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Stivali da equitazione Parlanti con suola Michelin: la partnership vincente

I segreti di un prodotto leader nel mercato che oggi unisce l'artigianalità alla tecnicità di Michelin Soles

Con Daniele Parlanti della storica azienda romana, leader di mercato nella produzione e vendita di stivali da equitazione, abbiamo parlato a tutto tondo del nuovo progetto che unisce la tecnicità di Michelin all’artigianalità di Parlanti entrando nello specifico delle caratteristiche costruttive dei prodotti.

In questo articolo avevamo annunciato la collaborazione: Soles by Michelin e Parlanti Roma: nuova partnership

Con quali tre parole si può raccontare e rappresentare l’azienda Parlanti?

“Racconterei Parlanti con queste tre parole: tradizione, ricerca, innovazione.

Parlanti è un’azienda presente dal 1987 sul mercato, quindi da 32 anni. Nasce come realtà famigliare che realizza prodotti artigianali e su misura, tutto made in italy. Quando siamo partiti il mercato era ristretto, selettivo, regnava l’eleganza: l’equitazione non sembrava un vero e proprio spot, tanto era riservato a pochi. Oggi invece c’è una grande diffusione di aziende che producono, da ogni parte del mondo. Lo stivale, così come la disciplina, ha avuto un’enorme evoluzione, da tradizionale è diventato innovativo e di questa innovazione sono stato precursore. Quando abbiamo iniziato non esistevano molte stivalerie, dopo tre o quattro anni dagli inizi eravamo leader in Italia e in Europa e dopo sette o otto anni eravamo conosciuti in tutto il mondo.

I prodotti Parlanti fanno la differenza sul mercato: qual è il loro segreto?

Il segreto degli stivali Parlanti è la conoscenza diretta delle esigenze dei cavalieri, maturata in 25 anni di esperienza nei campi gara. Mi hanno aiutato tutti questi anni di competizioni vissute accanto ai cavalieri: nei weekend facevo esposizione e vendita sui campi e questo mi ha portato a capire e a sapere di cosa avevano bisogno. Nel ’92 tirai fuori lo stivale con lacci e zip posteriore, oggi il più diffuso e usato. All’inizio non piacque, me lo dissero anche i fratelli D’Inzeo. Ma io capii che sarebbe stato una svolta.

Che tipo di materie prime vengono usate? Come e in base a quali criteri vengono scelte?

Vengono usati sempre materiali di alta qualità, materie prime naturali, come pelli di bufalo, di vitello, anche in base agli spessori ricercati. Ho provato, in passato, a creare uno stivale “vegano” ma data l’usura a cui sono sottoposti gli stivali, lo sfregamento con il cavallo, il suo sudore, non ha avuto successo, era troppo fragile. Ultimamente sto usando la pelle di bufalo d’acqua egiziano, conciato secondo una mia ricetta, molto repellente e sette volte più resistente rispetto al vitello.

Ogni disciplina equestre ha le sue caratteristiche, le sue necessità. Per i non addetti ai lavori, stivali, stivaletti, ghette e chaps: cosa sono e come si scelgono i prodotti giusti in base alle esigenze?

La scelta del prodotto giusto può dipendere dalla disciplina che si pratica. Per esempio nei salti ci vuole uno stivale morbido, aderente, quindi è necessario scegliere un tipo di pelle adeguata. Nel Dressage va bene invece il vitello perchè si preferisce uno stivale liscio, lucido, molto rigido. Gli stivaletti e le ghette una volta venivano utilizzati solo per allenarsi e per il lavoro a casa, poichè vietate dal regolamento in gare. Oggi sono consentite ma vengono tendenzialmente usate ancora solo per il lavoro con i cavalli. In linea di massima comunque lo stivale è l’unico prodotto race. Da non trascurare sono poi gusti personali del cavaliere, c’è chi preferisce lo stivale morbido altri quello rigido.

Quali sono i principi che accomunano Parlanti Roma e soles by MICHELIN?

Ciò che cercavo e che mi stuzzica è la ricerca, la continua innovazione e Michelin, in questo, è numero 1 al mondo. Insieme abbiamo creato una suola unica, studiando i punti giusti dove inserire la mescola più dura, quella più morbida, quella più flessibile in base alle esigenze concrete e il risultato è stato grande.

Perché Michelin? Qual è il suo valore aggiunto?

Con Michelin l’incontro è stato casuale. Poi è nata l’idea di creare un prodotto insieme. Non c’è nessun altra azienda che ha un prodotto finito simile, che usa suole con le caratteristiche tecniche di Michelin, nell’equitazione.

Come siete riusciti ad unire la tecnicità di Michelin e l’artigianalità di Parlanti? Cosa ne è uscito? Qual è l’obiettivo di questa partnership?

Siamo riusciti ad unire la tecnicità di Michelin e l’artigianalità di Parlanti grazie all’idea comune di creare un prodotto unico nel suo genere. Abbiamo realizzato due tipologie di suole, una classica che va sullo stivale classico, con tacco, suola in gomma e intersuola in cuoio, e poi una suola sport da applicare sullo stivale super tecnico, quello che ha rivoluzionato la linea tradizionale.

Un tempo le staffe erano semplici, piatte, la suola appoggiava sulla staffa semplice e aveva un certo grado di usura, poi per dare più grip, sono diventate ruvide, c’è una sorta di “grattuggia” che rovina le suole. Con Michelin abbiamo pensato anche a questo, e sulla pianta è stata inserita una zona più resistente all’usura. In punta invece, dove ci vuole flex, la mescola inserita è più morbida. Questi sono alcuni esempi. Abbiamo lavorato anche sul disegno. È stato creato un prodotto ad hoc.

Ho sposato la partnership con Michelin per spostare l’attenzione del mercato dell’equitazione dal fashion alla tecnicità: uno stivale con la giusta suola è uno stivale più performante.

Stivale Parlanti con suola Michelin: identikit, parti che lo compongono e caratteristiche tecniche.

Lo stivale da equitazione Parlanti è formato dalla tomaia, che è la parte nella quale è racchiuso il piede, da un gambale in pelle, da una zip posteriore, da una striscia elastica che dalla cima arriva fino al tacco, per dare aderenza maggiore simile a quella di una come calza, da una linguetta che protegge la cerniera dallo sperone. Ci sono poi stivali con lacci elastici sul collo del piede, per garantire più confort, oppure senza lacci. E poi c’è la suola.

Progetti futuri di Parlanti

Il mio obiettivo è di apportare innovazione nel settore e di differenziarmi sempre.

Inoltre sto realizzando giacche giubbotti in pelle di alta qualità, non da equitazione, che usciranno sul mercato nell’inverno 2020.”

 

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