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La suola negli scarponi da sci alpinismo

Spesso considerata un dettaglio, spesso fa la differenza in fatto di sicurezza


Skialp ph Vibram Scarpone da scialpinismo suola Scarpa Maestrale RS

Quando ci avviciniamo al mondo dello sci alpinismo, uno dei primi attrezzi che ci procuriamo è lo scarpone, diverso da quello dello sci alpino per volumi, tecnologie e soprattutto, la suola.

Lo scarpone da sci alpinismo deve essere comodo come una scarpa da trekking in salita e rigido come lo scarpone da sci in discesa; ha il compito di supportarci al massimo anche quando ci troviamo a non poter più proseguire con gli sci ai piedi, abbinato ai ramponi oppure senza.

La sicurezza è fondamentale quando ci troviamo a percorrere a piedi tratti di roccia o neve, l’imperativo è “vietato scivolare”.

Ma come vengono progettate le suole in gomma per gli scarponi da sci alpinismo e quali caratteristiche devono avere? Abbiamo fatto due chiacchiere a riguardo con Jerome Bernard* di Vibram, per poter avere qualche informazione più dettagliata su questo aspetto.

Quali caratteristiche deve avere una suola da sci alpinismo?

Come ogni suola che viene progettata, la caratteristica principale è l’ottimizzazione tra design e mescola. Un design funzionale abbinato ad una mescola sbagliata crea una suola non valida. Lo sci alpinismo è il laboratorio della prestazione tecnologica di leggerezza e durevolezza, qui abbiamo la possibilità di sperimentare suole leggere ma al contempo estremamente resistenti.

Da questo punto di vista, la durata di una suola da sci alpinismo è rilevante?

Certamente. La resistenza all’usura è un requisito fondamentale. La suola, nello scarpone da sci alpinismo, non flette e si ritrova sempre a contatto tra due superfici rigide, per questo motivo è molto importante che sia resistente agli impatti ed al consumo. Le mescole in questo caso sono altamente resistenti.

Una suola concepita per la neve ha delle caratteristiche specifiche?

 Senza dubbio, studiate appositamente. Quando camminiamo nella neve polverosa per lungo tempo è necessario che la neve stessa non faccia zoccolo sotto al piede, per questo la suola deve avere una buona capacità auto pulente (self cleaning). Questo è possibile grazie al disegno dei tasselli, più distanziati per facilitare l’uscita della neve. I tasselli hanno un’altezza media, e sulla punta dello scarpone è presente una fascia molto liscia, una sorta di “climbing zone”, per agevolare la presa della suola nei brevi tratti di roccia, o semplicemente per camminare sull’asfalto quando ci ritroviamo a dover fare i nostri rientri a piedi”.

 

*Jerome Bernard, Sport Innovation Marketing Global Directordi Vibram

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