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Come scegliere le scarpe da corsa

Vediamo insieme cosa guardare in una scarpa da corsa e come scegliere il numero corretto per avere sempre il piede nel posto giusto.

Scritto il
da Luca Tessore

La corsa in ogni sua forma sta prendendo piede in tutti i sensi. È ormai una vera e propria tendenza, c’è chi la utilizza per allenarsi ed essere più performante in altri sport, chi corre per mantenersi in forma e chi ne fa una filosofia di vita. È difficile trovare uno sport più essenziale della corsa, bastano un paio di scarpe, ed eccoci già pronti! Proprio per questo saperle scegliere è importante quanto sapersi allenare correttamente per evitare infortuni. Vediamo insieme come scegliere la scarpa da corsa giusta per te!

 

In generale

Una scarpa da corsa innanzitutto deve essere comoda, ognuno di noi ha una forma e una storia del piede unica, quindi una scarpa che io trovo perfetta, per te potrebbe risultare terribilmente scomoda, (leggi non cavalcare la moda del momento). In ogni caso ci sono alcune peculiarità comuni che fanno di una scarpa un buon prodotto: leggerezza, traspirabilità e capacità di assorbimento dei colpi ad ogni appoggio. Queste tre caratteristiche sono valide sia per le scarpe da corsa su strada che quelle da trail.

 

Come scegliere la scarpe da corsa - battistrada
Struttura e protezioni diverse per correre su strada o su sterrato. Battistrada dedicato per migliori prestazioni sugli specifici fondi.

 

Cosa guardare in base al terreno di corsa

Se la corsa è prevalentemente su asfalto, meglio una suola liscia con scanalature con un battistrada sufficientemente duro per una minor usura e quindi una maggior uniformità di prestazione nel tempo. Quando si corre in città la scarpa deve essere maggiormente traspirante e non necessita di particolari rinforzi nella tomaia. All’opposto una scarpa da trail è adatta alla corsa su sterrato, qui il fondo è più morbido, aumentano però le asperità e quindi i possibili punti di pressione sulla pianta del piede. La necessità di un buon grip è fondamentale per correre rilassati e mantenere la giusta tecnica di corsa. In questo caso prestare attenzione al battistrada, non sempre più tassello è sinonimo di performance in fase di spinta. Una scarpa da trail dovrà avere una punta e una tomaia particolarmente protettiva, sia per evitare che i detriti o rami vadano a danneggiare il piede sia per una maggior resistenza nel tempo. Anche in montagna la traspirabilità del piede è importante, la corsa è un’attività che sviluppa molto calore, in qualsiasi condizione atmosferica, per questo l’abbigliamento come anche le scarpe devono essere scelte di conseguenza. Quindi, ok hai rinforzi della tomaia, ma senza che questi ne compromettano la traspirabilità altrimenti l’insorgenza di vesciche è alle porte.

 

Quale numero scegliere?

Le scarpe vanno sempre provate, il piede durante il corso della vita può cambiare in modo sensibile morfologia quindi la sensazione di comfort va testata di volta in volta. La regola ordinaria per la scelta del numero è quella di infilare un dito dietro al tallone e provare a muovere le dita del piede, se non ci riuscite allora il numero è troppo piccolo. In alternativa si può anche togliere la soletta e appoggiare il piede su questa verificando lo spazio di margine in punta che dovrebbe essere dell’ordine di 1-2 cm. in più. L’altro trucco per non avere sorprese è quello di guardare sempre i cm. della scarpa e non la taglia perché da un modello all’altro e tra marche diverse ci possono essere differenze.

Attenzione però a non esagerare dall’altra parte, non devono essere delle pantofole, scarpe troppo larghe, oltre a vesciche e calli, possono provocare anche la fascite plantare.

 

Scegliere le scarpe controllando la suola di quelle vecchie

Siamo arrivati ad un punto piuttosto tecnico ma essenziale per migliora la propria tecnica di corsa. Ognuno di noi appoggia i piedi in un determinato modo, in base alle proprie caratteristiche biomeccaniche. Avete mai sentito parlare di pronazione e supinazione?

Tutto si basa su quanto e in quale direzione si piega il piede in fase di appoggio:

Appoggio in pronazione: il piede ruota all’interno.

Appoggio in supinazione: il piede ruota all’esterno.

Una leggera rotazione sia da una parte che dall’altra è normale, quando però si supera una certa soglia e la rotazione risulta eccessiva la catena cinetica risulta compromessa con conseguenze che possono portare a dolori, disturbi e infortuni.

 

Come scegliere la scarpe da corsa - pronazione
Punti di consumo della suola in relazione ai differenti tipi di appoggio durante la fase di corsa.

 

Iperpronazione: si sollecita maggiormente il ginocchio.

Ipersupinazione: i colpi determinati dall’appoggio sono mal assorbiti.

Un video mirato evidenzierebbe da che parte state, ma se vogliamo fare alla vecchia maniera basta prendere le scarpe che utilizziamo per correre (è fondamentale che queste siano utilizzate esclusivamente per la corsa) e osservare dove la suola è consumata maggiormente.

Consumo uniforme della punta e del tallone siete normopronatori, se invece vi ritrovate con la parte interna della punta e quella esterna del tallone abrasa siete iperpronatori, mentre se risulta consumata la parte esterna sia di punta che di tallone siete ipopronatori.

Alcuni modelli sono dedicati esclusivamente per aiutare a correggere il corridore portandolo ad una situazione il più possibile vicino alla normopronazione. Quindi sapere la categoria a cui apparteniamo è importante per evitare di fare scelte peggiorative quando si vanno ad acquistare le scarpe.

 

Infine il DROP; se ne sente parlare sempre più spesso ma cosa è?

Dall’inglese “discesa, diminuzione”, per gli amanti dell’outdoor possiamo parlare anche di “dislivello”. Sì, perché il drop non è altro che la differenza tra l’altezza del tallone e l’altezza della punta, il tutto misurato in millimetri.

 

Come scegliere la scarpe da corsa - Drop
Il Drop andrebbe calcolato a partire dalla suola interna. I diversi produttori misurano le altezze tallone-punta in punti diversi.

Si è passati da drop alti a bassi per arrivare a scarpe chiamate “minimaliste” per una corsa più naturale. Anche in questo caso non c’è meglio o peggio e la scelta va fatta in relazione alla propria esperienza.

Drop alti favoriscono l’appoggio sul tallone, al contrario drop più bassi aiutano ad appoggiare la parte media del piede e quella frontale. Drop molto ridotti favoriscono una corsa vicino a quella naturale, questa rafforza i polpacci e il tendine di Achille. Se si passa però da un drop alto a uno basso senza esercizi propedeutici si rischiano infortuni anche gravi, quindi anche in questo caso è bene scegliere la scarpa non seguendo la moda del momento, ma puntando ad obiettivi precisi.

Non vi resta che scegliere il vostro nuovo paio di scarpe da corsa, per un’attività sempre più performante e salutare, buona corsa a tutti!


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