibile.

Se dovessi indicare il contesto in cui questa scarpetta mi ha convinta maggiormente, sceglierei senza dubbio la palestra.
Su volumi, svasi e movimenti tipici del boulder moderno ho trovato un ottimo equilibrio tra sensibilità e sostegno. La scarpetta permette di caricare bene la punta senza risultare eccessivamente rigida e la costruzione morbida segue con naturalezza le diverse geometrie degli appoggi. Anche nei movimenti che richiedono heel hook e toe hook il piede rimane ben contenuto, trasmettendo una buona sensazione di controllo.
Il comfort è un altro punto di forza: anche durante sessioni lunghe non ho sentito l’esigenza di toglierla continuamente tra un tentativo e l’altro, come invece capita con modelli più aggressivi.
È proprio in questo contesto che ho percepito la filosofia del modello: offrire prestazioni accessibili senza richiedere il livello di tolleranza al dolore spesso associato alle scarpette più estreme.
La Sportiva Skwama Lite mi è sembrata una scarpetta particolarmente riuscita per chi vuole avvicinarsi a modelli più performanti senza rinunciare al comfort. È adatta sia alla falesia sia alla palestra, ma è soprattutto nel boulder moderno e nelle lunghe sessioni indoor che ho trovato il suo ambiente ideale.
Per aiutarti a capire se è la scarpetta giusta per te, ecco in sintesi a chi si rivolge la Skwama Lite, dove rende al meglio e qualche consiglio pratico per l'uso e la manutenzione.
Ottimale per Allenamenti in palestra, boulder indoor, arrampicata sportiva su vie di media difficoltà e climber che stanno progredendo verso livelli più impegnativi. È una scarpetta che permette di migliorare la tecnica senza dover necessariamente indossare modelli estremamente aggressivi.
Consigliata a Climber di livello intermedio o in progressione che cercano una scarpetta versatile da utilizzare sia indoor sia outdoor.
La consiglierei in particolare a chi ha una pianta medio-larga o a chi trova troppo estreme molte scarpette performanti presenti sul mercato. La forma relativamente accogliente, la costruzione morbida e la nuova calzata sviluppata da La Sportiva rendono l'adattamento molto naturale anche per chi proviene da modelli più comodi.
Meno adatta a Arrampicatori che cercano la massima aggressività possibile per boulder molto strapiombanti o per lavorare al limite assoluto della prestazione. In questi casi esistono modelli più specialistici all'interno della stessa gamma La Sportiva.
Manutenzione e durata Un aspetto interessante di questo modello è l'attenzione alla durata del prodotto.
La Skwama Lite è infatti completamente risuolabile, caratteristica che permette di prolungarne significativamente la vita utile una volta consumata la gomma.
Inoltre è lavabile in lavatrice a 30 °C, una soluzione pratica per mantenere la scarpetta pulita e limitare la formazione di cattivi odori durante un utilizzo intenso.
| Marca | La Sportiva |
| Modello: | Skwama Lite |
| Attività: | Arrampicata |
| Utilizzatore: | Tutti Intermedio |
| Anno: | 2026 |
| Prezzo: | 130 € |
Le scarpette Skwama Lite sono progettate per chi vuole dare il massimo, sia in palestra che in falesia. Prodotte interamente in Italia, uniscono una manifattura artigianale e tecnologie di ultima generazione a una calzata pensata appositamente per climber di livello intermedio. Grazie alla curvatura non troppo aggressiva e al puntale un po’ più spazioso, si adattano a diverse forme del piede e ti offrono un comfort prolungato per le sessioni di allenamento più intense. In più, l’innovativa suola FriXion® Black da 4 mm ti dà un’eccezionale sensibilità e aderenza per i passaggi più delicati o in spalmo: l’ideale per chi vuole migliorare la propria tecnica mettendosi alla prova su vie o boulder più impegnativi.
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