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Lo zaino da montagna: intervista a Clement Farcy di Millet

Viaggio alla scoperta di uno degli strumenti fondamentali dello sportivo

Per gli sportivi, i viaggiatori, per gli amanti del mondo outdoor lo zaino da montagna è un elemento fondamentale dell’equipaggiamento, uno strumento del quale non si può fare a meno. Per conoscere meglio la storia, le caratteristiche, la sua evoluzione abbiamo intervistato Clement Farcy, che si occupa di gestire e coordinare le aree design e ricerca e sviluppo di LafumaMillet, brand che ha fatto la storia degli zaini da montagna.

Le fasi di produzione dello zaino da montagna

Perchè un prodotto, uno zaino, prenda vita sono necessarie diverse fasi preliminari. Il lavoro di Clement, per esempio, Category Manager per zaini e sacchi a pelo di Millet, inizia ben prima della progettazione vera e propria. Tutto parte da dati, analisi dei trend di mercato. Una volta scelta la direzione da seguire, Clement Farcy si coordina con il team di design per implementare, costruire e dare nuove forme ai prodotti, e con il team di ricerca e sviluppo per rendere realizzabili i progetti, creando prototipi e prodotti finiti. Una volta confermati i modelli, va seguita la parte di produzione per assicurarsi che i prodotti siano copie esatte dei prototipi scelti. Successivamente è fondamentale presentare i risultati del lavoro alla forza vendite e ai negozianti per fare conoscere i prodotti in modo che ognuno possa far scegliere il meglio per le esigenze degli utilizzatori.

Storia, caratteristiche ed evoluzione

Clement, parliamo di zaini, quando è nato il primo zaino da montagna?

Possiamo parlare dei primi veri zaini da alpinismo dal 1945, nati dal bisogno di attrezzatura sempre più tecnica per affrontare obiettivi alpinistici sempre più ambiti. Fu così che nel 1950 il Millet Annapurna 50 accompagnò Louis Lachenal nella prima salita sull’Annapurna.

Il primo zaino da montagna della storia era molto semplice, con un volume centrale unico e una patella superiore. Era costruito in cotone o tela naturale ed era rinforzato sul fondo, la cosa interessante è come molte caratteristiche di allora siano rimaste invariate anche oggi, sugli zaini attuali. Per esempio il volume. Da sempre la necessità degli alpinisti è stata quella di avere zaini dal volume contenuto, non più larghi del corpo e delle spalle per permettere la maggiore libertà possibile di movimento proprio perchè l’alpinista deve potersi muovere liberamente su passaggi stretti, sia che stia scalando o camminando. Altro fattore ricorrente è la ricerca del minimalismo esterno. Soluzione amata è quella di avere pochi accessori esterni e poter organizzare al meglio lo spazio interno. Tutto ciò favorisce una progressione più agevole senza correre il rischio di rimanere incastrati o avere impicci nelle rocce quando si scala.

Gli elementi che hanno avuto la maggiore evoluzione negli anni sono il comfort e lo studio dello schienale e l’ergonomia degli spallacci dello zaino da montagna. Ogni qualvolta ci ritroviamo a progettare un nuovo modello o a fare un restyling di un modello più vecchio il nostro primo focus è proprio lo studio dello schienale, per cercare di migliorarne il comfort e renderlo più leggero e traspirante con una maniacale ricerca dei materiali e del mesh

Schienale traspirante zaino Millet
Schienale traspirante zaino Millet

Inizialmente gli zaini avevano uno schienale piatto in cui la schiena era a diretto contatto con il foam. Erano molto scomodi e per nulla traspiranti, da qui siamo partiti per cercare di migliorarci sempre di più.

Negli ultimi 15 anni abbiamo cercato di migliorare la leggerezza dei materiali e il peso globale dello zaino da montagna. Abbiamo lavorato molto sul foam dello schienale e degli spallacci, cercando di renderli più leggeri e traspiranti, perforando la membrana stessa per favorire il riciclo dell’aria. I primi zaini erano molto pesanti strutturalmente, anche a causa del materiale con cui erano costruiti: cotone e tela, in generale, che sono materiali naturali pesanti. Nei primi anni ‘60 abbiamo iniziato a costruire i primi zaini in nylon. Millet è stato un vero e proprio pioniere di questa trasformazione, creando modelli molto più leggeri. In seguito abbiamo cercato tessuti più leggeri in termini di peso ma resistenti all’usura nel tempo.

L’ultimo modello che abbiamo lanciato è lo zaino Trilogy in Dyneema, costruito di un tessuto estremamente leggero con un peso di 100gr per metro quadro. Parliamo di uno dei tessuti più leggeri sul mercato per questo tipo di attività ma forte e resistente per essere usato in montagna.

Zaino Millet Trilogy in Dyneema
Zaino Millet Trilogy in Dyneema

A livello di partizione di spazi interni e creazione di tasche non c’è stata una grande evoluzione, la ricerca è volta al minimalismo e alla semplicità.

La maggior parte delle evoluzioni sono a livello di materiale e schienale. Ad esempio la parte esterna per portare la picozza è rimasta circa la stessa di 20 anni fa perché la soluzione era già funzionale, sicura e leggera.

Per quanto riguarda il sistema di trasporto degli sci inizialmente si portavano lateralmente mentre oggi abbiamo preferito predisporre un aggancio sul pannello frontale sul quale, con una sola rete, è possibile fissarli entrambi più velocemente e con un’allacciatura più leggera e pratica. La forma è rimasta più o meno la stessa di qualche anno fa, ma abbiamo cercato di ridurre un po’ il volume nella zona superiore: prima era fatta in due parti, con un cordino che andava a chiudere a strozzo la parte inferiore e una patella che si chiudeva tramite ganci.

Ora la maggior parte degli zaini da alpinismo si chiude “a roll”. La cosa interessante riguardo a questo tipo di chiusura è che si può utilizzare un volume tubolare più lungo e che si può arrotolare in base alla quantità di materiale che si ha nello zaino. Questo sistema è decisamente più sicuro e veloce da utilizzare. Inoltre assicura una grande impermeabilità ed è per questo che sulla maggior parte degli zaini tecnici è stato adottato questo sistema”.

Zaino da alpinismo Millet
Zaino da alpinismo Millet
Ogni attività necessita uno zaino da montagna specifico. Abbiamo già visto ciò che riguarda l’alpinismo, la ricerca dello zaino più minimal possibile, ci dai due dritte per quanto riguarda gli zaini da escursionismo e da trail running?
Zaino Millet
Zaino Millet

” Per quanto riguarda il trekking abbiamo cercato di rendere gli zaini più user friendly, migliorando l’organizzazione degli spazi interni. Ricordo gli zaini da trekking di 15/20 anni fa, erano molto voluminosi, sui 60 litri, con una unica apertura superiore, estremamente scomodi: per raggiungere ciò che avevamo messo sul fondo si doveva svuotare tutto. Oggi abbiamo cercato di migliorare la fruibilità degli zaini, con aperture laterali e tasche separate per poter riporre sacco a pelo e altri accessori e con tasche che permettono di accedere direttamente al volume centrale, una patella superiore accessoriata di tasca superiore e inferiore.

Abbiamo iniziato ad utilizzare un nuovo materiale, leggero e molto elastico, e questo è stato un vantaggio notevole che ci ha permesso di creare nuovi compartimenti e tasche non solo sugli zaini da trekking, ma su tutta la collezione. Abbiamo cercato di rendere la vita del trekker più facile realizzando un nuovo sistema per riporre i bastoni da trekking senza dover rimuovere lo zaino dalle spalle. Inoltre, è stato predisposto un sistema di idratazione ad accesso facilitato che si usa mentre si cammina.

In questi anni gli studi si sono concentrati molto anche sullo sviluppo dello schienale e sul modo di portare lo zaino con l’obiettivo di renderlo il più confortevole possibile. Un prodotto da 60 litri è solitamente uno zaino che viene riempito molto e il nostro obiettivo è quello di renderlo confortevole con la possibilità di personalizzarlo. 

Lo zaino da alpinismo deve aderire al corpo, gli spallacci vengono stretti per avere maggiore agilità e la maggior parte del peso grava sulle spalle. Per tenerlo vicino, importante è la fascia lombare, che ha lo scopo principale di mantenere il volume vicino al corpo. Negli zaini da trekking invece il peso si scarica tantissimo sulla fascia lombare, per il 70% 80% grava sui fianchi, ed è per questo che abbiamo inserito sui nostri prodotti un pannello sullo schienale, regolabile in base alle dimensioni del suo utilizzatore e una fascia lombare estremamente confortevole per poter trasportare carichi elevati per lungo tempo.

Gli zaini per il trail running sono un mondo molto particolare. Hanno volumi contenuti e devono generalmente contenere il materiale obbligatorio per le gare: una giacca protettiva, una termica, l’attrezzatura per la sicurezza e la lampada. Sono poche cose da portare, ma assieme al cibo e all’acqua devono essere facili da raggiungere mentre si è in movimento. Abbiamo lavorato molto sugli accessori frontali degli spallacci. Sono presenti molte tasche per poter raggiungere rapidamente cibo e acqua, lo spazio sulla schiena è più ampio e destinato a contenere la maggior parte del materiale di cui non si ha bisogno costantemente, come la giacca che si servirà solo quando inizierà a piovere, per esempio. Molti trail runner quando si trovano di fronte ad un acquisto si focalizzano esclusivamente sul peso dello zaino, senza dare attenzione alla divisione degli spazi e disposizione delle tasche. In questi zaini non ci sono gli schienali, il volume si posiziona molto in alto sulla schiena. Per questo motivo è necessario garantire agli utilizzatori le taglie (S, M, L) come se fosse un vero e proprio gilet. C’è una piccola regolazione frontale che va a rendere il più aderente possibile la parte frontale della spalla. In questo tipo di zaini le regolazioni fondamentali sono quelle appunto sulle spalle e sul petto, utili per regolare l’ampiezza sul torace. Quindi, per noi importanti obiettivi nella realizzazione di zaini da trail running sono quelli di garantire un veloce accesso alla sacca idrica, al cibo, la possibilità di essere leggeri. Per la costruzione è importante usare solo materiali elastici, in modo che se lo zaino viene riempito prende volume, se invece è vuoto può rimanere “piatto” e poco ingombrante”.

AZIENDE

Altracom s.a.s. di Alfredo Tradati – via Buonarroti 77 I-20063 Cernusco s/N (MI) – P.IVA 05019050961 – info@altracom.eu

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