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Brenta Woman Experience: due giorni a piedi nella bellissima cornice del Brenta

La nostra avventura in uno dei luoghi più incantevoli delle alpi, dove ogni angolo regala stupore

Era da un pò che mi passava per la testa l’idea di scoprire a piedi la zona delle Dolomiti di Brenta, tante volte ci eravamo passati con i nostri test, tra Madonna di Campiglio, Pinzolo e Paganella, ma la cosa che più mi incuriosiva era proprio riuscire a tracciare una linea che andasse in qualche modo a collegare questi punti di riferimento che avevo in mente.

Dopo giorni a fantasticare, cercando di trovare tracciati, da stralci di carte su internet, o percorsi già preparati, finalmente riesco a fermarmi alla Libreria del Viaggiatore di Sondrio, la libreria in assoluto più fornita di carte e libri di viaggi e montagna che abbia mai trovato in Valtellina!

Con una cartina Tabacco da 1:25.000 finalmente riesco a progettare quello che prima pareva un miraggio. Scopro con immenso stupore una rete di sentieri e rifugi incredibile, tra cui il Dolomiti di Brenta Trek, un percorso in 11 tappe che le percorre tutte!

Siamo io e Valentina, cara amica e tester di outdoortest, abbiamo a disposizione solo due giorni e disegniamo un percorso che ci permette di vedere il più possibile con il tempo che abbiamo a disposizione. Camminando e seguendo i tracciati delle più belle vie ferrate delle Dolomiti.

Deciso il percorso, cerchiamo di definire una data, con non poca difficoltà, questo luglio ha regalato bellissime mattinate di sole, ma pomeriggi decisamente instabili per poter decidere di partire in tranquillità.

E’ sabato mattina, sono le 8.30 e ci presentiamo davanti alla partenza degli impianti d Pinzolo per poter guadagnare un pò di dislivello per partire per la nostra prima tappa. Pinzolo si trova a 770m, e prendendo funivia e seggiovia raggiungiamo rapidamente il Doss del Sabion a 2.100m, punto di partenza della nostra prima giornata di cammino.

Da qui si può già iniziare a godere di una vista fantastica sul gruppo del Brenta, veniamo accolte da una bellissima nuvola, che mano a mano che camminiamo si dissolve, lasciandoci iniziare a gustare il paesaggio.

Il nostro primo obiettivo della giornata è il Rifugio XII Apostoli a 2.400mt, troviamo subito i cartelli che ci indicano la direzione, 3.10h. Bene, partiamo!

Il primo tratto è in discesa, passiamo per boschi, fino ad arrivare ad un pianoro, Pian Nardis, dove, un gigantesco anfiteatro ci fa intuire la via di salita, e dove il paesaggio inizia a cambiare, dalla pineta, iniziamo ad assaporare una prima parte di Dolomiti, roccia, rododendri e prateria alpina.

Il sentiero procede ripido e regolare, con tanti passi su roccia e gradoni, brevi tratti attrezzati, fino a scorgere, la famosa chiesa nella roccia; una grotta chiusa da una gigantesca croce, in memoria ai caduti della montagna, impossibile da non riconoscere.

La vista della chiesa, ci fa capire che non manca molto al rifugio, che riusciamo a vedere solo una volta scollinato in prossimità. Il Rifugio XII Apostoli sorge su di un contrafforte roccioso che domina la Val Nardis, la struttura è accogliente e ci fermiamo a mangiare qualcosa prima di riprendere il nostro cammino. Uno spezzatino con polenta ed una fetta di torta e siamo pronte per riprendere il nostro viaggio.

brenta

Se fino al rifugio il sentiero era molto frequentato, la situazione cambia per il resto del percorso.

Teniamo la destra orografica, in direzione Bocca dei Camosci a 2.500mt, ed il paesaggio cambia facendosi sempre più dolomitico, camminiamo su un bel sentiero, circondato da roccia e qualche piccolo fiore alpino, fino a raggiungere la nostra meta.

Ci troviamo a ridosso di una vedretta abbastanza riparata dove la neve si è conservata dall’inverno, circondate da enormi giganti dolomitici, a destra la cima Tosa, ed il Crozzon di Brenta, a sinistra il muro verticale del Dosson di Franciglio.

Tiriamo fuori le sciatrici che sono in noi e con fare sbarazzino, mettiamo assieme una serie di curve da slalom degne da 3Tre di Campiglio! In un baleno arriviamo in fondo alla vedretta e riprendiamo il sentiero sulla destra orografica, ben segnalato da ometti di sasso e bolli bianco/rossi.

Circondiamo il Crozzon di Brenta sul sentiero Martinazzi, ed una volta passato questo gigante di roccia davanti a noi si apre la Valle del Brenta, uno spettacolo di roccia e prati fioriti dalla bellezza unica ed incredibile. L’avevamo vista in macchina, passando da Campiglio per andare a Pinzolo, ed ora camminiamo dentro in questo quadro stupefacente.

In tutto ciò si scorge il rifugio Brentei, in via di ristrutturazione, ma ben organizzato per accogliere e rifocillare in giornata, gli escursionisti e gli scalatori che passano per di qui.

Brenta Woman Experience

E’ arrivato il momento di fare una breve sosta, ci godiamo il paesaggio, manca poco alla nostra meta, il rifugio Alimonta a 2.580mt. Ci manca ancora un’oretta di cammino, che passa in fretta, tra un’ esclamazione di stupore e l’altra.

Arriviamo all’Alimonta verso le 5 di pomeriggio, stanche ma felici. I nostri gps indicano sui 17km e 1.600 mt di dislivello, possiamo ritenerci soddisfatte della giornata.

L’accoglienza in rifugio è fantastica, sebbene sia sabato, ed il rifugio sia pieno, ci sentiamo da subito in famiglia. Facendo due chiacchiere con il gestore, Emanuele Alimonta, scopriamo con piacere che si tratta di un rifugio privato, costruito 50 anni fa dal suo nonno, ed in continua evoluzione per cercare di renderlo il più sostenibile ed autosufficiente possibile.

E’ il rifugio situato più in alto di tutto il Brenta ed ha una posizione strategica per affrontare le ferrate delle Bocchette Alte e Centrali, tra le più belle di tutto il comprensorio, che lo collegano al rifugio Tucket ed il Tosa Pedrotti.

La ciliegina sulla torta arriva dopo cena, il cielo ci regala un incredibile tramonto infuocato, di buon auspicio per il prossimo giorno.

La mattina seguente la sveglia suona presto, una buona colazione e via per il nostro secondo giorno di esplorazione. Avevamo previsto di fare la ferrata delle Bocchette Alte per poi scendere al rifugio Tucket e da li rientrare a Madonna di Campiglio. Purtroppo però apprendiamo che la ferrata è chiusa per lavori ed allora cerchiamo un percorso alternativo.

Il nostro obiettivo diventa quindi la ferrata Detassis, molto spettacolare e aerea con diverse serie di scale che ci fanno scendere fino alla vedretta dei Brentei. Per nostra fortuna è un percorso poco frequentato e possiamo goderci la quiete che il primo sole del mattino ci regala battendosi su queste immense torri di roccia. Finita questa prima parte ci avviamo verso il sentiero attrezzato e ferrata SOSAT che ci porterà al rifugio Tucket.

Questa seconda parte di percorso è davvero varia e spettacolare, tra sentieri scavati nella roccia, passaggi di valli attraverso la via ferrata, campi di fiori alpini e distese detritiche, l’occhio non ha mai tempo di stancarsi.

Un paesaggio estremamente vario, ed è proprio questo, quello che più abbiamo apprezzato da questi due giorni di trekking, la varietà e la maestosità dei paesaggi che è capace di offrire, tra giri frequentati ed aree sole e desolate per cercare ancora più pace.

Ad un tratto, ecco spuntare il rifugio Tuckett e Q.Sella, nostra ultima tappa prima del rientro a casa. Camminiamo rapide sugli ultimi tratti morenici ed in un baleno ci troviamo nel traffico di un rifugio domenicale.

Il rifugio Tuckett e Q.Sella, si trova a 2.270mt, è stato costruito tra il 1904 ed il 1905 ed ha una storia molto interessante, che potete trovare qui. Dispone di parecchi posti per pranzare tra i tavoli esterni e quelli interni, ed il servizio è decisamente rapido, per essere una domenica affollata e di sole. Ci gustiamo il nostro ultimo spuntino trentino, sapendo che ora ci tocca la lunga discesa per tornare a Madonna di Campiglio.

Partiamo con calma, abbiamo tempo e vogliamo goderci le ultime ore in questo paradiso. Dal rifugio pian piano il paesaggio torna a cambiare, prima la prateria alpina, per poi trovarci in una bellissima pineta che ci accompagnerà fino al rifugio Vallesinella.

Questo ultimo tratto offre un bellissimo sentiero per famiglie ideale per raggiungere il rifugio da Madonna di Campiglio, passando anche dal rifugio Casinei, utile tappa in caso di maltempo.

Arriviamo al rifugio Vallesinella, dove senza esserci troppo informate ci troviamo di fronte a tre possibilità per andare a Madonna di Campiglio: camminare su strada asfaltata, prendere il bus navetta (su prenotazione in questo periodo Covid-19), oppure noleggiare le e-bike con possibilità di ritiro in paese.

Abbiamo ovviamente scelto di prendere le e-bike, per non farci mancare proprio nulla, il percorso è tutto su strada asfaltata, poco frequentata da autovetture, e quindi rapido e sicuro per i ciclisti, in un batter d’occhio arriviamo in paese, dove al lago possiamo lasciare le bici.

Nella stessa zona vi è la fermata del bus che va in direzione Tione e ci riporta a Pinzolo esattamente davanti agli impianti da sci, dove avevamo lasciato la macchina.

A livello logistico, senza esserci organizzate minimamente, è stato tutto molto facile ed intuitivo, i trasporti pubblici viaggiano con intervalli regolari e fermano in tutte le zone servite dai sentieri, un modo davvero comodo e sostenibile di vivere questi luoghi.

Non si poteva chiedere al caso organizzazione migliore di quella che c’è stata!

Arrivati in auto ci lasciamo cullare dai bei ricordi del nostro viaggio, foto e video non sono di certo mancati, a breve troverete disponibile un video della nostra avventura.

Si ringrazia la Skiarea Dolomiti di Brenta, l’ Azienda Promozione Turistica Madonna di Campiglio per il supporto logistico, e Crazy Idea per averci fornito dell’ abbigliamento tecnico.

di seguito trovate qualche contatto utile per organizzare la vostra vacanza a piedi nel Brenta:

Azienda Promozione Turistica Madonna di Campiglio

Impianti Skiarea Dolomiti di Brenta

Rifugio XII Apostoli

Rifugio Alimonta

Rifugio Tuckett

LUOGO

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